Jun 162012
 

Altezza: 204 cm
Peso: 111 kg
Ruolo: SF/PF
College: Kentucky
Classe: Sophomore
Data Nascita: 09/01/1992
Best Case Scenario: Josh Smith
Worst Case Scenario: Marvin Williams

 

Pro:

  • Attaccante completo e versatile sia fronte che spalle a canestro, dove sfrutta buoni fondamentali e la struttur fisica solida
  • Riesce ad attaccare con efficacia l’anello grazie al suo atletismo ma possiede anche un jump shot efficace dalla media, riesce a colpire anche oltre l’arco.
  • Usa il fisico e la forza naturale per aiutarsi al meglio in difesa. Avversario non facile in post.
  • Corre molto bene in transizione e riesce a battere i lunghi avversari dal palleggio con un dribblig o con il primo passo, sfruttando la propria versatilità.
  • Ottimo rimbalzista, buon senso del tempo e della posizione, buone doti come passatore.
  • Potenzialità per evolvere da SF in ottica NBA.

 

Contro:

  • La meccanica di tiro è rivedibile, il rilascio non è fluido ma piuttosto lento e macchinoso.
  • Nella possibile evoluzione in SF deve migliorare ulteriormente la sicurezza e la velocità del suo ball handling, dove ha mostrato comunque dei progressi  nel corso della stagione.
  • Il primo passo è piuttosto buono ma non fulmineo, velocità di piedi non eccelsa.
  • Non è uno che riesce a coinvolgere molto i compagni in attacco
  • Carattere particolare in campo, deve diventare più costante sul piano della concentrazione e della solidità emotiva.

 

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May 262012
 

Continuiamo la carrellata dei prospetti in vista del draft, oggi parliamo di ali piccole, e il draft di quest’anno è di sicuro interesse per la posizione, in virtù di qualche freshman di talento che si è dichiarato, di qualche sorpresa (anche negativa) che ha rimesso un po’ in discussione le gerarchia per quanto riguarda questo ruolo.

Ma andiamo con ordine e iniziamo dal primo della classe:

 

1. MICHAEL KIDD-GILCHRIST (Kentucky)

Venuto fuori in maniera prepotente nel corso della stagione. Istinti per il gioco di primissimo livello, capace di piazzare la giocata giusta per portare a casa la partita su entrambi i lati del campo. Atletismo di primissimo livello, dovrà certamente lavorare sul tiro da fuori, al momento tutt’altro che sicuro.

A rimbalzo si difende bene, aiutato dal fisico compatto e da buon tempismo, in difesa ha dimostrato durante il torneo di non aver paura di affrontare e limitare l’esterno avversario più pericoloso ed in attacco con spazio a disposizione riesce ad attaccare in maniera efficace il canestro.

Di certo nessuno ad inizio anno si sarebbe aspettato un prospetto così maturo da aver praticamente ipotecato una chiamata nelle prime 5, con buone possibilità di sentire il proprio nome come secondo chiamato in assoluto, visto che anche il potenziale è enorme.

 

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May 042012
 

La NBA sta passando il periodo più caldo della stagione, i playoff, quello che alla fine dei giochi deciderà le sorti della stagione in corso, ma in secondo (forse terzo vista l’importanza della post season) piano nella giornata di ieri si è avuta la deadline definitiva per i giocatori provenienti dal college per entrare nel draft del prossimo 28 giugno.

49 i collegiali che hanno deciso di provare a fare il salto nel professionismo, senza contare anche i 17 europei listati che però hanno fino al 18 giugno per togliere il nome dalla lista definitiva.

Finora un numero accettabile se si considera i 57 avuti lo scorso anno in uno scenario impaurito dal lockout e dagli 81 (!) di due anni fa, quindi una situazione decisamente normalizzata e caratterizzata da buone scelte anche nelle decisioni di rimanere uno o più anni all’università.

Andiamo a vedere quali sono stati i giocatori che secondo noi hanno preso la via giusta e quali quella un po’ più discutibile.

(La lista completa trovarla nella nostra sezione appositamente dedicata)

 

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Apr 052012
 

Terzo ed ultimo approfondimento su come i prospetti abbiano variato il loro stock dopo le tre gare di Final Four, fondamentali perché ancor più del Torneo NCAA l’attenzione mediatica è alle stelle ed un passo falso rischia di essere fatale per le quotazioni.

Poche sorprese, visto anche l’alto livello di talento visto a New Orleans, ma qualche sorpresa in vista delle prossime stagioni.

 

CHI SALE

Michael Kidd-Gilchrist (SF – Kentucky)

Il ragazzo era già sulla bocca di tanti, ancor prima della Final Four, per la grande stagione disputata sotto Calipari , il quale ne ha fatto il leader designato di questa squadra sin dai primi allenamenti nonostante fosse uno dei più giovani della squadra (il più “piccolo” dopo Kyle Wiltjer che lo batte di pochi mesi).

Il motivo è semplice ed anche facilmente intuibile guardando le 38 partite disputate quest’anno dal prodotto del New Jersey: il ragazzo è un vincente nato, uno di quei rari giocatori che ti fanno la differenza solo con la presenza in campo e che riesce a trascinare anche il resto dei suoi compagni nel suo stato di forma. Il tutto ad appena 18 anni.

Non ha il potenziale di altri giocatori della sua età, ma è pronto da subito, è un gran lavoratore e, soprattutto, quel carattere non lo insegni.

 

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Jan 202012
 

La felicità di TyShawn Taylor al termine della gara contro Baylor

  • Sembra che ogni settimana ne debba cadere almeno una di imbattute.
    Stavolta è toccato a Baylor che, dopo aver aggirato possibili upset contro West Virginia, Mississippi State e Kansas State negli ultimi minuti di partita, ha dovuto cedere a Kansas nella Phog Allen Fieldhouse, uno dei peggiori luoghi dove provare a mantenere un’imbattibilità.
    Una grande prova di forza degli uomini di Bill Self ed una grandissima prova di Thomas Robinson, sempre più in testa nella corsa al POY, che ha distrutto sui due lati del campo la temibile e infinita (5 giocatori con uno wingspan che supera i 7 piedi) frontcourt dei Bears con 27 punti e 14 rimbalzi. Robinson è stato ben coadiuvato dalla grande serata di Tyshawn Taylor che ha costantemente attaccato la prima linea della zona 2-3 di coach Drew per creare spazio per i compagni e stavolta le solite 5 palle perse messe a referto, per come sono maturate, non hanno inciso sul risultato.
    A Baylor non è bastato stavolta un Pierre Jackson in doppia doppia e fa impressione vedere l’intero frontcourt con lo stesso numero di rimbalzi totali di Robinson.
    I Jayhawks hanno avuto un avvio di stagione non semplice, con Self alle prese con un roster molto meno talentuoso rispetto alle passate edizioni, ma nell’incredibile upset subito contro Davidson qualcosa ha girato nella loro testa. Hanno decisamente svoltato, trovando un ottimo collettivo finalmente a tempo gli uni con gli altri e hanno dato un segnale importante alla Big12, conference di cui non vogliono perdere il primato dopo le 5 vittorie negli ultimi 6 anni.
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May 132011
 

L’8 maggio si è chiuso il termine per gli underclassmen (ovvero i giocatori che non hanno ancora portato a termine i 4 anni di college) ed europei nati dopo il 1989 con una lista di 57 giocatori che tentano anticipatamente il salto verso la Nba.

Un numero molto minore rispetto agli 81 che si sono dichiarati lo scorso anno di questi tempi ma lo spauracchio del lockout ha inciso molto su queste decisioni e molti giocatori tra cui anche prospetti quotati molto in alto hanno preferito aspettare un ulteriore anno prima di tentare la carriera Pro.

In vista della Draft Lottery del 17 maggio, dove la situazione dei pick inizierà un pò a chiarirsi, guardiamo chi ha fatto la scelta giusta nel tentare l’avventura quest’anno e chi invece poteva agire diversamente.
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Feb 282011
 
  • Dopo la sconfitta di Ohio State contro Wisconsin, deve essersi creata una specie di maledizione verso le squadre che ambiscono alla numero 1 del ranking.

    Da quel momento infatti le squadre che occupano le prime posizioni hanno tutte perso nel momento in cui aspiravano o in quello in cui avevano acquistato tale primato.

    Basti pensare al tonfo di Kansas contro i cugini di Kansas State (parleremo più tardi della spinta del barbuto) nel momento in cui i Buckeyes hanno abdicato, o di Texas contro la molto più abbordabile (termine ai limiti dello sconosciuto quando si parla di College Basketball) Nebraska, o Pittsburgh contro la sempre più sorprendente St. John’s e Louisville.

    Questa settimana è toccato a Duke, n°1 presa ad inizio settimana e sconfitta alla fine di questa dalla tenace Virginia Tech che si sta giocando in queste ultime partite l’accesso al Torneo Ncaa. Nota a margine, curioso il limbo in cui si è trovato Dell Curry, ex-Hornets e padre di Stephen e Seth, il quale si è trovato a scegliere se tifare per la sua alma mater (Curry è stato uno dei realizzatori più prolifici degli Hokies) o il figlio. A fine partita sorrideva con 3/4 Dukies accanto, immagine curiosa.

    Tornando alla maledizione, per ora le uniche in striscia positiva tra le prime 10 della Espn/Coaches sono Purdue, con Moore protagonista del secondo dispiacere di Ohio State, e BYU, dove c’è un ragazzo che sembra avere già in mano un premio di discreto rilievo.

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