Mar 252014
 

Schermata 2014-03-25 alle 14.19.16Altezza:188 cm
Peso: 82 kg
Ruolo: PG
College: Syracuse
Classe: Freshman
Data di nascita: 24/08/1994
NBA Comparison: Mike Conley
Stats

 

 

Pro:

  • PG poco spettacolare ma tremendamente efficace all’interno della gestione della partita
  • Grande personalità, leadership, istinti clutch ben presenti e visibili nei minuti finali
  • Ottima visione di gioco e qualità dei passaggi, produce poche palle perse
  • Non ha grandi qualità fisiche ma sa arrivare al ferro grazie all’uso del corpo e degli spazi presenti
  • Solido tiratore piedi per terra

Contro:

  • Caratteristiche fisico-atletiche sotto la media
  • Difensore rivedibile, potrebbe fare grande fatica ad uscire dal sistema di Syracuse
  • Non ha molti punti nelle mani

 

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Feb 052013
 
La mole di Reggie Johnson

La mole di Reggie Johnson

Thumbs Up: Miami (FL)

Che la ACC quest’anno avrebbe subito dei grandi cambiamenti lo si diceva fin da inizio stagione: la detentrice del titolo di Conference Florida State aveva perso troppi elementi importanti per pensare ad un replay; North Carolina idem, mentre ci si aspettava un tête-à-tête tra Duke e North Carolina State. Ma allora cosa ci fanno gli Hurricanes in cima, con il record ancora immacolato?

Beh, ci piacerebbe rispondere che ce li aspettavamo, ma la verità è che la squadra di Jay Larranaga è la sorpresa più grande di questa stagione fino a questo punto e questo ha preso in contropiede chiunque, soprattutto chi si aspettava un calo dopo l’infortunio all’immenso Reggie Johnson.

Ed invece Miami (FL) ha alzato ulteriormente il volume della radio grazie al duo composto da Durand Scott e Kenny Kadji ma anche all’apporto della PG sopho Shane Larkin autore di uno step importantissimo dallo scorso anno, dominando in casa Duke con un +27 che parla da solo e vincendo alla sirena a casa di NC State con il tap-in del rientrante Johnson.

Ora il calendario dovrebbe aiutarli molto in vista della grande sfida al Cameron Indoor il 2 marzo, dove i Blue Devils avranno tutte le motivazioni per attuare la loro vendetta.

 

Thumbs Down: Syracuse

Una cosa è sicura: quest’anno la Big East sembra ancor più confusionaria degli anni passati. Sarà che vogliono lasciarci un bel ricordo (il prossimo anno verrà smantellata), sarà che alla fine ci sono molte squadre che si equivalgono per valori differenti tra loro, fatto sta che per qualsiasi squadra basta una sconfitta per rovinare quanto fatto fino a quel punto. Figuriamoci quando ne arrivano due di seguito.

E’ questo il caso degli Orangemen, che dopo esser partiti in quinta ed aver anche alzato la mano dal finestrino per salutare le inseguitrici dopo le vittorie contro Louisville e Cincinnati, si sono accorti di aver finito la benzina, riuscendo a perdere con squadre non irresistibili come Pittsburgh e, soprattutto, Villanova, in quello che forse sarà l’unico fuoco di paglia della stagione di Jay Wright e soci.

Ecco che i ragazzi di Boeheim si son visti riprendere dal gruppone composto da Marquette, Cinci, Louisville, Georgetown e Pittsburgh, dimostrando ancora una volta la mancanza di un giocatore interno di spessore sui due lati del campo, visto che con il trio composto da Coleman (ora infortunato), Christmas e Keita la coperta è sempre troppo corta.

 

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Dec 182012
 
La grinta di Elias Harris, finalmente all'altezza delle previsioni

La grinta di Elias Harris, finalmente all’altezza delle previsioni

Thumbs Up: SYRACUSE

Del gruppo delle imbattute che aprono il ranking di questa settimana probabilmente Syracuse ha il calendario più agevole, considerando che la squadra più difficile da affrontare (San Diego State) l’ha trovata alla prima partita stagionale.

Ciononostante, i motivi per festeggiare nella zona del Carrier Dome sono molteplici.

Non si può certo non partire dal grande risultato raggiunto da parte del coach Jim Boeheim, che con la vittoria della scorsa notte contro Detroit ha ottenuto la vittoria numero 900 della sua carriera, terzo coach a raggiungere questo traguardo dopo Mike Krzyzewski e Bob Knight e primo in assoluto nel farlo con una sola squadra, quegli Orangemen che corrispondono alla sua vita, vista la presenza prima da giocatore, poi da assistente e infine da head coach dal 1976.

La seconda nota positiva si chiama Michael Carter-Williams, giocatore che lo scorso anno lo ha passato quasi esclusivamente in panchina ma che quest’anno è l’anima della squadra. Playmaker di 2 metri abbondanti, dalle doti di passatore importanti (11 assist a partita nel momento che scriviamo), Carter-Williams è diventata immediatamente la sensation quest’anno e se ne sono accorti anche gli scout NBA, che però ora dovranno rivedere qualche comportamento rivedibile del ragazzo.

La vera stagione comincia ora, con la sfida con Temple per affilare le armi per poi prendere parte alla loro ultima rincorsa alla Big East.

 

Thumbs Down: BIG EAST

Perché ultimo torneo? Oddio, per quanto riguarda Syracuse non è certo una novità il fatto che a fine anno prenderà le sue valigie ed assieme a Pittsburgh e Notre Dame emigreranno in ACC a cui poi si aggregherà Louisville l’anno seguente.

La sorpresa è arrivata subito dopo la partenza di Cardinals, dove la Big East, orientata ad aumentare il proprio appeal con il football, si è vista lasciare a piedi anche dalle Catholic 7, ovvero le 7 scuole rimanenti che non avevano affiliazione con la palla ovale nella Conference.
Le 7 (DePaul, Georgetown, Marquette, Providence, St.John’s, Seton Hall e Villanova) non hanno preso molto bene questo cambio di rotta ed hanno deciso di “fondare” una nuova Conference che potrebbe vedere interessati atenei come Butler, Xavier, George Mason e Gonzaga, diventando fin da subito una potenza nell’ambito cestistico.

E la malinconia vaga pensando a quello che diventerà il Torneo della Big East senza le squadre sopracitate, uno dei momenti più divertenti della stagione in uno dei teatri più belli dello sport, il Madison Square Garden.

 

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Oct 082012
 

Peyton Siva, atteso ad una stagione da protagonista, non solo a Louisville

Partiamo con la prima puntata della nostra preview della stagione 2012/2013 con la Big East, conference che dalla prossima stagione subirà dei bruschi cambiamenti vista la partenza verso la ACC di college rilevanti quali Syracuse, Notre Dame e Pittsburgh per far spazio a Temple, Memphis, Houston, SMU e UCF. Un passo indietro come storia e prestigio.

Quest’anno quindi è tutto da goderselo, soprattutto considerando quello che succede da marzo in poi con il Tournament, sempre luogo di grandi partite ed upset.

 

D’gy Preseason POY: Peyton Siva (G, Louisville)

D’gy Preseason DPOY: Gorgui Dieng (C, Louisville)

D’gy Preseason ROY: Steven Adams (C, Pittsburgh)

D’gy Presaeson 1st team: Vincent Council (G, Providence), Peyton Siva (G, Louisville), Sean Kilkpatrick (G, Cincinnati), Otto Porter (F, Georgetown), Jack Cooley (C, Notre Dame)

D’gy Presaeson 2nd team: D’Angelo Harrison (G, St.John’s), Shabazz Napier (G, Connecticut), CJ Fair (F, Syracuse), Cleveland Melvin (F, DePaul), Gorgui Dieng (C, Louisville)

D’gy Presaeson 3rd team: Brandon Triche (G, Syracuse), Eli Carter (G, Rutgrs), Trent Lockett (GF, Marquette), Chane Benahan (F, Louisville), Steven Adams (C, Pittsburgh)

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May 172012
 

Altezza: 201 cm
Peso: 95 kg
Ruolo: SF
College: Syracuse
Classe: Senior
Data Nascita: 17/12/1988
Best Case Scenario: Landry Fields
Worst Case Scenario: Rodney Carney

 

Pro:

  • Ala dal gioco fluido e naturale, non costruito e dal talento cristallino
  • Atleta di livello Nba, dotato di velocità, atletismo ed esplosività
  • Gran feeling per il gioco e istinti realizzativi che gli permettono di segnare in più modi
  • Jumper affidabile (anche da 3) se preso in ritmo ma bravo anche ad arrivare al ferro grazie anche ad equilibrio e controllo del corpo
  • In campo sfoggi a passione e grande intensità, senza risparmiare energie fisiche che sembrano interminabili
  • Dispone di buone potenzialità per diventare un buon difensore con mobilità, concentrazione e scaltrezza

 

Contro:

  • Tremendamente discontinuo, anche all’interno della solita partita. Se dentro con la testa è letale, se fuori è evanescente, senza vie di mezzo.
  • Troppo istintivo nelle scelte, poca visione di gioco e poca cognizione di quando elevare gioco ed energie
  • Anche il tiro, a cui si affida troppo nelle selezioni di gioco, va e viene a seconda della serata
  • Ha tante frecce al suo arco, ma nessuna sicura e da usare con continuità
  • Difensivamente ha potenziale ma da valutare visto che finora ha giocato sempre all’interno della zona 2-3
  • Poco upside?

 

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Apr 012012
 

Altezza: 195 cm
Peso: 95 kg
Ruolo: G
College: Syracuse
Classe: Sophmore
Data di Nascita: 01/12/1991
Best Case Scenario: Tyreke Evans
Worst Case Scenario: Deshawn Stevenson

 

Pro:

  • realizzatore di primissimo livello
  • atletismo di tutto rispetto
  • istinti
  • fiuto per l’anticipo difensivo

Contro:

  • manca di un paio di centimetri per giocare stabilmente da SG al piano di sopra
  • letture non sempre sufficienti nel gioco a metà campo
  • ogni tanto si dimentica dei compagni

 

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Mar 142012
 

Jared Sullinger e i Buckeyes hanno un'occasione d'oro

La favorita. Ohio State

Stagione travagliata per i Buckeyes: qualche sconfitta di troppo, un’armata che ha patito oltremodo i guai fisici del suo giocatore migliore, ma che allo stesso tempo ha sfruttato l’occasione per trovare in Buford e Thomas valide alternative per quanto riguarda la fase realizzativa e in Craft una point guard di livello assoluto. Il loro status nel bracket è logicamente cambiato a seguito della vicenda che ha privato Syracuse di Melo per il Torneo, relegando gli Orange ad un ruolo di outsider.

Li vedo abbastanza tranquilli fino alle Sweet 16, dove se dovessero incontrare Florida State potrebbe venir fuori una gran partita a livello di agonismo, magari non spettacolare ma sicuramente intensa. Se Sullinger è sempre quello visto nel torneo Big 10 possono andare per il bersaglio grosso.

 

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Mar 012012
 

Seed #1 in arrivo per i Wildcats di Coach Calipari. Nonostante Barkley...

  • Siamo ormai alle battute conclusive di questa stagione di College Basketball e lo scoccare del mese di marzo ce ne fa rendere tristemente conto, nonostante la gloriosa sensazione che da ora in poi le cose si fanno veramente serie, a cominciare dai Tornei di Conference che segneranno le definitive promozioni e bocciature per arrivare all’esame finale, quel Ncaa Tournament che non permette passi falsi.
    E se ancora niente è deciso tra le ultime possibili invitate, in cima ai ranking si lotta per avere i 4 seed numero 1 che permettono un posto pregiato sul tabellone definitivo.
    Solo due sono le squadre che al momento sembrano, anzi sono, certe di far parte della parte altissima delle divisioni. Syracuse e Kentucky, entrambe con 1 sola sconfitta all’attivo, si combatteranno la #1 overall, con grande attenzione ai risultati nei giorni antecedenti alla Selection Sunday, con la squadra di Calipari avvantaggiata dalla strscia di 20 W consecutive dopo il miracolo di Watford all’Assembly Hall di Bloomington.
    Per gli altri due posti in palio lo scontro è tra 6 squadre: Duke, Kansas, Michigan State, North Carolina, Ohio State e Missouri.
    Al momento le favorite sembrano essere Kansas e Duke, ma questi ultimi devono ottenere la vittoria della loro Conference per mantenere tale posizione e per far valere al massimo le vittorie negli scontri diretti sia con i Jayhawks che con Michigan State.
    Di contro però la stessa cosa devono fare gli Spartans viste le due sconfitte iniziali contro Blue Devils e UNC che li avevano fatti partire con l’handicap già da metà novembre.
    North Carolina e Ohio State allora possono sentirsi quasi escluse? Assolutamente no, nonostante i Buckeyes nell’ultimo periodo abbiano raccimolato qualche sconfitta di troppo contro squadre del ranking (Michigan State appunto, Michigan e Wisconsin). La squadra di Matta può ancora convincere con il titolo della Big Ten, e la stessa cosa possono fare i Tar Heels nella ACC ed i Missouri Tigers nella Big12 escludendo a questo punto i Jayhawks.
    Ovviamente coloro che resteranno a bocca asciutta da questa corsa si dovranno accontentare della seconda linea, quella che dei seed #2.
    Insomma non solo bubble watch, ma anche le guerre per partire in alto sono da seguire.
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Dec 092011
 

    Scoop Jardine vs Florida

  • Il weekend è partito nel migliore dei modi con la sfida tra Syracuse e Florida, dove gli Orangemen di Boeheim sono usciti vincitori al termine di una partita molto bella e che per loro significava molto, se pensiamo alla settimana passata sotto i riflettori a causa delle accuse all’assistant coach Bernie Fine.
    Tornando al lato tecnico, mi ha fatto piacere vedere i passi avanti di Scoop Jardine in regia, mi ha fatto piacere vedere che Fab Melo non è più quell’oggetto indecifrabile dello scorso anno (anche se ora sembra ci sia cascato Rakeem Christmas nel solito trattamento) e mi ha fatto piacere vedere i lampi di talento di Kris Joseph. Niente però mi toglie dalla testa che la famigerata zona 2-3 di Jim Boeheim sia tanto precisa ed attuata bene quanto limitante per i sogni di gloria di Syracuse. Non a caso negli anni passati nei momenti di difficoltà in cui la zona faceva acqua mai è stato trovato un rimedio e non a caso l’unica vittoria Ncaa è arrivata quando in attacco c’era un giocatore immarcabile per quel livello di gioco come Carmelo Anthony. Sono i soliti ragionamenti che faccio tutti gli anni ed è per questo che nutro sempre qualche riserva nel mettere gli Orangemen tra i favoriti.
    Per quanto riguarda invece Florida, a mio modo di vedere hanno fatto il possibile per portarla a casa, ma dall’altra parte c’era da vincerla emotivamente ed inoltre l’assenza di Erik Murphy, che sarebbe stato perfetto per attaccare la 2-3 con il suo gioco inside-out, ha pesato non poco affidandosi ad un frontcourt composto da Patric Young e dal francese Yeguete, portatori sani di intangibles ma poco propensi alla lettura degli spazi. Non bene Beal (anche se va a rimbalzo con un senso del pallone incredibile), mentre Boynton e Walker hanno fatto la parte dei leader fino in fondo, giocando anche una bella pallacanestro. Sì, anche Walker.
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