Jan 312014
 

JVXYTPNYZXOHANW.20121110161544Altezza:203 cm
Peso: 102 kg
Ruolo: F
College: Creighton
Classe: Senior
Data di nascita: 03/01/1992
NBA Comparison: Ryan Anderson
Stats

 

 

Pro:

  • Lights-out shooter, una vera e propria macchina fronte a canestro per preparazione e risultati
  • Scorer puro che sa trovare la via del canestro in più modi
  • Grande feeling per il gioco, capisce quando deve prendersi le sue responsabilità e sbaglia in poche occasioni
  • Molto intelligente, grande preparazione tecnica e ottimo lettore di situazioni
  • Incredibile motorino lungo tutto l’arco della partita, tiene sempre alto il livello di competività e agonsimo
  • Potenziale per essere uno dei migliori role-player della Lega

Contro:

  • Difficoltà nel creare situazioni pericolose dal palleggio, limiti importanti per essere primo/secondo violino
  • Fisicamente ed atleticamente mediocre
  • E’ un buon difensore in aiuto, ma nella difesa sull’uomo fa grande fatica e muove male i piedi
  • Tweener, dipende molto dalle situazioni ed ha bisogno di un coach che sappia capire come sfruttarlo
  • Upside limitato

 

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Apr 172013
 

Victor OladipoAltezza: 196 cm
Peso: 97 kg
Ruolo: SG
College: Indiana
Classe: Junior
Data di nascita: 14/05/1991
NBA Comparison: Tony Allen
Stats

 

Pro:

  • Ottimo difensore, sulla palla e non, dotato di razzi nei piedi che gli permettono mobilità e fisicità grazie ad un fisico ben sviluppato
  • Standard atletici e fisici da NBA, esplosivo, leaper e copre il campo in pochi secondi
  • Difficile da fermare in transizione ed in contropiede, sempre presente con grande reattività
  • Nessun problema a cercare fortuna in area, sa come proteggere il tiro ed è presente a rimbalzo
  • In attacco ha migliorato notevolmente il tiro e sa trovare canestri senza essere direttamente coinvolto nell’azione
  • Moto continuo in campo, riesce a tenere alto il livello di fisicità ed energia per tanti minuti

Contro:

  • Limitato offensivamente, ha molti problemi a crearsi tiri dal possesso a causa di un ball-handling elementare
  • Al tiro non dà ancora molte sicurezze nonostante i progressi, deve farlo diventare più naturale
  • Deve stare attento alla grande carica agonistica che a volte lo porta a perdere troppi palloni ed a spendere falli evitabili
  • Upside pare limitato, anche se è un giocatore che spende molto del suo tempo a migliorare su sé stesso

 

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Mar 212013
 
Victor Oladipo, uno dei protagonisti di questa March Madness

Victor Oladipo, uno dei protagonisti di questa March Madness

La March Madness ovviamente va a braccetto con i discorsi sul prossimo NBA Draft, visto che i maggiori prospetti della nazione verranno sdoganati a livello non solo nazionale, ma internazionale. Ed è proprio per questo che le prestazioni da qui al prossimo 8 aprile avranno un valore doppio.

Noi vi indichiamo i 20 prospetti più interessanti da seguire, suddivisi per Regions, e quali sono le loro aspettative in vista di giugno.

 

MIDWEST REGION

Gorgui Dieng (C – Louisville) – Il suo nome gira dallo scorso anno, quando fu protagonista della grande cavalcata dei Cardinals fino alla Final Four. Quest’anno diventa un prospetto per il draft automaticamente, ha già 23 anni e nonostante sia grezzissimo in attacco, in difesa può essere un fattore. Caccia al primo giro.

Marcus Smart (PG – Oklahoma State) – Freshman dell’anno, maturità incredibile per un ragazzo di appena 19 anni ed una combinazione fisico-mentale che fa impazzire gli scout del piano di sopra. E’ già una top5 sicura per il prossimo draft, ma un buon Torneo potrebbe inserirlo definitivamente tra i papabili per la numero 1.

LeBryan Nash (SF – Oklahoma State) – Eterno incompiuto, fisico Nba-ready muscoloso, potenziale per essere una scelta da lottery (e oltre) ma testa che viaggia a modo suo, troppo discontinuo e si porta dietro un ego gigantesco. Un Torneo fatto bene potrebbe rilanciarlo ai piedi della lottery, ma il profilo è già quello usato in passato con Lance Stephenson.

Doug McDermott (F – Creighton) – Amatissimo dagli appassionati per la sua incredibile versatilità offensiva, la capacità di far canestro in ogni modo possibile in un fisico normale. Ecco, il fisico normale è un problema per la Nba, così come lo è il fatto che Creighton giochi esclusivamente per lui e che a volte si prenda spazi non suoi. Qui lo può fare, in Nba no, ed è per questo che anche lui si gioca una scelta al primo giro.

Mason Plumlee (FC – Duke) – Il sentimento di odio/amore da parte dei tifosi Blue Devils spiega bene uno dei suoi principali difetti: gioca bene quando la squadra gira, buca le partite quando ci si aspetta qualcosa di più. E per Duke, squadra che vive e muore con il tiro da 3, il suo contributo offensivo interno è fondamentale per avanzare nel Torneo. E il draft-stock è molto sensibile a questo tipo di partite per questi tipi di giocatore.

 

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Mar 082013
 

url-4Altezza:196 cm
Peso:88 kg
Ruolo: SG
College: Kansas
Classe: Freshman
Data di nascita: 11/02/1993
NBA Comparison: Ray Allen (versione Milwaukee Bucks)

 

 

Pro:

  • Talento offensivo 5 stelle, capace di segnare in più modi senza richiedere troppa palla in mano ma adeguandosi allo stile di gioco della squadra
  • Atleta esplosivo ed elettrizzante, veloce di piedi e dotato di un grande equilibrio del corpo
  • Meccanica di tiro efficace, molto bella da vedere e con aspetti che possono essere ancora migliorati
  • Potenziale per diventare una stella, ha margini di miglioramenti in ogni sfumatura del suo gioco
  • Capacità per diventare un buon difensore grazie a lunghe braccia (207 cm di wingspan) ed al buon uso dei piedi
  • Ragazzo che vive per il basket, gym rat e gran lavoratore
  • Ottimo teammate, riesce ad essere efficiente in attacco senza fossilizzare il pallone, altruista

Contro:

  • Ball-handling che non gli permette di essere molto efficace in isolamento o nei p&r, problemi a cambiare direzione durante la penetrazione
  • Poca consistenza della difesa sulla palla, si perde in piccoli particolari che però evidenziano grande lacune
  • Non ha ancora continuità di rendimento, molto ondivago soprattutto se c’è poco riposo tra le partite
  • Discontinuo anche nell’aggressività, manca di killer istinct?

 

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Feb 272013
 

url Altezza: 198 cm
Peso: 102 kg
Ruolo: SG
College: UCLA
Classe: Freshman
Data di nascita: 13/11/1993
Best Case Scenario: James Harden
Worst Case Scenario: Jerry Stackhouse

 

Pro:

  • Prospetto Nba-ready per fisico e mentalità, già pronto a dare un contributo notevole
  • Incredibile cattiveria agonistica che gli permette di essere un miglior scorer di quello che è tecnicamente
  • Tiratore piedi per terra pericolosissimo, sia uscendo dai blocchi che per massimizzare gli scarichi dei compagni
  • Potenzialità per diventare uno dei migliori difensori della Lega
  • Ottimo rimbalzista, soprattutto sotto le plance offensive
  • Intangibles incredibili per uno che ha sempre avuto lo status di stella
  • Gioca con un’energia che sembra inesauribile

Contro:

  • Difficoltà nel crearsi da solo un attacco dal palleggio in situazioni di isolamento
  • Letale piedi per terra, ma il tiro in sospensione ed in arresto manca di consistenza e tocco
  • Difficilmente riesce a coinvolgere i compagni in attacco
  • Potenziale limitato?

 

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Feb 142013
 
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Nerlens Noel aiutato dai compagni dopo il brutto infortunio

Thumbs Up: MICHIGAN STATE

Non ne parla mai nessuno della squadra di Izzo fino a Marzo, rimane sempre sottotraccia nascosta dalla solita affermazione “non ha gli uomini per arrivare fino in fondo”. E sempre come ogni anno tale frase viene sbugiardata in questo periodo dopo che si dà un’occhiata accurata al calendario.

Finora gli Spartans hanno perso 4 partite: la prima stagionale contro UConn nel bunker tedesco, contro la Miami che sta facendo strabuzzare gli occhi tutta la nazione, contro Minnesota nel loro miglior periodo di forma e contro Indiana. 4 sconfitte avvenute tutte lontane da East Lansing tutte comprensibili e mai surclassati in modo netto.

Fuori da queste Michigan State fa paura per il ruolino di marcia mantenuto fino ad ora, tutto maturato grazie alla grande crescita di Keith Appling, all’ottimo inserimento negli schemi offensivi di Gary Harris, alla mole sottocanestro del duo Nix-Payne e dalla strepitosa energia di Branden Dawson, tornato alla grande dal brutto infortunio occorso la scorsa stagione.

Tutti burattini in mano a Izzo, che ancora una volta dimostra di essere un vero genio del gioco.

 

Thumbs Down: MICHIGAN

Tra le ultime vittime di Izzo e degli Spartans salta agli occhi la presenza di Michigan, non tanto per la singola L subita dalla squadra che fino a due settimane fa occupava la numero uno del ranking AP, ma per il passivo.
Abbiamo appena detto che East Lansing non è terreno fertile per vittorie fuori le mura amiche, ma il 75-52 finale ha chiaramente fatto suonare i campanelli di allarme in casa Beilein, soprattutto se consideriamo la settimana infernale appena passata, con 3 sconfitte nelle ultime 4 partite.

Uno dei campanelli di allarme porta il nome di Glenn Robinson III. Se pensate che il rookie wall riguardi solo i newcomers in Nba, ecco un bell’esempio sul come succede anche in ambito collegiale, con un freshman che dopo un inizio devastante inizia a fare fatica.

Robinson è il vero metronomo di Michigan come dimostrano anche le prestazioni nelle sconfitte: rispettivamente 2, 4 e ancora 2 punti per un complessivo 4/16 al tiro. Poco per quella che dovrebbe essere la terza opzione offensiva degli Wolverines.

 

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Feb 052013
 
La mole di Reggie Johnson

La mole di Reggie Johnson

Thumbs Up: Miami (FL)

Che la ACC quest’anno avrebbe subito dei grandi cambiamenti lo si diceva fin da inizio stagione: la detentrice del titolo di Conference Florida State aveva perso troppi elementi importanti per pensare ad un replay; North Carolina idem, mentre ci si aspettava un tête-à-tête tra Duke e North Carolina State. Ma allora cosa ci fanno gli Hurricanes in cima, con il record ancora immacolato?

Beh, ci piacerebbe rispondere che ce li aspettavamo, ma la verità è che la squadra di Jay Larranaga è la sorpresa più grande di questa stagione fino a questo punto e questo ha preso in contropiede chiunque, soprattutto chi si aspettava un calo dopo l’infortunio all’immenso Reggie Johnson.

Ed invece Miami (FL) ha alzato ulteriormente il volume della radio grazie al duo composto da Durand Scott e Kenny Kadji ma anche all’apporto della PG sopho Shane Larkin autore di uno step importantissimo dallo scorso anno, dominando in casa Duke con un +27 che parla da solo e vincendo alla sirena a casa di NC State con il tap-in del rientrante Johnson.

Ora il calendario dovrebbe aiutarli molto in vista della grande sfida al Cameron Indoor il 2 marzo, dove i Blue Devils avranno tutte le motivazioni per attuare la loro vendetta.

 

Thumbs Down: Syracuse

Una cosa è sicura: quest’anno la Big East sembra ancor più confusionaria degli anni passati. Sarà che vogliono lasciarci un bel ricordo (il prossimo anno verrà smantellata), sarà che alla fine ci sono molte squadre che si equivalgono per valori differenti tra loro, fatto sta che per qualsiasi squadra basta una sconfitta per rovinare quanto fatto fino a quel punto. Figuriamoci quando ne arrivano due di seguito.

E’ questo il caso degli Orangemen, che dopo esser partiti in quinta ed aver anche alzato la mano dal finestrino per salutare le inseguitrici dopo le vittorie contro Louisville e Cincinnati, si sono accorti di aver finito la benzina, riuscendo a perdere con squadre non irresistibili come Pittsburgh e, soprattutto, Villanova, in quello che forse sarà l’unico fuoco di paglia della stagione di Jay Wright e soci.

Ecco che i ragazzi di Boeheim si son visti riprendere dal gruppone composto da Marquette, Cinci, Louisville, Georgetown e Pittsburgh, dimostrando ancora una volta la mancanza di un giocatore interno di spessore sui due lati del campo, visto che con il trio composto da Coleman (ora infortunato), Christmas e Keita la coperta è sempre troppo corta.

 

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Jan 162013
 

nerlens-noelAltezza:208 cm
Peso:103 kg
Ruolo: C
College: Kentucky
Classe: Freshman
Data di nascita: 10/04/1994
Best Case Scenario: Tyson Chandler
Worst Case Scenario: Derrick Favors

 

Pro:

  • Difensore a tutto tondo. Ottimo intimidatore, fa buona guardia all’area ma sa anche affrontare i piccoli in situazioni come il pick&roll
  • Atleta esplosivo e reattivo, capace di eseguire salti con ottima elevazione continui, ma anche molto veloce a correre il campo
  • Mentalmente una spanna sopra tanti altri freshman, non guarda il box-score ma gioca per la squadra
  • Passatore dal post sottovalutato
  • Buon bersaglio in attacco per gli scarichi, ottime ricezioni e grandi doti di finisher in area
  • Nonostante sia già decisivo in alcuni aspetti del gioco ha ampi margini di miglioramento

Contro:

  • Limitato in post, ha un solo movimento affidabile e non sembra avere grandi skills su cui lavorare
  • Delle vanghe al posto delle mani, sia per grandezza che come delicatezza
  • Deve irrobustirsi muscolarmente e capire come usare al meglio il baricentro
  • Deve stare attento ai falli che arrivano dalle marcature contro i piccoli e dalla troppa aggressività che mette in campo
  • Difficile diventi un  go-to-guy

 

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Jan 152013
 
Elston Turner zittisce la Rupp Arena, casa di Kentucky

Elston Turner zittisce la Rupp Arena, casa di Kentucky

Thumbs up: NORTH CAROLINA STATE

Proprio nel momento in cui sembrava che la loro candidatura come front-runner assieme a Duke per la corsa alla ACC fosse in grosso pericolo dopo la vittoria risicata con Boston College, ecco la vittoria che li rimette pienamente in carreggiata, li riporta agli onori della cronaca e fa guadagnare loro ben 6 posti nel ranking.

Il tutto meritatamente, visto che la vittoria proprio contro i Blue Devils, fino a quel punto imbattuti, è stata molto convincente sotto tanti punti di vista, come l’intensità messa in campo, la grande lucidità con cui hanno gestito il vantaggio e soprattutto un Richard Howell che nelle ultime gare sta dimostrando di essere il vero leader dei Wolfpack.

Quella contro Duke è stata la nona doppia doppia stagionale per il centro sottodimensionato proveniente dalla Georgia, ed ora punto fermissimo di coach Gottfried per il livello di energia che riesce a tenere, tale da coinvolgere anche compagni pacifici come CJ Leslie, che finalmente ha mostrato i denti giocando una buonissima partita chiusa con 25 punti.

A Durham potrebbero recriminare sull’assenza di Ryan Kelly e la mancanza nel finale di Seth Curry, ma per i Wolfpack questa vittoria rimette entusiasmo sia nella squadra che nell’ambiente.

 

Thumbs down: UNDEFEATED TEAMS

Più che altro perché non ce ne sono più.

Duke è stata la penultima squadra a lasciare lo 0 nella casella delle sconfitte in una settimana dove sono state battute tutte le formazioni immacolate fino alla scorsa.

Ha iniziato il giro la piccola e sorprendente Wyoming, che alla prima gara della Mountain West si è vista togliere questo posto di prestigio da una tripla allo scadere della guardia di Boise State Jake Elorriaga.

Il giorno dopo è toccato ad Arizona a casa degli Oregon Ducks, ateneo fin troppo sottovalutato ed al momento 3-0 in Pac-12, caduti sotto i colpi di un EJ Singler che sembra abbia fatto pace con il canestro.

Detto di Duke, gli ultimi ad issare bandiera bianca è stata Michigan in un pivotal game per la Big Ten contro Ohio State, in una gara dove Aaron Craft ha dato veramente tutto per fermare un Trey Burke che veniva da un periodo di forma strepitoso.

La sensazione è che quest’anno sarà molto difficile vedere un dominio come quello di Kentucky, e questo non può che far bene ai nostri occhi da appassionati.

 

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Jan 082013
 
Gorgui+Dieng+Bellarmine+v+Louisville+A0qi5EvPq4Tl

Gorgui Dieng, finalmente disponibile per Pitino e Louisville

Thumbs Up: UCLA

In questa rubrica li abbiamo già trovati nella parte opposta di gradimento, ma viste le ultime uscite è il caso di rivedere il giudizio sulla squadra di Ben Howland, sperando che non sia un altro fuoco di paglia come purtroppo negli ultimi anni ci ha abituato.

Una striscia di 7 vittorie partita dal successo contro Texas e fortificata dal trio di W contro Stanford, California e soprattutto Missouri, in una partita giocata ai loro ritmi forsennati e portata a casa dopo un tempo supplementare.

Dopo le partenze di Tyler Lamb e Joshua Smith (a proposito, quelle mani – e purtroppo anche quell’autonomia – dal prossimo anno al servizio della Princeton Offense di Georgetown), i Bruins hanno trovato finalmente una continuità di rendimento da Shabazz Muhammad, a quota 22 di media in questa striscia, un grande apporto sotto le plance di Travis Wear per rimbalzi, ma soprattutto uno strepitoso Larry Drew II, conosciuto a Chapel Hill per essere un turnover-prone d’eccellenza, che sta gestendo l’attacco con grande qualità, portando il rapporto assist/palle perse ad un incredibile 5.6 nel momento in cui scriviamo.

Dopo le difficoltà iniziali, sembrano finalmente da corsa, almeno per la Pac-12.

 

Thumbs Down: NORTH CAROLINA

Visto che ne abbiamo fatto cenno parlando del loro ex-playmaker, merita uno sguardo ciò che sta succedendo proprio a Chapel Hill, dove la situazione è tutt’altro che vicina dall’essere salda e sotto controllo.

Si sapeva che la ripartenza dopo la fuga verso la Nba dei 4/5 del quintetto dello scorso anno sarebbe stata difficile, ma la discontinuità di questi Tar Heels sta raggiungendo livelli difficilmente pensabili in tempi di preseason.

Non c’è soltanto la difficoltà di James McAdoo nell’interpretare il ruolo della prima punta offensiva, con una selezione di tiri che lascia a dir poco a desiderare, ma anche l’apporto difensivo complessivo ha degli alti e bassi notevoli. Passano dal vincere una partita convincente contro la #20 del ranking UNLV per poi perdere subito dopo contro Virginia.

Le belle notizie arrivano solo da Reggie Bullock e da quello che sembra un clone di John Henson, ovvero Brice Johnson, ma per il resto risulta difficile vedere UNC ai vertici della ACC in questa stagione.

 

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