Apr 272013
 

Trey BurkeAltezza: 183 cm
Peso: 86 kg
Ruolo: PG
College: Michigan
Classe: Sophomore
Data di nascita: 12/11/1992
NBA Comparison: Terrell Brandon
Stats

 

Pro:

  • Leader vero, una guida per i compagni e sa prendersi delle grande responsabilità quando conta
  • Migliorato esponenzialmente in due anni, sia nel gioco che nelle statistiche
  • Ottima point-guard che sa mettersi in proprio e mettere in ritmo i propri compagni con ottima visione di gioco ed equilibrio
  • Imprendibile in campo aperto, razzente anche negli spazi brevi con buon uso di piedi e palleggio
  • Si è trasformato in un ottimo tiratore dalla lunga distanza, soprattutto dal palleggio
  • Sfrutta benissimo il gioco in pick&roll, lo esegue con testa alta ed ottime scelte
  • Difensore sulla palla fastidioso, anche in pressing

Contro:

  • Corporatura ancora troppo esile per combattere ad armi pari con le big-guard del piano di sopra
  • Grosse difficoltà a concludere al ferro, non protegge bene il tiro ed il corpo in penetrazione
  • Deve cercare di gestire al meglio i ritmi, saper gestire al squadra anche ad una velocità contenuta
  • In difesa paga fisicamente nel tenere penetrazioni e nei pick&roll

 

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Apr 172013
 

Victor OladipoAltezza: 196 cm
Peso: 97 kg
Ruolo: SG
College: Indiana
Classe: Junior
Data di nascita: 14/05/1991
NBA Comparison: Tony Allen
Stats

 

Pro:

  • Ottimo difensore, sulla palla e non, dotato di razzi nei piedi che gli permettono mobilità e fisicità grazie ad un fisico ben sviluppato
  • Standard atletici e fisici da NBA, esplosivo, leaper e copre il campo in pochi secondi
  • Difficile da fermare in transizione ed in contropiede, sempre presente con grande reattività
  • Nessun problema a cercare fortuna in area, sa come proteggere il tiro ed è presente a rimbalzo
  • In attacco ha migliorato notevolmente il tiro e sa trovare canestri senza essere direttamente coinvolto nell’azione
  • Moto continuo in campo, riesce a tenere alto il livello di fisicità ed energia per tanti minuti

Contro:

  • Limitato offensivamente, ha molti problemi a crearsi tiri dal possesso a causa di un ball-handling elementare
  • Al tiro non dà ancora molte sicurezze nonostante i progressi, deve farlo diventare più naturale
  • Deve stare attento alla grande carica agonistica che a volte lo porta a perdere troppi palloni ed a spendere falli evitabili
  • Upside pare limitato, anche se è un giocatore che spende molto del suo tempo a migliorare su sé stesso

 

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Apr 052013
 

060Altezza: 203 cm
Peso: 109 kg
Ruolo: SF/PF
College: UNLV
Classe: Freshman
Data di nascita: 14/05/1993
NBA Comparison: Rodney Rogers
Stats

 

Pro:

  • Dotato di un fisico molto sviluppato per la sua età, tonico e forte nella parte alta del corpo, con gambe potenti e rapide nello stesso tempo
  • Un moto perpetuo in campo, livello di intensità alto e grande presenza in tutte le parti del campo
  • Braccia lunghe, mani grande e forti e grandi istinti fanno di lui un ottimo rimbalzista sotto entrambi i tabelloni
  • Migliorato moltissimo in attacco, migliorando il tiro e la sicurezza in esso e usando bene le doti fisico-atletiche per battere qualsiasi tipo di difensore. Possibile matchup nightmare
  • Potenziale elevato, può progredire in tanti aspetti del gioco
  • Cattiveria agonistica impressionante, uno di quelli che attacca la gara con decisione e senza paura

Contro:

  • Ancora molto grezzo tecnicamente, quello che fa in campo è frutto di soli istinti
  • Soluzioni estemporanee in attacco, non uno molto adatto ad un gioco di squadra che prevede tanta circolazione di palla
  • E’ un tweener, ci si chiede se ha il fisico ed il gioco adatto per giocare stabilmente da 4, se dovrà tentare di diventare un 3 o essere un elemento che gioca entrambi i ruoli con limiti di minutaggio
  • Tanta energia, ma alle volte esagera e passa momenti di buio assoluto
  • Difensivamente ancora impalpabile nel lungo periodo

 

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Mar 082013
 

url-4Altezza:196 cm
Peso:88 kg
Ruolo: SG
College: Kansas
Classe: Freshman
Data di nascita: 11/02/1993
NBA Comparison: Ray Allen (versione Milwaukee Bucks)

 

 

Pro:

  • Talento offensivo 5 stelle, capace di segnare in più modi senza richiedere troppa palla in mano ma adeguandosi allo stile di gioco della squadra
  • Atleta esplosivo ed elettrizzante, veloce di piedi e dotato di un grande equilibrio del corpo
  • Meccanica di tiro efficace, molto bella da vedere e con aspetti che possono essere ancora migliorati
  • Potenziale per diventare una stella, ha margini di miglioramenti in ogni sfumatura del suo gioco
  • Capacità per diventare un buon difensore grazie a lunghe braccia (207 cm di wingspan) ed al buon uso dei piedi
  • Ragazzo che vive per il basket, gym rat e gran lavoratore
  • Ottimo teammate, riesce ad essere efficiente in attacco senza fossilizzare il pallone, altruista

Contro:

  • Ball-handling che non gli permette di essere molto efficace in isolamento o nei p&r, problemi a cambiare direzione durante la penetrazione
  • Poca consistenza della difesa sulla palla, si perde in piccoli particolari che però evidenziano grande lacune
  • Non ha ancora continuità di rendimento, molto ondivago soprattutto se c’è poco riposo tra le partite
  • Discontinuo anche nell’aggressività, manca di killer istinct?

 

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Feb 272013
 

url Altezza: 198 cm
Peso: 102 kg
Ruolo: SG
College: UCLA
Classe: Freshman
Data di nascita: 13/11/1993
Best Case Scenario: James Harden
Worst Case Scenario: Jerry Stackhouse

 

Pro:

  • Prospetto Nba-ready per fisico e mentalità, già pronto a dare un contributo notevole
  • Incredibile cattiveria agonistica che gli permette di essere un miglior scorer di quello che è tecnicamente
  • Tiratore piedi per terra pericolosissimo, sia uscendo dai blocchi che per massimizzare gli scarichi dei compagni
  • Potenzialità per diventare uno dei migliori difensori della Lega
  • Ottimo rimbalzista, soprattutto sotto le plance offensive
  • Intangibles incredibili per uno che ha sempre avuto lo status di stella
  • Gioca con un’energia che sembra inesauribile

Contro:

  • Difficoltà nel crearsi da solo un attacco dal palleggio in situazioni di isolamento
  • Letale piedi per terra, ma il tiro in sospensione ed in arresto manca di consistenza e tocco
  • Difficilmente riesce a coinvolgere i compagni in attacco
  • Potenziale limitato?

 

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Jan 052013
 
La grinta di Mason Plumlee, candidato principale al premio di POY nella Conference

La grinta di Mason Plumlee, candidato principale al premio di POY nella Conference

Inizia nel corso del weekend la schedule ACC, per l’ultima volta nella composizione a cui eravamo abituati a dal 2005, ma per la prima volta con un calendario che abbandona le canoniche 16 partite per prevederne 18: è arrivato così il momento di fare un primo bilancio, un’analisi di questa prima parte di stagione, per capire cosa ci possiamo aspettare.

 

LE FAVORITE

Rispetto a quanto ci eravamo detti ad inizio stagione le gerarchie sono un po’ cambiate: Duke sembra aver preso saldamente il comando, giocando uno tra i calendari più duri della nazione e compilando nonostante tutto un record che oggi dice 13-0. Merito di un gruppo esperto capitanato da un Mason Plumlee in lizza per vincere il premio di giocatore dell’anno, da un Quinn Cook capace di prendere possesso della posizione di point guard titolare ed essere leader vero. Il tutto con vittorie (convincenti) contro Louisville, Kentucky, Ohio State, VCU e Minnesota.

I favoriti di inizio stagione, NC State, hanno avuto qualche problema, rimediano 2 sconfitte (anche se contro squadre di tutto rispetto come Michigan e Oklahoma State, anche se contro quest’ultima i Wolfpack hanno fatto una figura magra) e non avendo ancora trovato risposta certa a molte domande. La prima e più importante di queste è quella su chi sia davvero leader in una squadra piena di talento ma che sia C.J. Leslie che Lorenzo Brown stentano a prendere per mano. Buonissime le prove offerte da T.J. Warren che ha messo in ombra il ben più pubblicizzato Rodney Purvis.

 

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Dec 042012
 

Erick Green, uno dei protagonisti di questo inizio di stagione

Cambia il formato di HoopsFocus trasformando il solito elenco settimanale dei fatti in una specie di borsino della settimana in cui cercheremo comunque di elencare i fatti salienti ed i soliti consigli sulla visione alla fine.

Settimana bella piena tra sorprese, conferme e delusioni, con il confronto tra ACC e Big Ten conclusosi in parità ma che ha sollevato delle questioni sicuramente interessanti, come appunto la forza della Conference di Indiana & Co. Che questa settimana si trova ben 5 squadre nel ranking.

 

THUMBS UP: DUKE

Chi aveva paura che la squadra di questa stagione fosse troppo poco talentuosa per entrare tra le favorite al taglio della retina finale forse non conosce bene Mike Krzyzewski.
Questa composizione di squadra permette all’ormai ex-coach di Team USA di usare al meglio tutte le qualità di cui dispone questo roster senza andare a cercare possessi “speciali” per giocatori come Austin Rivers lo scorso anno, ed il percorso immacolato in uno dei calendari più infernali di questo inizio ne è la miglior dimostrazione.

Abbiamo già parlato della vittoria contro Kentucky, ma in questa settimana i Blue Devils hanno affrontato altre due ambiziose come Ohio State e Louisville ma anche squadre fastidiose quali VCU e Minnesota. 4-0 con prestazioni più che convincenti.

Oltre al già citato Mason Plumlee, sicuramente il miglior giocatore del mese di Novembre, che continua a confermare quanto di buono visto nelle prime sfide, va sottolineato l’apporto di Quinn Cook, ottimo nella vittoria contro i Buckeyes di Aaron Craft, il miglior difensore sugli esterni della nazione.
Ora il calendario è in discesa fino all’inizio della ACC, dove si troverà immediatamente North Carolina State, ma fino a quel momento sarà difficile vedere K ed i suoi ragazzi uscire dalle prime posizioni del ranking

 

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Nov 172012
 

Flea dei Red Hot Chili Peppers con la maglia “Free Shabazz”

Dopo 8, lunghissimi, mesi di attesa, finalmente il College Basketball è ripartito e con lui anche la nostra rubrica settimanale che cercherà di evidenziare gli avvenimenti più significativi, quelli meno, e da quest’anno anche piccoli consigli sulle partite da vedere, visto che i canali (legali e non) non mancano di certo.

 

  • Non c’è miglior modo per ritornare a respirare fin da subito l’aria NCAA della Tip-Off Marathon, 24 ore di partite non stop a pochi giorni dalla partenza ufficiale dove si può trovare dalle mid-major meno importanti, vittime predestinate delle gare all’alba (orario che non augurerei al mio peggior nemico) , fino ai big games della prima serata che concludono in bellezza una giornata ricchissima.
  • Il big game più atteso era sicuramente quello tra Kentucky e Duke, concluso con la vittoria dei ragazzi di coach K con il punteggio finale di 75-68. Partita molto bella e bello spot per la stagione appena iniziata, con Kentucky che dimostra di essere una squadra completamente diversa da quella dello scorso anno, talentuosa sì, ma non con quella chimica tale da permettere fin da subito vittorie importanti e rumorose.
    Calipari a fine primo tempo, oltre ad aver accusato i Blue Devils di floppare un po’ troppo, si era detto molto contento del -2 fino a quel momento rimarcando ancora una volta come la squadra sia ancora molto acerba e con i caschetti da cantiere ancora sulla testa.
    Dall’altra parte la maggior esperienza di Curry & Co l’ha fatta da padrone, soprattutto nel finale di partita si notava che Duke sapeva muoversi meglio in un momento così delicato. Bene Seth Curry, bene con riserve invece Mason Plumlee, che potrebbe avere una breakout season tonante ma a patto che riesca a contenere al meglio la grande carica di energia, troppe volte causa dei suoi problemi di falli che anche in questo caso l’ha decisamente limitato nel finale.

Oct 082012
 

Peyton Siva, atteso ad una stagione da protagonista, non solo a Louisville

Partiamo con la prima puntata della nostra preview della stagione 2012/2013 con la Big East, conference che dalla prossima stagione subirà dei bruschi cambiamenti vista la partenza verso la ACC di college rilevanti quali Syracuse, Notre Dame e Pittsburgh per far spazio a Temple, Memphis, Houston, SMU e UCF. Un passo indietro come storia e prestigio.

Quest’anno quindi è tutto da goderselo, soprattutto considerando quello che succede da marzo in poi con il Tournament, sempre luogo di grandi partite ed upset.

 

D’gy Preseason POY: Peyton Siva (G, Louisville)

D’gy Preseason DPOY: Gorgui Dieng (C, Louisville)

D’gy Preseason ROY: Steven Adams (C, Pittsburgh)

D’gy Presaeson 1st team: Vincent Council (G, Providence), Peyton Siva (G, Louisville), Sean Kilkpatrick (G, Cincinnati), Otto Porter (F, Georgetown), Jack Cooley (C, Notre Dame)

D’gy Presaeson 2nd team: D’Angelo Harrison (G, St.John’s), Shabazz Napier (G, Connecticut), CJ Fair (F, Syracuse), Cleveland Melvin (F, DePaul), Gorgui Dieng (C, Louisville)

D’gy Presaeson 3rd team: Brandon Triche (G, Syracuse), Eli Carter (G, Rutgrs), Trent Lockett (GF, Marquette), Chane Benahan (F, Louisville), Steven Adams (C, Pittsburgh)

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Jun 082012
 

“Se guardo indietro al mio percorso verso la NBA, non posso che essere grato all’opportunità di mettermi in mostra che mi diede l’Eurocamp”. I playoff NBA di Serge Ibaka sono il miglior spot possibile, in questo momento, per l’Adidas Eurocamp, la grande rassegna europea pre-draft che da domenica a martedì compirà i suoi primi dieci anni di vita riunendo alla Ghirada i migliori prospetti del vecchio Continente, diretta quest’anno dall’ex Fortitudo Arturas Karnisovas, scout per gli Houston Rockets, e da Bill Bayno, assistente dei Minnesota Timbewolves.

Una vetrina sempre più sul futuro, se è vero che dei 56 giocatori chiamati al Draft dopo esser passati da Treviso solo 8 sono andati in lotteria, ma che sono ben 75 gli ex ‘eurocamper’ ad aver giocato in NBA, 20 nella stagione che sta per finire. L’Eurocamp è diventato una tappa obbligata per gli europei con ambizioni a stelle e strisce, e pur se le top pick spesso non hanno bisogno di mettersi in mostra, lo scorso anno Valanciunas, Vesely e Biyombo rappresentarono un picco di tre scelte in lotteria che non si verificava da cinque anni, quando il draft di Andrea Bargnani (dove però uno dei tre international era il senegalese Mouhamed Sene e l’altro, Sefolosha, venne scelto senza partecipare all’Eurocamp) chiuse un po’ l’Europa-mania esplosa a cavallo del nuovo millennio. Quest’anno il prospetto da osservare con maggior attenzione sarà il francese Evan Fournier, destinato a riportare i transalpini sul gradino più alto del podio due anni dopo Seraphin. L’esterno di Poitiers, completo offensivamente con i maggiori punti di domanda legati ad atletismo e velocità di base, è indiziato di una scelta tra la 20 e la 30, e dovrebbe essere l’unico europeo scelto al primo giro.

Con lui, all’Eurocamp ci sarà Tomas Satoransky, play atipico di Siviglia, forse l’unico altro europeo certo di una scelta: gli amatori lo mettono anche a fine primo giro, più verosimilmente verrà scelto al secondo. Dove tra gli europei che aspirano ad una scelta, all’Eurocamp, se ne vedranno un paio: il primo è lo spagnolo Josep Franch, play/guardia dai grandi istinti protagonista la scorsa estate nella Spagna Under 20 campione d’Europa e poi reduce da una buona stagione a Murcia: il suo è un ritorno all’Eurocamp dopo l’esperienza dell’anno scorso. L’altro è l’ala georgiana Tornike Shengelia, cui l’esperienza belga allo Spirou, con annessa visibilità in Eurolega, potrebbe fungere da ri-trampolino di lancio dopo un periodo in cui il suo nome sembrava dimenticato.

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