Jan 162014
 

Joel+Embiid+Towson+v+Kansas+8bVUDMirnDdlAltezza: 213 cm
Peso: 109 kg
Ruolo: C
College: Kansas
Classe: Freshman
Data di nascita: 16/03/1994
NBA Comparison: Andrew Bynum
Stats

 

 

Pro:

  • Ha un potenziale che al momento non vede limiti, una spugna nell’apprendimento di nuove nozioni
  • Piedi veloci e una mobilità notevole per essere un vero e proprio centro
  • Custode dell’area, ottimo intimidatore in aiuto
  • Rimbalzista autorevole sotto entrambi i tabelloni
  • Incredibilmente naturale in campo per uno che ha iniziato a giocare a basket 3 anni fa
  • Ancora molto grezzo, ma ha già movimenti in post notevoli

Contro:

  • Foul-prone su più aspetti, a cominciare dalla ricerca ossessiva della stoppata
  • Ancora troppo debole nella parte alta del corpo
  • Lascia troppo spazio ad emozioni e reazioni, si lascia trasportare dagli eventi
  • E’ ancora molto grezzo, nonostante i margini di miglioramento, il salto in NBA potrebbe essere un grosso rischio dopo solo 4 anni di basket giocato

 

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Mar 082013
 

url-4Altezza:196 cm
Peso:88 kg
Ruolo: SG
College: Kansas
Classe: Freshman
Data di nascita: 11/02/1993
NBA Comparison: Ray Allen (versione Milwaukee Bucks)

 

 

Pro:

  • Talento offensivo 5 stelle, capace di segnare in più modi senza richiedere troppa palla in mano ma adeguandosi allo stile di gioco della squadra
  • Atleta esplosivo ed elettrizzante, veloce di piedi e dotato di un grande equilibrio del corpo
  • Meccanica di tiro efficace, molto bella da vedere e con aspetti che possono essere ancora migliorati
  • Potenziale per diventare una stella, ha margini di miglioramenti in ogni sfumatura del suo gioco
  • Capacità per diventare un buon difensore grazie a lunghe braccia (207 cm di wingspan) ed al buon uso dei piedi
  • Ragazzo che vive per il basket, gym rat e gran lavoratore
  • Ottimo teammate, riesce ad essere efficiente in attacco senza fossilizzare il pallone, altruista

Contro:

  • Ball-handling che non gli permette di essere molto efficace in isolamento o nei p&r, problemi a cambiare direzione durante la penetrazione
  • Poca consistenza della difesa sulla palla, si perde in piccoli particolari che però evidenziano grande lacune
  • Non ha ancora continuità di rendimento, molto ondivago soprattutto se c’è poco riposo tra le partite
  • Discontinuo anche nell’aggressività, manca di killer istinct?

 

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Feb 142013
 
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Nerlens Noel aiutato dai compagni dopo il brutto infortunio

Thumbs Up: MICHIGAN STATE

Non ne parla mai nessuno della squadra di Izzo fino a Marzo, rimane sempre sottotraccia nascosta dalla solita affermazione “non ha gli uomini per arrivare fino in fondo”. E sempre come ogni anno tale frase viene sbugiardata in questo periodo dopo che si dà un’occhiata accurata al calendario.

Finora gli Spartans hanno perso 4 partite: la prima stagionale contro UConn nel bunker tedesco, contro la Miami che sta facendo strabuzzare gli occhi tutta la nazione, contro Minnesota nel loro miglior periodo di forma e contro Indiana. 4 sconfitte avvenute tutte lontane da East Lansing tutte comprensibili e mai surclassati in modo netto.

Fuori da queste Michigan State fa paura per il ruolino di marcia mantenuto fino ad ora, tutto maturato grazie alla grande crescita di Keith Appling, all’ottimo inserimento negli schemi offensivi di Gary Harris, alla mole sottocanestro del duo Nix-Payne e dalla strepitosa energia di Branden Dawson, tornato alla grande dal brutto infortunio occorso la scorsa stagione.

Tutti burattini in mano a Izzo, che ancora una volta dimostra di essere un vero genio del gioco.

 

Thumbs Down: MICHIGAN

Tra le ultime vittime di Izzo e degli Spartans salta agli occhi la presenza di Michigan, non tanto per la singola L subita dalla squadra che fino a due settimane fa occupava la numero uno del ranking AP, ma per il passivo.
Abbiamo appena detto che East Lansing non è terreno fertile per vittorie fuori le mura amiche, ma il 75-52 finale ha chiaramente fatto suonare i campanelli di allarme in casa Beilein, soprattutto se consideriamo la settimana infernale appena passata, con 3 sconfitte nelle ultime 4 partite.

Uno dei campanelli di allarme porta il nome di Glenn Robinson III. Se pensate che il rookie wall riguardi solo i newcomers in Nba, ecco un bell’esempio sul come succede anche in ambito collegiale, con un freshman che dopo un inizio devastante inizia a fare fatica.

Robinson è il vero metronomo di Michigan come dimostrano anche le prestazioni nelle sconfitte: rispettivamente 2, 4 e ancora 2 punti per un complessivo 4/16 al tiro. Poco per quella che dovrebbe essere la terza opzione offensiva degli Wolverines.

 

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Dec 112012
 

Brandon Paul, uno dei segreti della partenza sparata di illinois

THUMBS UP: MICHIGAN

Probabilmente neanche coach Beilein si sarebbe immaginato di aver per le mani una classe di freshman tra le più sottovalutate della nazione, con l’innamoramento verso Mitch McGary scemato sempre di più mano a manco che ci si avvicinava alla nuova stagione, con Glenn Robinson III più celebrato per essere il figlio di Big Dog che come giocatore di basket, con Nik Stauskas scambiato per un walk-on qualsiasi.

Ed invece proprio questi 3 sono il grande segreto della partenza dei Wolverines, a quota 9 vinte e 0 perse nel momento in cui scriviamo, dando grande profondità ad un roster che ne aveva un gran bisogno dopo aver perso Stu Douglass e Zack Novak.

Stauskas probabilmente è la sorpresa più limpida: 13.7 punti a partita con il 61% (sì, sessantuno) da 3. Perfetto killer da mettere accanto a Trey Burke, sempre in crescita costante per controllo e scelte di gioco, e Tim Hardaway Jr, che così gode di minori attenzioni aumentando la sua pericolosità offensiva.

Il calendario ora diventa agevole e non è difficile che arrivi alla grande sfida contro Ohio State (13 gennaio) con la casella delle sconfitte ancora immacolata.

 

THUMBS DOWN: WASHINGTON

Sì, sono andati via Tony Wroten e Terrence Ross che nell’ultimo anno sono stati quasi tutto il rendimento offensivo degli Huskies, ma in pochi avrebbero pensato che la squadra di Romar avrebbe sofferto così tanto sin dalle prime partite della stagione.

C’è poco da dire su CJ Wilcox, tornato dopo un anno ai box per infortunio, che si sta mettendo sulle spalle gran parte dell’attacco, ma Abdul Gaddy sembra ancora lontano dal confermare tutte le ottime cose che si dicevano su di lui ai tempi del recruit, e Aziz N’Diaye dietro è veramente troppo solo.

Le sconfitte contro Albany, Colorado State e Nevada parlano da sole.

 

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Oct 302012
 

Può essere la stagione di LeBryan Nash dopo un primo anno di alti e bassi?

La Big 12 è un’altra conference alla ricerca di una dimensione nuova, dopo che negli ultimi anni ci sono stati diversi cambi tra i suoi membri (fuori prima Colorado e Nebraska, poi Missouri e Texas A&M, dentro TCU e West Virginia), lasciando la conference a “soli” 10 membri.

A livello organizzativo ciò comporta che quest’anno si giocherà (per la prima volta dopo tanto tempo) un girone “all’italiana” di andata e ritorno tra tutti i partecipanti per giungere alla quota fatidica di 18 partite giocate.

Sul campo sarà la solita lotta del tutti contro Kansas: i Jayhawks hanno vinto la regular season (da soli o a pari merito) in ogni stagione dal 2005 ed il torneo in 5 delle ultime 7 edizioni ed anche quest’anno puntano a fare la voce grosse.

Dietro c’è un gruppo di squadre interessanti che devono però provare di essere in grado di reggere la pressione e di poter portare alto il nome della conference anche al torneo.

 

D’gy Preseason POY: Le’Bryan Nash (F, Oklahoma State)

D’gy Preseason DPOY: Jeff Withey (C, Kansas)

D’gy Preseason ROY: Marcus Smart (G, Oklahoma State)

D’gy Preseason 1st team: Pierre Jackson (G, Baylor), Rodney McGruder (G, Kansas State), Le’Bryan Nash (F, Oklahoma State), Isaiah Austin (F/C, Baylor) Jeff Withey (C, Kansas)

D’gy Preseason 2nd team: Myck Kabongo (G, Texas), Marcus Smart (G, Oklahoma State), Travis Releford (F, Kansas), Jordan Tolbert (F, Texas Tech), Aaric Murray (F, West Virginia)

D’gy Preseason 3rd team: Eliajh Johnson (G, Kansas), Steven Pledger (G, Oklahoma), Ben McLemore (G/F, Kansas), Deniz Kilicli (F, West Virginia), Jordan Henriquez (F/C, Kansas State)

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May 182012
 

Altezza: 191 cm
Peso: 84 kg
Ruolo: PG/SG
College: Kansas
Classe: Senior
Data Nascita: 12/04/1990
Best Case Scenario: Antonio Daniels
Worst Case Scenario: Smush Parker

 

Pro:

  • Point guard (tendente alla combo)dalle caratteristiche fisiche importanti per il ruolo
  • Veloce ed esplosivo, dotato di un primo passo razzente e di grande elevazione
  • Sa concludere in area sfruttando atletismo e la particolare capacità di saper assorbire i contatti a suo vantaggio
  • Jumper in continua evoluzione soprattutto se può impostarlo dal palleggio, preso ad un’altezza considerevole per una PG
  • Competitivo in difesa dove può pressare per lunghi tratti di partita facendo leva sulla mobilità laterale, sul fisico e sull’ottima posizione sulle gambe

 

Contro:

  • Precipitoso nella costruzione dell’attacco, molto meccanico nelle scelte ove difficilmente conclude in modo differente da quanto pensato in precedenza
  • Poco playmaking, ha visione di gioco ma la decision-making non è assolutamente delle migliori
  • Avventato nelle soluzioni, questo lo porta a perdere un elevato numero di palloni
  • Per quanto sia migliorato, il tiro continua a fare le bizze per ampi tratti e manca di range
  • Caratterino non semplice, ha avuto più di un problema disciplinare nella sua carriera collegiale

 

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Jan 262012
 

    Jack Cooley, il killer degli Orangemen

  • E alla fine rimase solo Murray State.
    Sembra incredibile, ma a guidare la nazione nel conto vinte-perse, al momento il college della Ohio Valley Conference è l’unico ad aver ancora il secondo parametro a quota zero, visto che Syracuse ha abdicato contro Notre Dame la striscia delle 20 vittorie consecutive incassando il primo smacco stagionale.
    Fatale agli Orangemen è stato il Joyce Center, casa di Notre Dame e campo mai facile, soprattutto quando la paura dell’upset ti attanaglia costantemente, come si prefigge ad una squadra che deve ancora subire la prima sconfitta.
    I Fighting Irish non hanno avuto molta fortuna finora, incassando ignobilmente l’ennesimo infortunio dell’unico uomo capace di poter guardare il canestro con cognizione di causa, Tim Abromaitis, ma comunque si portano la stagione avanti in maniera più che dignitosa (come sottolineato anche due settimane or sono) risultando una delle migliori squadre della BigEast grazie a difesa, coesione e tanto Mike Brey.
    Boeheim ha patito nel peggiore dei modi i problemi accademici di Fab Melo, fermo finchè i voti non torneranno nella norma, e Jack Cooley ha banchettato in area degli Orange, a cui non è assolutamente bastata la verve di Dion Waiters, dinamitardo dalla panchina.
    Brutto colpo per Syracuse che in settimana ha dovuto dire addio alla prima posizione del ranking (non ho ancora capito perchè una squadra dopo una sconfitta deve essere per forza declassata) in favore di Kentucky e ha rischiato di pagare ancora una volta l’assenza del centrone brasiliano nella partita contro Cincinnati, ripresa per i capelli da Kris Joseph.
    Come detto, rimane Murray State con il record intaccato ed una numero 11 che ovviamente è il miglior posizionamento nella storia dell’ateneo.
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