Nov 172012
 

Flea dei Red Hot Chili Peppers con la maglia “Free Shabazz”

Dopo 8, lunghissimi, mesi di attesa, finalmente il College Basketball è ripartito e con lui anche la nostra rubrica settimanale che cercherà di evidenziare gli avvenimenti più significativi, quelli meno, e da quest’anno anche piccoli consigli sulle partite da vedere, visto che i canali (legali e non) non mancano di certo.

 

  • Non c’è miglior modo per ritornare a respirare fin da subito l’aria NCAA della Tip-Off Marathon, 24 ore di partite non stop a pochi giorni dalla partenza ufficiale dove si può trovare dalle mid-major meno importanti, vittime predestinate delle gare all’alba (orario che non augurerei al mio peggior nemico) , fino ai big games della prima serata che concludono in bellezza una giornata ricchissima.
  • Il big game più atteso era sicuramente quello tra Kentucky e Duke, concluso con la vittoria dei ragazzi di coach K con il punteggio finale di 75-68. Partita molto bella e bello spot per la stagione appena iniziata, con Kentucky che dimostra di essere una squadra completamente diversa da quella dello scorso anno, talentuosa sì, ma non con quella chimica tale da permettere fin da subito vittorie importanti e rumorose.
    Calipari a fine primo tempo, oltre ad aver accusato i Blue Devils di floppare un po’ troppo, si era detto molto contento del -2 fino a quel momento rimarcando ancora una volta come la squadra sia ancora molto acerba e con i caschetti da cantiere ancora sulla testa.
    Dall’altra parte la maggior esperienza di Curry & Co l’ha fatta da padrone, soprattutto nel finale di partita si notava che Duke sapeva muoversi meglio in un momento così delicato. Bene Seth Curry, bene con riserve invece Mason Plumlee, che potrebbe avere una breakout season tonante ma a patto che riesca a contenere al meglio la grande carica di energia, troppe volte causa dei suoi problemi di falli che anche in questo caso l’ha decisamente limitato nel finale.
May 242012
 

Secondo appuntamento con l’analisi dei migliori giocatori del draft ruolo per ruolo ed ovviamente stavolta ad essere presi in esame sono le guardie, una delle posizioni più talentuose di questa classe dove si può pescare bene anche a seconda delle esigenze della squadra e del roster che si ha a disposizione.

E attenzione soprattutto alla profondità nel ruolo, dove nel giusto contesto potrebbero rivelarsi innesti importanti anche giocatori presi addirittura a tardo secondo giro.

 

1. BRADLEY BEAL (Florida)

Nonostante una partenza di stagione non certo indimenticabile come apporto effettivo sulla partita (non statistico visto che già dalle prime cifre scollinava tranquillamente la doppia cifra), il freshman da Saint Louis è riuscito col tempo ad abituarsi al tipo di gioco collegiale ed a capire come riuscire ad essere più produttivo anche nelle piccole cose.

Ed è così, dopo un gran Torneo Ncaa che ha confermato tutte le buonissime cose che si dicevano sul suo conto, che Beal arriva al Draft con grande considerazione da parte degli addetti ai lavori, tanto da lanciarlo tra i Top5 prospetti della classe 2012 e tra i migliori prospetti su cui puntare una possibile ricostruzione.

Occhio ai margini di crescita del ragazzo, il quale offre già da ora un’ottima conoscenza dei fondamentali che gli permetterebbe di poter aggiungere varie armi al suo arsenale, come il tiro, caratteristica persa per un periodo per colpa di una crescita repentina che gli ha fatto perdere un po’ di tocco, ma che rimane sicuramente l’aspetto più interessante in un prospetto atletico e dinamico.

 

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Mar 222012
 

Conclusosi il primo weekend di Ncaa Tournament, con il conto delle squadre ridotto in pochi giorni da 68 a 16, possiamo tirare le somme su quali prospetti attirato l’attenzione, sia positivamente che negativamente.

Sappiamo che due sole partite contano poco nella valutazione del giocatore in esame, ma la March Madness è ovviamente un evento dalla grande attenzione pubblica e queste prestazioni nell’occhio del ciclone prendono un gran valore in vista del Draft di Giugno.

E mentre i primi underclassmen iniziano a dare le prime disponibilità per giugno, andiamo a vedere in questi due giorni quali sono i giocatori che elevano, perdono o acquistano per la prima volta le loro quotazioni al Draft.

 

CHI SALE

Cody Zeller (PF/C – Indiana)

Il terzo dei fratelli Zeller sta emergendo come forse il migliore, quello più futuribile dei 3. Arrivato quest’anno a Indiana nell’interessantissimo progetto di rebuilding di Tom Crean, Zeller ha fin da subito preso in mano i possessi importanti della squadra dimostrando continuità di rendimento, concretezza ed una grande versatilità offensiva all’interno dell’area.

La grande mobilità e coordinazione in un corpo vicino ai sette piedi ha fatto drizzare le antenne a scout ed affini, tanto che sembra già in atto l’opera di convincimento per fargli lasciare gli Hoosiers dopo solo un anno.

Nel caso ci dovessero riuscire, potrebbe attaccare non solo la lottery ma anche una delle prime 10 scelte.

Contro New Mexico (14+6r+6pr) e VCU (16+13r) due prove solide, ma ora arriva la prova del nove nella sfida contro Kentucky.

 

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Mar 122012
 

 

Riuscirà John Calipari a conquistare il suo primo titolo NCAA?

La favorita: Kentucky

Neanche a dirlo la Kentucky di John Calipari, che presenta forse la squadra più talentuosa e competitiva della sua gestione a Lexington, questo nonostante un gruppo dall’età media giovanissima. La sconfitta contro Vanderbilt nella finale della SEC potrebbe essere servita da lezione agli Wildcats, che dopo un primo turno agevole se la vedranno con molta probabilità contro la temibile UConn di Jim Calhoun, in un third round da far tremare i polsi.

Se i ragazzi di Calipari sapranno far tesoro dell’esperienza maturata potrebbero trovare una tra Indiana, VCU e Wichita State, con gli ultimi in pole position per un posto alle sweet 16. La parte sottostante del tabellone sembra riservare meno insidie, Duke potrebbe, superato l’ostacolo Notre Dame, arrivare alle sweet 16 con il probabile scontro contro la mina vagante UNLV, che in una partita secca può battere qualsiasi team del lotto (dimostrato nella regular season contro North Carolina).

Paradossalmente quindi per Davis e soci il cammino verso le final four potrebbe essere in salita inizialmente ed in discesa via via che ci si avvicinerà a New Orleans. Occhio alla TV sabato quindi, Kentucky-UConn potrebbe essere uno scontro degno di una finale nazionale.

 

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Mar 082012
 

    Shabazz Napier, un'altra corsa nella BigEast per UConn?

  • Giusto aperitivo della March Madness che si impossesserà di noi dalla mezzanotte di domenica sera, la Championship Week può regalare le giuste emozioni per prepararci al meglio al grande evento.
    Partono infatti in queste ore tutti i Tornei di Conference più importanti: la Big East entra ora nel vivo nonostante UConn e West Virginia ci abbiano già regalato un po’ di sana aria marzolina, stessa cosa nella Big12, mentre oggi esordiscono anche Big Ten, ACC, SEC e Mountain West, che durante l’anno si è giustamente meritata il suo nome tra le migliori.
    Non si lotta solo per portare a casa il titolo ma anche per conquistarsi od aggiustare il seed in vista della March Madness, che ancora regala dei buchi che appunto verranno pienati alla Selection Sunday, dove verranno emessi il nome delle 68 fortunate.
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  • Ps: la Selection Sunday verrà analizzata in diretta dal programma di Radio Play.it Delta House. Collegamento dalle 23:30, non potete mancare!
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Feb 032012
 

    Jared Sullinger, leader dei Buckeyes

  • Tra le squadre che occupano le parti alte del ranking ce n’è una di cui si parla troppo poco in relazione alla grande stagione che sta disputando. Sarà perchè non è una novità, oppure perchè comunque non a quei risultati esaltanti da permettergli la prima pagina, ma Ohio State sta giocando una grande stagione e purtroppo in pochi lo stanno mettendo in risalto.
    Forse è colpa delle tre sconfitte, unica ad averne tra le top5 assieme a North Carolina, ma se guardiamo in quali situazioni sono avvenute possiamo anche comprendere come siano accettabili.
    Tre sconfitte in trasferta: una avvenuta alla Phog Allen Fieldhouse dove Kansas mantiene ancora l’imbattibilità, e senza avere a roster Jared Sullinger; una alla Assembly Hall di Indiana, altro terreno non facile, ma soprattutto picco degli Hoosiers che da quel momento lì si sarebbero sciolti al sole; l’ultima avvenuta sempre ad un’altra Assembly Hall, quella di Champaign, Illinois dove i Fightin’Illini hanno trovato una gara sui generis, tirando con il 60% da tre con un Brandon Paul da 43 punti.

    Ostacoli che comunque non mettono a repentaglio la valutazione delle gare fin qui giocate dai Buckeyes, dove Thad Matta ha messo in campo tutta la forza dei suoi ragazzi.
    Anche Jared Sullinger, ripresosi dai problemi fisici di inizio stagione, sta consolidando la sua candidatura come Player Of the Year molto sottovoce ma con prestazioni continue e soprattutto con miglioramenti sostanziali nel suo gioco. Infatti si inizia a vedere un pò più difesa e soprattutto una maggiore autonomia e mobilità, segno che la dieta da Subway (sì, avete capito bene, Subway) che gli ha fatto perdere più di 10 chili sta dando i suoi effetti.

    Inoltre c’è da premiare anche quanto fatto dal supporting cast capitanato dal discontinuo ma sempre pericoloso William Buford, secondo violino della squadra, dalla versatilità offensiva di DeShaun Thomas, che al suo secondo anno non ha paura di prendersi responsabilità in attacco, da Aaron Craft, il miglior playmaker della BigTen con Trey Burke e difensore meraviglioso, e da un gruppetto di giocatori che danno tanto per la causa come Lenzelle Smith, Even Ravenel ed il freshman salterino Sam Thompson.

    Dopo aver battuto Michigan, diretta concorrente per il titolo di Conference, ora per Matta & Co. inizia un periodo fondamentale per mantenere il primo posto, a partire dalla sfida al Kohl Center contro quella Wisconsin che lo scorso anno, proprio in casa, tolse l’imbattibilità a Ohio State per poi proseguire contro Michigan State. E chissà che quel ranking finalmente non sorrida ai Buckeyes…

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