Jul 102012
 

Jahlil Okafor, Mvp della manifestazione

Domenica scorsa si è concluso il Mondiale U17 di scena a Kaunas, Lituania, che ha visto trionfare ancora una volta gli Stati Uniti che, come nell’edizione precedente, non hanno trovato nessun ostacolo nel loro cammino finendo imbattuti per tutto il Torneo, facendo sempre grande leva sulla differenza, a tratti abissale, fisico-atletica sugli altri coetanei.

Ovviamente i prospetti futuri visti durante la manifestazione sono veramente tanti, andiamo a vedere squadra per squadra quali sono stati quelli che si sono messi più in mostra.

 

Gli Stati Uniti, come detto, hanno dominato in lungo ed in largo con una maturità fisica ben più sviluppata, come nel caso di Jahlil Okafor (‘95), premiato come miglior giocatore della manifestazione. Centro ben sviluppato nella parte alta del corpo, ma dotato anche di una buona esplosività che gli permette di concludere di potenza al ferro una volta creatosi lo spazio con un buon uso delle spalle e dei piedi. Buona tecnica in post, un po’ troppo buco nero (come dimostrano anche gli 0 assist complessivi) ma da tenere d’occhio già dal momento in cui deciderà quale università frequentare.

Altro membro del quintetto ideale è l’ala Justise Winslow (’96), atletico e dinamico, molto portato al gioco difensivo e sempre attivo sotto i tabelloni, sia in attacco che in difesa. Deve migliorare sugli aspetti tecnici del gioco, ma la base da cui partire è molto interessante.

Assieme a loro hanno fatto grande impressione anche il playmaker Tyus Jones (’96) sveglio ed intelligente e il cecchino Connor Frankamp (’95) ed ovviamente anche Jabari Parker (’95), il quale però ha dovuto far fronte ad un infortunio che l’ha limitato molto.

 

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