Feb 212014
 

527846a59839a.imageAltezza: 208 cm
Peso: 109 kg
Ruolo: PF/C
College: Indiana
Classe: Freshman
Data di nascita: 24/08/1995
NBA Comparison: Chris Bosh
Stats

 

 

Pro:

  • Rimbalzista con istinti naturali ma aiutato da grande tecnica ed aggressività, forse il migliore in questo draft
  • Ha tocco nei pressi del canestro e dalla distanza, può evolvere il suo gioco frontale
  • Potenziale in uno dei ruoli più importanti nella NBA moderna e voglia di migliorarsi
  • Veloce, rapido, piedi sempre in movimento
  • Fisico Nba-ready, braccia chilometriche
  • Uso di entrambe le mani non solo al tiro ma anche nel momento di mettere palla a terra
  • Upside difensivo

 

Contro:

  • Molto acerbo nella comprensione, poco feeling per il gioco
  • Grezzo offensivamente, in grossa difficoltà quando deve affidarsi a movimenti in post più complessi
  • Tagliante poco pericoloso, non un grande ricevitore
  • Passivo nella difesa in aiuto, deve imparare a proteggere meglio l’area anche lontano dal possesso
  • Non è molto verticale, poca elevazione ed esplosività sulle gambe

 

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Dec 312012
 

sports_jp_cody_0306Altezza: 213 cm
Peso: 109 kg
Ruolo: PF/C
College: Indiana
Classe: Sophomore
Data di Nascita: 05/10/1992
NBA Comparison: Pau Gasol
Stats

 

Pro:

  • Sette piedi molto mobile, capace di correre il campo molto velocemente e di essere molto rapido anche negli spazi brevi
  • Ottimi fondamentali e tecnica individuale, giocatore dotato di grande QI
  • Ha tanti modi per segnare dentro l’area, sia da situazioni di post basso, dove muove molto bene i piedi, che frontalmente
  • Mani dolci al tiro ma anche ball-handling e grandi capacità di passaggio dal post
  • Ottimo posizionamento in difesa, non un intimidatore ma subisce un gran numero di sfondamenti
  • Ragazzo molto intelligente, ottimo studente e che si integra bene all’interno del gruppo

 

Contro:

  • Deve irrobustirsi fisicamente, rischia di soffrire incredibilmente la fisicità Nba
  • Difensivamente soffre sia spalle a canestro che fronteggiato, deve riuscire a mantenere di più la concentrazione
  • A rimbalzo deve assolutamente migliorare, soprattutto se vuole essere sfruttato come centro tattico per un gioco veloce
  • Non è un giocatore che da solo può cambiare le sorti di una squadra nel breve periodo

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Nov 172012
 

Flea dei Red Hot Chili Peppers con la maglia “Free Shabazz”

Dopo 8, lunghissimi, mesi di attesa, finalmente il College Basketball è ripartito e con lui anche la nostra rubrica settimanale che cercherà di evidenziare gli avvenimenti più significativi, quelli meno, e da quest’anno anche piccoli consigli sulle partite da vedere, visto che i canali (legali e non) non mancano di certo.

 

  • Non c’è miglior modo per ritornare a respirare fin da subito l’aria NCAA della Tip-Off Marathon, 24 ore di partite non stop a pochi giorni dalla partenza ufficiale dove si può trovare dalle mid-major meno importanti, vittime predestinate delle gare all’alba (orario che non augurerei al mio peggior nemico) , fino ai big games della prima serata che concludono in bellezza una giornata ricchissima.
  • Il big game più atteso era sicuramente quello tra Kentucky e Duke, concluso con la vittoria dei ragazzi di coach K con il punteggio finale di 75-68. Partita molto bella e bello spot per la stagione appena iniziata, con Kentucky che dimostra di essere una squadra completamente diversa da quella dello scorso anno, talentuosa sì, ma non con quella chimica tale da permettere fin da subito vittorie importanti e rumorose.
    Calipari a fine primo tempo, oltre ad aver accusato i Blue Devils di floppare un po’ troppo, si era detto molto contento del -2 fino a quel momento rimarcando ancora una volta come la squadra sia ancora molto acerba e con i caschetti da cantiere ancora sulla testa.
    Dall’altra parte la maggior esperienza di Curry & Co l’ha fatta da padrone, soprattutto nel finale di partita si notava che Duke sapeva muoversi meglio in un momento così delicato. Bene Seth Curry, bene con riserve invece Mason Plumlee, che potrebbe avere una breakout season tonante ma a patto che riesca a contenere al meglio la grande carica di energia, troppe volte causa dei suoi problemi di falli che anche in questo caso l’ha decisamente limitato nel finale.
Oct 112012
 

Cody Zeller, grande protagonista della Big Ten

Nella scorsa stagione la Big Ten Conference ha regalato probabilmente le migliori partite e le squadre più interessanti, basti pensare all’annata di Ohio State (arrivata alla Final Four), di Michigan State e Michigan e della sorpresa Indiana.

Indiana quest’anno invece parte con tutti i favori del pronostico per la vittoria della Conference e non solo, considerando anche il ritorno degli elementi principali del roster dello scorso anno, a partire da Cody Zeller.

Ma i grandi coach che sulla carta partono dietro (Matta, Izzo, Ryan e Beilein) non sono certo lì a guardare…. E quest’anno abbiamo pure un connazionale per cui tifare, ovvero Amedeo della Valle.

 

D’gy Preseason POY: Cody Zeller (FC, Indiana)

D’gy Preseason DPOY: Aaron Craft (G, Ohio State)

D’gy Preseason ROY: Gary Harris (G, Michigan State)

D’gy Preseason 1st team: Trey Burke (G, Michigan), Tim Frazier (G, Penn State), Aaron Craft (G, Ohio State), Deshaun Thomas (F, Ohio State), Cody Zeller (FC, Indiana)

D’gy Preseason 2nd team: Keith Appling (G, Michigan State), Brandon Paul (G, Illinois), Branden Dawson (F, Michigan State), Christian Watford (F, Indiana), Trevor Mbakwe (F, Minnesota)

D’gy Preseason 3rd team: Tim Hardaway Jr (G, Michigan), Drew Crawford (G, Northwestern), Victor Oladipo (G, Indiana), Aaron White (F, Iowa), Jared Berggren (F, Wisconsin)

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Dec 312011
 

    I Johnnies poco prima dela palla a due

  • Torniamo con HoopsFocus dopo una settimana di buca a causa dell’assenza del sottoscritto, impegnato nella settimana di ferie in giro per New York. Durante il viaggio però non ho certo lasciato da parte il panorama cestistico collegiale ed infatti mi sono goduto la prima esperienza dal vivo nel tempio da tutti conosciuto come Madison Squame Garden.
    L’arena in questo caso non era certo una delle più adatte per respirare a pieno l’aria di College Basketball, ma diciamo che qualche gradito spiffero è arrivato comunque.
    Due partite in programma: Stony Brook-Rutgers e St.John’s-Fordham. Decido di godermi un po’ più di Grande Mela e scarto la prima partita, arrivando al MSG giusto per accorgermi che mi sono perso un grande spettacolo.
    No, non la partita ma la band di Stony Brook che è veramente eccelsa per coinvolgimento, passione e anche teatralità. La gara ha poco da dire visto che la piccola università di NY nel finale prova un disperato tentativo di rimonta che si sbatte sulle spalle larghe di Gilvydas Biruta (lituano, nome da tenere in considerazione per il mercato europeo). Per i Seawolves si segnala un Bryan Dougher che farà le onde nelle partite aziendali e Tommy Brenton, ala forte sottodimensionatissima che però zitto zitto alla fine conclude in doppia doppia.
    Mi metto comodo con hotdog e coca media d’ordinanza per la partita successiva, ed intanto capisco che ognuno ha i suoi modi di seguire i 40 minuti visto che i due signori che ho davanti d’ordinanza hanno due Shirley Temple con tanto di ciliegina, ma vabbè. Continue reading »
Dec 152011
 

    L'esultanza di Fred Glass, Athletic Director degli Hoosiers

  • L’avevamo detto che ad Indiana si partiva con un certo ottimismo, ma neanche il tifoso più positivo avrebbe pensato ad un tale epilogo per la partita di sabato scorso contro la numero 1 del ranking, Kentucky.
    Una vittoria convincente che porta sulla bocca di media ed appassionati una squadra che era da molto tempo che non assaggiava palcoscenici del genere, e soprttutto non viveva emozioni del genere.
    La storia della partita potrebbe essere come tante altre viste all’interno di un campionato collegiale, solo che di storie così non ne hai mai abbastanza perchè racchiude tutta l’essenza e la tensione del gioco.
    Partita sempre punto a punto, ma la sensazione che UK la possa portare a casa grazie all’enorme quantità di talento a disposizione è reale e lo è fino a 5.6 secondi alla fine quando Doron Lamb segna il libero che regala il +2 per la squadra di Calipari. Le facce dei fans accorsi a Bloomington parlano da sole: facce tese, mangiate dall’attesa e da una possibile delusione dopo una partita giocata così bene. Rimessa Hoosiers, palla a Verdell Jones che si fa tutto il campo, prende un intelligentissimo blocco da Cody Zeller (ripeto: occhio, questo è il fratello buono) e dopo aver catalizzato tutta la difesa degli Wildcats in area scarica per un Christian Watford libero dietro l’arco che si erige ad eroe nazionale con la tripla sulla sirena.
    Esplode la passione dell’Indiana: la panchina corre ad abbracciare Watford calpestando il povero Darius Miller, arrivato in aiuto sul tiratore dopo un clamoroso buco difensivo di Teague; la folla esplode e piena letteralmente la Assembly Hall; tifosi in festa anche nelle loro case e nei pub. Non sto inventando, c’è un meraviglioso video in rete che testimonia il tutto.
    Tom Crean e gli Hoosiers stanno vivendo un gran momento, imbattuti e belli da vedere, meritano tutte le attenzioni di cui stanno godendo e questa settimana hanno fatto anche la prima presenza nel ranking, sperando di rimanerci il più a lungo possibile.
    Per Kentucky un brutto stop dopo la bella vittoria con North Carolina, ma l’inesperienza (vedi Teague) ed i continui alti e bassi (vedi un abulico Terrence Jones) sono costati la numero 1, ora occupata da Syracuse. Per Calipari l’unica nota positiva l’ha dal solito Michael Kidd-Gilchrist, autore ancora una volta di una grande partita…. e il borsino del draft sale.
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