Apr 052013
 

plumlee-on-the-court-400x390Altezza: 208 cm
Peso: 110 kg
Ruolo: PF/C
Squadra: Duke
Classe: Senior
Data Nascita: 5/3/1990
NBA Comparison: Larry Sanders

 

Pro:

  • Esplosivo, agile e coordinato, ha le caratteristiche per diventare una power forward NBA.
  • Verticalità e braccia lunghe gli permettono di essere un fattore nel pitturato, su entrambe le metà campo.
  • Offensivamente, rapidità e braccia lunghe gli permettoni di coprire velocemente gli ultimi 2-3 metri, specie in alcune situazioni di roll. E nei pressi del canestro è praticamente ambidestro.
  • Ha una più che discreta mano dai 4-5 metri e, fronte a canestro,
    può battere il proprio uomo dal palleggio, specie partendo a sinistra.
  • Porta alla causa diversi intangibles: rimbalzi (specie quelli offensivi), blocchi, stoppate, presenza intimidatoria.
  • Passatore sottovalutato per IQ cestistico e visione di gioco dal post alto. Molto bravo nell’apertura del contropiede da rimbalzo difensivo.
  • Difensivamente, ha agilità e discreta mobilità per lavorare bene sui cambi o sugli ‘show’ in situazioni di pick and roll.

Contro:

  • Spalle a canestro non ha un movimento proprio e sicuro, fatta eccezione per un modesto giro e tiro. In costruzione il semigancio e l’uso del piede perno.
  • Dovrà inevitabilmente mettere su massa muscolare in ottica NBA. Riuscirà a farlo senza perdere qualcosa in atletismo?
  • Nell’uno contro uno frontale tende a fidarsi troppo del terzo tempo, non possedendo un ball handling vero e proprio, con l’alto rischio di palla persa o tiro forzato.
  • Nel pitturato fa valere braccia lunghe e atletismo, ma non ha  un vero e proprio impatto fisico.
  • Ogni tanto esagera e ha la tendenza a perdere qualche pallone di troppo.
  • Essendo senior ha poco upside agli occhi degli scout.

 

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Jan 152013
 
Elston Turner zittisce la Rupp Arena, casa di Kentucky

Elston Turner zittisce la Rupp Arena, casa di Kentucky

Thumbs up: NORTH CAROLINA STATE

Proprio nel momento in cui sembrava che la loro candidatura come front-runner assieme a Duke per la corsa alla ACC fosse in grosso pericolo dopo la vittoria risicata con Boston College, ecco la vittoria che li rimette pienamente in carreggiata, li riporta agli onori della cronaca e fa guadagnare loro ben 6 posti nel ranking.

Il tutto meritatamente, visto che la vittoria proprio contro i Blue Devils, fino a quel punto imbattuti, è stata molto convincente sotto tanti punti di vista, come l’intensità messa in campo, la grande lucidità con cui hanno gestito il vantaggio e soprattutto un Richard Howell che nelle ultime gare sta dimostrando di essere il vero leader dei Wolfpack.

Quella contro Duke è stata la nona doppia doppia stagionale per il centro sottodimensionato proveniente dalla Georgia, ed ora punto fermissimo di coach Gottfried per il livello di energia che riesce a tenere, tale da coinvolgere anche compagni pacifici come CJ Leslie, che finalmente ha mostrato i denti giocando una buonissima partita chiusa con 25 punti.

A Durham potrebbero recriminare sull’assenza di Ryan Kelly e la mancanza nel finale di Seth Curry, ma per i Wolfpack questa vittoria rimette entusiasmo sia nella squadra che nell’ambiente.

 

Thumbs down: UNDEFEATED TEAMS

Più che altro perché non ce ne sono più.

Duke è stata la penultima squadra a lasciare lo 0 nella casella delle sconfitte in una settimana dove sono state battute tutte le formazioni immacolate fino alla scorsa.

Ha iniziato il giro la piccola e sorprendente Wyoming, che alla prima gara della Mountain West si è vista togliere questo posto di prestigio da una tripla allo scadere della guardia di Boise State Jake Elorriaga.

Il giorno dopo è toccato ad Arizona a casa degli Oregon Ducks, ateneo fin troppo sottovalutato ed al momento 3-0 in Pac-12, caduti sotto i colpi di un EJ Singler che sembra abbia fatto pace con il canestro.

Detto di Duke, gli ultimi ad issare bandiera bianca è stata Michigan in un pivotal game per la Big Ten contro Ohio State, in una gara dove Aaron Craft ha dato veramente tutto per fermare un Trey Burke che veniva da un periodo di forma strepitoso.

La sensazione è che quest’anno sarà molto difficile vedere un dominio come quello di Kentucky, e questo non può che far bene ai nostri occhi da appassionati.

 

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Jan 052013
 
La grinta di Mason Plumlee, candidato principale al premio di POY nella Conference

La grinta di Mason Plumlee, candidato principale al premio di POY nella Conference

Inizia nel corso del weekend la schedule ACC, per l’ultima volta nella composizione a cui eravamo abituati a dal 2005, ma per la prima volta con un calendario che abbandona le canoniche 16 partite per prevederne 18: è arrivato così il momento di fare un primo bilancio, un’analisi di questa prima parte di stagione, per capire cosa ci possiamo aspettare.

 

LE FAVORITE

Rispetto a quanto ci eravamo detti ad inizio stagione le gerarchie sono un po’ cambiate: Duke sembra aver preso saldamente il comando, giocando uno tra i calendari più duri della nazione e compilando nonostante tutto un record che oggi dice 13-0. Merito di un gruppo esperto capitanato da un Mason Plumlee in lizza per vincere il premio di giocatore dell’anno, da un Quinn Cook capace di prendere possesso della posizione di point guard titolare ed essere leader vero. Il tutto con vittorie (convincenti) contro Louisville, Kentucky, Ohio State, VCU e Minnesota.

I favoriti di inizio stagione, NC State, hanno avuto qualche problema, rimediano 2 sconfitte (anche se contro squadre di tutto rispetto come Michigan e Oklahoma State, anche se contro quest’ultima i Wolfpack hanno fatto una figura magra) e non avendo ancora trovato risposta certa a molte domande. La prima e più importante di queste è quella su chi sia davvero leader in una squadra piena di talento ma che sia C.J. Leslie che Lorenzo Brown stentano a prendere per mano. Buonissime le prove offerte da T.J. Warren che ha messo in ombra il ben più pubblicizzato Rodney Purvis.

 

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Dec 182012
 
La grinta di Elias Harris, finalmente all'altezza delle previsioni

La grinta di Elias Harris, finalmente all’altezza delle previsioni

Thumbs Up: SYRACUSE

Del gruppo delle imbattute che aprono il ranking di questa settimana probabilmente Syracuse ha il calendario più agevole, considerando che la squadra più difficile da affrontare (San Diego State) l’ha trovata alla prima partita stagionale.

Ciononostante, i motivi per festeggiare nella zona del Carrier Dome sono molteplici.

Non si può certo non partire dal grande risultato raggiunto da parte del coach Jim Boeheim, che con la vittoria della scorsa notte contro Detroit ha ottenuto la vittoria numero 900 della sua carriera, terzo coach a raggiungere questo traguardo dopo Mike Krzyzewski e Bob Knight e primo in assoluto nel farlo con una sola squadra, quegli Orangemen che corrispondono alla sua vita, vista la presenza prima da giocatore, poi da assistente e infine da head coach dal 1976.

La seconda nota positiva si chiama Michael Carter-Williams, giocatore che lo scorso anno lo ha passato quasi esclusivamente in panchina ma che quest’anno è l’anima della squadra. Playmaker di 2 metri abbondanti, dalle doti di passatore importanti (11 assist a partita nel momento che scriviamo), Carter-Williams è diventata immediatamente la sensation quest’anno e se ne sono accorti anche gli scout NBA, che però ora dovranno rivedere qualche comportamento rivedibile del ragazzo.

La vera stagione comincia ora, con la sfida con Temple per affilare le armi per poi prendere parte alla loro ultima rincorsa alla Big East.

 

Thumbs Down: BIG EAST

Perché ultimo torneo? Oddio, per quanto riguarda Syracuse non è certo una novità il fatto che a fine anno prenderà le sue valigie ed assieme a Pittsburgh e Notre Dame emigreranno in ACC a cui poi si aggregherà Louisville l’anno seguente.

La sorpresa è arrivata subito dopo la partenza di Cardinals, dove la Big East, orientata ad aumentare il proprio appeal con il football, si è vista lasciare a piedi anche dalle Catholic 7, ovvero le 7 scuole rimanenti che non avevano affiliazione con la palla ovale nella Conference.
Le 7 (DePaul, Georgetown, Marquette, Providence, St.John’s, Seton Hall e Villanova) non hanno preso molto bene questo cambio di rotta ed hanno deciso di “fondare” una nuova Conference che potrebbe vedere interessati atenei come Butler, Xavier, George Mason e Gonzaga, diventando fin da subito una potenza nell’ambito cestistico.

E la malinconia vaga pensando a quello che diventerà il Torneo della Big East senza le squadre sopracitate, uno dei momenti più divertenti della stagione in uno dei teatri più belli dello sport, il Madison Square Garden.

 

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Dec 042012
 

Erick Green, uno dei protagonisti di questo inizio di stagione

Cambia il formato di HoopsFocus trasformando il solito elenco settimanale dei fatti in una specie di borsino della settimana in cui cercheremo comunque di elencare i fatti salienti ed i soliti consigli sulla visione alla fine.

Settimana bella piena tra sorprese, conferme e delusioni, con il confronto tra ACC e Big Ten conclusosi in parità ma che ha sollevato delle questioni sicuramente interessanti, come appunto la forza della Conference di Indiana & Co. Che questa settimana si trova ben 5 squadre nel ranking.

 

THUMBS UP: DUKE

Chi aveva paura che la squadra di questa stagione fosse troppo poco talentuosa per entrare tra le favorite al taglio della retina finale forse non conosce bene Mike Krzyzewski.
Questa composizione di squadra permette all’ormai ex-coach di Team USA di usare al meglio tutte le qualità di cui dispone questo roster senza andare a cercare possessi “speciali” per giocatori come Austin Rivers lo scorso anno, ed il percorso immacolato in uno dei calendari più infernali di questo inizio ne è la miglior dimostrazione.

Abbiamo già parlato della vittoria contro Kentucky, ma in questa settimana i Blue Devils hanno affrontato altre due ambiziose come Ohio State e Louisville ma anche squadre fastidiose quali VCU e Minnesota. 4-0 con prestazioni più che convincenti.

Oltre al già citato Mason Plumlee, sicuramente il miglior giocatore del mese di Novembre, che continua a confermare quanto di buono visto nelle prime sfide, va sottolineato l’apporto di Quinn Cook, ottimo nella vittoria contro i Buckeyes di Aaron Craft, il miglior difensore sugli esterni della nazione.
Ora il calendario è in discesa fino all’inizio della ACC, dove si troverà immediatamente North Carolina State, ma fino a quel momento sarà difficile vedere K ed i suoi ragazzi uscire dalle prime posizioni del ranking

 

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Nov 172012
 

Flea dei Red Hot Chili Peppers con la maglia “Free Shabazz”

Dopo 8, lunghissimi, mesi di attesa, finalmente il College Basketball è ripartito e con lui anche la nostra rubrica settimanale che cercherà di evidenziare gli avvenimenti più significativi, quelli meno, e da quest’anno anche piccoli consigli sulle partite da vedere, visto che i canali (legali e non) non mancano di certo.

 

  • Non c’è miglior modo per ritornare a respirare fin da subito l’aria NCAA della Tip-Off Marathon, 24 ore di partite non stop a pochi giorni dalla partenza ufficiale dove si può trovare dalle mid-major meno importanti, vittime predestinate delle gare all’alba (orario che non augurerei al mio peggior nemico) , fino ai big games della prima serata che concludono in bellezza una giornata ricchissima.
  • Il big game più atteso era sicuramente quello tra Kentucky e Duke, concluso con la vittoria dei ragazzi di coach K con il punteggio finale di 75-68. Partita molto bella e bello spot per la stagione appena iniziata, con Kentucky che dimostra di essere una squadra completamente diversa da quella dello scorso anno, talentuosa sì, ma non con quella chimica tale da permettere fin da subito vittorie importanti e rumorose.
    Calipari a fine primo tempo, oltre ad aver accusato i Blue Devils di floppare un po’ troppo, si era detto molto contento del -2 fino a quel momento rimarcando ancora una volta come la squadra sia ancora molto acerba e con i caschetti da cantiere ancora sulla testa.
    Dall’altra parte la maggior esperienza di Curry & Co l’ha fatta da padrone, soprattutto nel finale di partita si notava che Duke sapeva muoversi meglio in un momento così delicato. Bene Seth Curry, bene con riserve invece Mason Plumlee, che potrebbe avere una breakout season tonante ma a patto che riesca a contenere al meglio la grande carica di energia, troppe volte causa dei suoi problemi di falli che anche in questo caso l’ha decisamente limitato nel finale.

Oct 192012
 

CJ Leslie sarà finalmente pronto ad un’annata da protagonista?

E’ alle porte l’ultima stagione della ACC come l’abbiamo conosciuta negli ultimi anni: siamo infatti alla vigilia di un forte rimescolamento delle carte, che porterà tre atenei di prestigio nei prossimi anni (Syracuse e Pittsburgh in un primo momento, Notre Dame in un secondo) a trasferirsi; non è l’unica novità di rilievo, in quanto da quest’anno la schedule prevede che le partite valide per la regular season di conference saranno 18 invece che le abituali 16.

Novità inoltre sono previste anche tra i protagonisti di questa stagione: tra graditi ritorni e recruiting di livello la favorita sembra essere North Carolina State, destinate (pare) a rinverdire i fasti di tempi ormai lontani. In lizza anche le “classiche” padrone della conference ovvero Duke e North Carolina che cercheranno di approfittare della mancanza di abitudine dei Wolfpack di stare in vetta. Quest’anno il livello medio pare aver puntato la bussola decisamente verso l’alto, dopo anni in cui la qualità sembrava molto più rarefatta nel pamorama ACC.

D’gy Preseason POY: C.J. Leslie (F, North Carolina State)

D’gy Preseason DPOY: Michael Snear (G, Florida State)

D’gy Preseason ROY: Rodney Purvis (G, North Carolina State)

D’gy Preseason 1st team:  Lorenzo Brown (G, North Carolina State),  Michael Snaer (G, Florida State), James Michael McAdoo (F, North Carolina), C.J. Leslie (F, North Carolina State), Mason Plumlee (C, Duke)

D’gy Preseason 2nd team:  Erick Green (G, Virginia Tech),  Durand Scott (G, Miami), Travis McKie (F, Wake Forest), Nick Faust (F, Maryland), Kenny Kadji (C, Miami)

D’gy Preseason 3rd team: Seth Curry (G, Duke), Mfon Udofia (G, Georgia Tech), Ryan Kelly (F, Duke), Richard Howell (F, North Carolina State), Reggie Johnson (C, Miami)

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Jun 172012
 

Altezza: 211 cm
Peso: 114 kg
Ruolo: PF/C
Team: Duke
Classe: Senior
Data di nascita: 09/01/1988
Best case scenario: More athletic Jeff Foster
Worst case scenario: Greg Stiemsma

 

Pro:

  • atletismo
  • stazza da lungo NBA
  • buon rimbalzista

Contro:

  •  a volte macchinoso nei movimenti offensivi
  • cali di concentrazione
  • impatto limitato in partita

 

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Mar 122012
 

 

Riuscirà John Calipari a conquistare il suo primo titolo NCAA?

La favorita: Kentucky

Neanche a dirlo la Kentucky di John Calipari, che presenta forse la squadra più talentuosa e competitiva della sua gestione a Lexington, questo nonostante un gruppo dall’età media giovanissima. La sconfitta contro Vanderbilt nella finale della SEC potrebbe essere servita da lezione agli Wildcats, che dopo un primo turno agevole se la vedranno con molta probabilità contro la temibile UConn di Jim Calhoun, in un third round da far tremare i polsi.

Se i ragazzi di Calipari sapranno far tesoro dell’esperienza maturata potrebbero trovare una tra Indiana, VCU e Wichita State, con gli ultimi in pole position per un posto alle sweet 16. La parte sottostante del tabellone sembra riservare meno insidie, Duke potrebbe, superato l’ostacolo Notre Dame, arrivare alle sweet 16 con il probabile scontro contro la mina vagante UNLV, che in una partita secca può battere qualsiasi team del lotto (dimostrato nella regular season contro North Carolina).

Paradossalmente quindi per Davis e soci il cammino verso le final four potrebbe essere in salita inizialmente ed in discesa via via che ci si avvicinerà a New Orleans. Occhio alla TV sabato quindi, Kentucky-UConn potrebbe essere uno scontro degno di una finale nazionale.

 

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Mar 052012
 

La vendetta è un piatto che va servito e UNC sabato notte l’ha servito ghiacciato.

Memori della beffa subita sulla sirena da parte di Austin Rivers nella partita giocata 3 settimane fa, i Tar Heels sono riusciti a violare il Cameron Indoor dopo 3 anni dall’ultima volta, spinti anche da un pensiero di rivalsa che sembrava ovvio dopo la sconfitta a domicilio.
Roy Williams ha preparato molto bene la partita dal lato tattico, su entrambi i fronti.

In difesa ha permesso a Duke di giocarla sì sul tiro da fuori come al suo solito, ma mettendogli sempre pressione sui tiratori ed invitandola a servire palla in post basso, dove Henson ha dato il suo solito, fondamentale contributo intimidatorio.

Dall’altra parte del campo invece è stata la fisicità il vero fattore determinante, gli esterni in blue carolina hanno sempre attaccato, quando possibile, i dirimpettai Blue Devils che sono stati travolti anche da giocatori non sempre presenti realizzativamente parlando come Kendall Marshall.

Una vittoria sonante che cancella la partita precedente, ricevendo poi lo stesso trattamento qualora ci fosse una riedizione nella finale del Torneo ACC o addirittura durante la March Madness. Ma la sfida nella notte tra sabato e domenica ha avuto un’importanza significante per quanto riguarda le sorti future non delle squadre, ma dei giocatori, soprattutto coloro che faranno capolino al prossimo draft.

In questo pezzo infatti andiamo ad analizzare quanto sia stata importante questa partita in un momento così determinante nella stagione – siamo pur sempre a marzo – per i prospetti Nba e quanto la loro situazione cambia in relazione al risultato finale nella rivalità più importante a livello collegiale.

Non sono valutazioni definitive, sia chiaro, ma dettate dal risultato di una partita assai importante a livello di popolarità e interessamento mediatico.

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