Apr 102013
 

archie-goodwin-200x300Altezza: 195 cm
Peso: 90 kg
Ruolo: SG
College: Kentucky
Classe: Freshman
Data di nascita: 17/08/1994
NBA Comparison: Rodney Stuckey
Stats

 

Pro:

  • atletico
  • buona altezza per la dimensione
  • voglia di vincere
  • ottimo attaccante

Contro:

  • difesa da migliorare
  • scelte spesso rivedibili
  • tiro da fuori da aggiustare
  • attitudine sospetta

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Nov 172012
 

Flea dei Red Hot Chili Peppers con la maglia “Free Shabazz”

Dopo 8, lunghissimi, mesi di attesa, finalmente il College Basketball è ripartito e con lui anche la nostra rubrica settimanale che cercherà di evidenziare gli avvenimenti più significativi, quelli meno, e da quest’anno anche piccoli consigli sulle partite da vedere, visto che i canali (legali e non) non mancano di certo.

 

  • Non c’è miglior modo per ritornare a respirare fin da subito l’aria NCAA della Tip-Off Marathon, 24 ore di partite non stop a pochi giorni dalla partenza ufficiale dove si può trovare dalle mid-major meno importanti, vittime predestinate delle gare all’alba (orario che non augurerei al mio peggior nemico) , fino ai big games della prima serata che concludono in bellezza una giornata ricchissima.
  • Il big game più atteso era sicuramente quello tra Kentucky e Duke, concluso con la vittoria dei ragazzi di coach K con il punteggio finale di 75-68. Partita molto bella e bello spot per la stagione appena iniziata, con Kentucky che dimostra di essere una squadra completamente diversa da quella dello scorso anno, talentuosa sì, ma non con quella chimica tale da permettere fin da subito vittorie importanti e rumorose.
    Calipari a fine primo tempo, oltre ad aver accusato i Blue Devils di floppare un po’ troppo, si era detto molto contento del -2 fino a quel momento rimarcando ancora una volta come la squadra sia ancora molto acerba e con i caschetti da cantiere ancora sulla testa.
    Dall’altra parte la maggior esperienza di Curry & Co l’ha fatta da padrone, soprattutto nel finale di partita si notava che Duke sapeva muoversi meglio in un momento così delicato. Bene Seth Curry, bene con riserve invece Mason Plumlee, che potrebbe avere una breakout season tonante ma a patto che riesca a contenere al meglio la grande carica di energia, troppe volte causa dei suoi problemi di falli che anche in questo caso l’ha decisamente limitato nel finale.
Nov 092012
 

Phil Pressey e Missouri, appena arrivati ma già primi antagonisti a Kentucky

La Southern Eastern Conference in questi anni è stata una delle divisioni più talentuose di tutto il panorama collegiale, non solo per la presenza della Kentucky che ogni anno sforna giocatori per la Nba e per il professionismo, ma proprio per la presenza di squadre che lavorano molto bene durante il recruiting ed anche dopo.

Quest’anno la Conference arriva ai nastri di partenza con il petto gonfio tra la presenza dei campioni uscenti dello scorso campionato e con l’aggiunta di un ateneo già pronto a competere ai piani alti, Missouri, ed uno che riesce ad alzare ancor di più il livello medio, ovvero Texas A&M.

 

D’gy Preseason POY: Phil Pressey (G, Missouri)

D’gy Preseason DPOY: Nerlens Noel (C, Kentucky)

D’gy Preseason ROY: Nerlens Noel (C, Kentucky)

D’gy Preseason 1st team: Phil Pressey (G, Missouri), BJ Young (G, Arkansas), Kenny Boynton (G, Florida), Jernell Stokes (F, Tennessee), Nerlens Noel (C, Kentucky)

D’gy Preseason 2nd team: Archie Goodwin (G, Kentucky), Kentavious Caldwell-Pope (G, Georgia), Alex Poythress (F, Kentucky), Murphy Holloway (F, Mississippi), Patric Young (C, Florida)

D’gy Preseason 3rd team: Ryan Harrow (G, Kentucky), Travis Releford (G, Alabama), Elston Turner (G, Texas A&M), Jeronne Maymon (F, Tennessee), Alex Oriakhi (C, Missouri)

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Apr 162012
 

Rodney Purvis e Shabazz Muhammad, co-MVP della manifestazione

Il Jordan Brand Classic è da ormai 11 anni la seconda vetrina più importante del panorama USA per i migliori talenti liceali, dopo il famoso Mc Donald’s All American Game. L’evento, sponsorizzato dal marchio di abbigliamento di “His Airness” Michael Jordan, ha coinvolto anche quest’anno tutti i migliori prospetti della nazione, impegnati in un match di esibizione che ha comunque riservato alcuni spunti di riflessione.

Il risultato finale ha visto prevalere la selezione della West Coast, guidata dal prossimo giocatore di UCLA Shabazz Muhammad, per 99-95 su quella dell’Est. Top scorer dell’incontro è stata la dinamica SG Rodney Purvis, il prossimo anno a North Carolina State, autore di 22 punti e di alcune giocate davvero spettacolari. A dividersi il titolo di MVP della manifestazione sono stati proprio Purvis e Muhammad (20 punti), con il secondo che nonostante il cospicuo bottino offensivo ha brillato meno che nelle precedenti occasioni (ricordiamo l’eccezionale prestazione all’Hoop Summit).

Anche per la prossima annata Calipari si è aggiudicato la classe migliore di tutto il lotto, Nerlens Noel ha infatti annunciato questa settimana il suo approdo a Lexington, dove con il suo atletismo e la sua intimidazione proverà a prendere il posto di Anthony Davis. Alex Poythress ha mostrato nella serata di Charlotte la completezza del suo repertorio offensivo (16 punti) e il mix di stazza e atletismo che lo rende davvero micidiale per ricoprire il ruolo di ala piccola. Archie Goodwin potrebbe infine essere all’altezza di sostituire Teague in cabina di regia, dove ha tutti i mezzi fisici (ma anche carenze analoghe in termini di playmaking) per ricoprire il ruolo, alla fine per lui una buona serata da 14 punti 4 assist e 4 rimbalzi. Se Kentucky riuscirà ad assicurarsi anche la PF Anthony Bennett (7 punti e 6 rimbalzi, Florida e Arizona le altre rivali principali), avremmo nuovamente la favorita per il titolo.

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Apr 092012
 

Record di punti per Shabazz Muhammad, ma non è bastato a Team USA

Nella notte tra sabato e domenica si è svolto il Nike Hoop Summit, la kermesse cestistica che mette di fronte i migliori giocatori liceali americani ed i migliori giovani  presi da tutto il mondo.

Nella solita cornice del Rose Garden di Portland le due squadre hanno dato vita ad una gara molto entusiasmante, soprattutto nei minuti finali, dove la selezione statunitense è riuscita a recuperare i 18 punti di svantaggio toccati nel terzo quarto per giocarsela ad armi pari nell’ultima frazione di gioco. La selezione guidata dal coach canadese Roy Rana alla fine ha però prevalso con il risultato di 84-75, sfruttando la maggior esperienza degli elementi a sua disposizione, già protagonisti nei loro campionati nazionali.

Ovviamente oltre alla partita erano di grande interesse anche le prestazioni dei singoli prospetti partecipanti, coinvolti in una sfida tra diversi stili, preparazioni ed esperienze cestistiche in una appuntamento a cui gli scout Nba danno molta importanza, basti pensare al salto fatto da Enes Kanter e Bismack Biyombo nelle ultime due edizioni.

Sicuramente il giocatore più interessante visto nei 40 minuti è lo stesso che alla fine è stato premiato con il premio di Mvp, sorprendendo tutti per il rapporto talento/età. La carta d’identità di Andrew Wiggins (SF) dice 1995, facendo di lui il giocatore più giovane in campo, ma non per questo è stato intimidito dalla competizione, finendo appunto con il premio di miglior giocatore dopo una prestazione da 20 punti e 7 rimbalzi in 33 minuti di utilizzo. Wiggins è veramente un gran talento, per niente timido (come dice anche il conto dei tiri, concluso con un 7/18) il 17enne canadese ha mostrato un gran repertorio offensivo fatto  di tiro da fuori, tiro dalla media, floater in corsa, spin move dentro l’area ed una gran capacità di distanziarsi dal difensore con movimenti repentini dal palleggio o conquistarsi facili falli. Ovviamente ha anche dei contro, come la troppa ingenuità in difesa ed una tunnel vision che lo porta ad ignorare i compagni, ma certamente il talento è di primissimo livello e la corsa al suo recruit (se ne parla tra due anni) sarà molto accesa.

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