Jan 162013
 

nerlens-noelAltezza:208 cm
Peso:103 kg
Ruolo: C
College: Kentucky
Classe: Freshman
Data di nascita: 10/04/1994
Best Case Scenario: Tyson Chandler
Worst Case Scenario: Derrick Favors

 

Pro:

  • Difensore a tutto tondo. Ottimo intimidatore, fa buona guardia all’area ma sa anche affrontare i piccoli in situazioni come il pick&roll
  • Atleta esplosivo e reattivo, capace di eseguire salti con ottima elevazione continui, ma anche molto veloce a correre il campo
  • Mentalmente una spanna sopra tanti altri freshman, non guarda il box-score ma gioca per la squadra
  • Passatore dal post sottovalutato
  • Buon bersaglio in attacco per gli scarichi, ottime ricezioni e grandi doti di finisher in area
  • Nonostante sia già decisivo in alcuni aspetti del gioco ha ampi margini di miglioramento

Contro:

  • Limitato in post, ha un solo movimento affidabile e non sembra avere grandi skills su cui lavorare
  • Delle vanghe al posto delle mani, sia per grandezza che come delicatezza
  • Deve irrobustirsi muscolarmente e capire come usare al meglio il baricentro
  • Deve stare attento ai falli che arrivano dalle marcature contro i piccoli e dalla troppa aggressività che mette in campo
  • Difficile diventi un  go-to-guy

 

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Nov 092012
 

Phil Pressey e Missouri, appena arrivati ma già primi antagonisti a Kentucky

La Southern Eastern Conference in questi anni è stata una delle divisioni più talentuose di tutto il panorama collegiale, non solo per la presenza della Kentucky che ogni anno sforna giocatori per la Nba e per il professionismo, ma proprio per la presenza di squadre che lavorano molto bene durante il recruiting ed anche dopo.

Quest’anno la Conference arriva ai nastri di partenza con il petto gonfio tra la presenza dei campioni uscenti dello scorso campionato e con l’aggiunta di un ateneo già pronto a competere ai piani alti, Missouri, ed uno che riesce ad alzare ancor di più il livello medio, ovvero Texas A&M.

 

D’gy Preseason POY: Phil Pressey (G, Missouri)

D’gy Preseason DPOY: Nerlens Noel (C, Kentucky)

D’gy Preseason ROY: Nerlens Noel (C, Kentucky)

D’gy Preseason 1st team: Phil Pressey (G, Missouri), BJ Young (G, Arkansas), Kenny Boynton (G, Florida), Jernell Stokes (F, Tennessee), Nerlens Noel (C, Kentucky)

D’gy Preseason 2nd team: Archie Goodwin (G, Kentucky), Kentavious Caldwell-Pope (G, Georgia), Alex Poythress (F, Kentucky), Murphy Holloway (F, Mississippi), Patric Young (C, Florida)

D’gy Preseason 3rd team: Ryan Harrow (G, Kentucky), Travis Releford (G, Alabama), Elston Turner (G, Texas A&M), Jeronne Maymon (F, Tennessee), Alex Oriakhi (C, Missouri)

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Jun 302012
 

Perry Jones III è il candidato più credibile allo Steal Of The Draft

Il Draft 2012 si potrà ricordare come uno dei meno prevedibili mai stati, segno della grande profondità che regalava quest’anno in ogni ruolo e di un’incredibile quantità di talento mano a mano che il registro delle chiamate si completava.

Si sapeva che per ogni scelta, numero uno esclusa, ci sarebbero stati comunque 2/3 nomi da valutare, ma difficilmente ci si aspettava alcune di queste pick, le quali hanno rovinato una grandissima parte dei mock draft compilati in tutte le parti del mondo, da esperti e non.

Andiamo a vedere chi sembra aver preso i giocatori giusti e chi invece poteva far meglio, ricordando che a questo indirizzo potete vedere il quadro completo del Draft con le relative schede fatti da Draftology.


WINNERS

 

GOLDEN STATE WARRIORS: Harrison Barnes (#7), Festus Ezeli (#30), Draymond Green (#35), Ognjen Kuzmic (#52)
Probabilmente la squadra che si merita la palma del vincitore dopo la nottata e che se ne esce più rinforzata rispetto alle altre. Hanno sfruttato a pieno la discutibile scelta di Dion Waiters alla 4 prendendosi Harrison Barnes che aumenta ancora di più la pericolosità perimetrale della squadra, hanno aggiunto Ezeli per preventivare i possibili problemi fisici di Bogut e con Green hanno una point-forward in modo da permettere a Stephen Curry di giocare anche dei minuti senza palla. Scelte intelligenti e sicure.

 

BOSTON CELTICS: Jared Sullinger (#20), Fab Melo (#21), Kris Joseph (#51)
Anche loro hanno approfittato della scelte precedenti che hanno lasciato scendere Jared Sullinger fino al loro punto, dando così loro la possibilità di inserire fin da subito in frontline un giocatore che porta qualche dubbio dal punto di vista fisico, ma dal grande talento. In più con la scelta successiva sono andati sul brasiliano Melo, un centro intimidatorio che serve come il pane, ed al secondo giro con Kris Joseph aggiungono atletismo nel reparto esterni.

 

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Jun 052012
 

Uno dei ruoli più complicati in cui scegliere, considerando la continua evoluzione del gioco che tende a preferire atleti importanti o giocatori prettamente difensivi per equilibrare una sorta di inclinazione perimetrale.

In questo ruolo però si affaccia il giocatore che verrà scelto alla numero 1, anche se in futuro potrebbe evolvere come PF per aumentare la sua forza offensiva.

Andiamo a veder quali sono, assieme a lui, gli altri prospetti interessanti nel ruolo.

 

1. ANTHONY DAVIS (Kentucky)

No brainer alla 1, in qualsiasi categoria lo si voglia mettere.

Che si parli di impatto difensivo, futuribilità, prontezza, approccio sulla partita, fondamentali su cui poter lavorare ed efficacia complessiva, Davis appare sempre come uno dei migliori se non il migliore in molti casi.

Di lui si è parlato molto, ma con ragione visto che a livello nazionale ha vinto tutto quello che gli è passato sotto gli occhi compreso il titolo Ncaa, il primo di Calipari. Siamo di fronte ad un giocatore già molto maturo in campo, sempre presente e con grande convinzione di quello che fa, come dimostrano le quasi 5 stoppate ad allacciata comparata ai soli 2 falli di media, statistica agghiacciante.

Due sono i suoi difetti maggiori: fisico e gioco in post. Ma anche qui parliamo di due aspetti a cui può ovviare, soprattutto nel secondo, dove può lavorarci sopra grazier appunto i fondamentali definiti. Si rischia di partire da un Marcus Camby con solo potenzialità di miglioramento, ripetiamo: no brainer alla 1.

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May 042012
 

La NBA sta passando il periodo più caldo della stagione, i playoff, quello che alla fine dei giochi deciderà le sorti della stagione in corso, ma in secondo (forse terzo vista l’importanza della post season) piano nella giornata di ieri si è avuta la deadline definitiva per i giocatori provenienti dal college per entrare nel draft del prossimo 28 giugno.

49 i collegiali che hanno deciso di provare a fare il salto nel professionismo, senza contare anche i 17 europei listati che però hanno fino al 18 giugno per togliere il nome dalla lista definitiva.

Finora un numero accettabile se si considera i 57 avuti lo scorso anno in uno scenario impaurito dal lockout e dagli 81 (!) di due anni fa, quindi una situazione decisamente normalizzata e caratterizzata da buone scelte anche nelle decisioni di rimanere uno o più anni all’università.

Andiamo a vedere quali sono stati i giocatori che secondo noi hanno preso la via giusta e quali quella un po’ più discutibile.

(La lista completa trovarla nella nostra sezione appositamente dedicata)

 

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Apr 052012
 

Terzo ed ultimo approfondimento su come i prospetti abbiano variato il loro stock dopo le tre gare di Final Four, fondamentali perché ancor più del Torneo NCAA l’attenzione mediatica è alle stelle ed un passo falso rischia di essere fatale per le quotazioni.

Poche sorprese, visto anche l’alto livello di talento visto a New Orleans, ma qualche sorpresa in vista delle prossime stagioni.

 

CHI SALE

Michael Kidd-Gilchrist (SF – Kentucky)

Il ragazzo era già sulla bocca di tanti, ancor prima della Final Four, per la grande stagione disputata sotto Calipari , il quale ne ha fatto il leader designato di questa squadra sin dai primi allenamenti nonostante fosse uno dei più giovani della squadra (il più “piccolo” dopo Kyle Wiltjer che lo batte di pochi mesi).

Il motivo è semplice ed anche facilmente intuibile guardando le 38 partite disputate quest’anno dal prodotto del New Jersey: il ragazzo è un vincente nato, uno di quei rari giocatori che ti fanno la differenza solo con la presenza in campo e che riesce a trascinare anche il resto dei suoi compagni nel suo stato di forma. Il tutto ad appena 18 anni.

Non ha il potenziale di altri giocatori della sua età, ma è pronto da subito, è un gran lavoratore e, soprattutto, quel carattere non lo insegni.

 

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Mar 122012
 

 

Riuscirà John Calipari a conquistare il suo primo titolo NCAA?

La favorita: Kentucky

Neanche a dirlo la Kentucky di John Calipari, che presenta forse la squadra più talentuosa e competitiva della sua gestione a Lexington, questo nonostante un gruppo dall’età media giovanissima. La sconfitta contro Vanderbilt nella finale della SEC potrebbe essere servita da lezione agli Wildcats, che dopo un primo turno agevole se la vedranno con molta probabilità contro la temibile UConn di Jim Calhoun, in un third round da far tremare i polsi.

Se i ragazzi di Calipari sapranno far tesoro dell’esperienza maturata potrebbero trovare una tra Indiana, VCU e Wichita State, con gli ultimi in pole position per un posto alle sweet 16. La parte sottostante del tabellone sembra riservare meno insidie, Duke potrebbe, superato l’ostacolo Notre Dame, arrivare alle sweet 16 con il probabile scontro contro la mina vagante UNLV, che in una partita secca può battere qualsiasi team del lotto (dimostrato nella regular season contro North Carolina).

Paradossalmente quindi per Davis e soci il cammino verso le final four potrebbe essere in salita inizialmente ed in discesa via via che ci si avvicinerà a New Orleans. Occhio alla TV sabato quindi, Kentucky-UConn potrebbe essere uno scontro degno di una finale nazionale.

 

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Mar 082012
 

    Shabazz Napier, un'altra corsa nella BigEast per UConn?

  • Giusto aperitivo della March Madness che si impossesserà di noi dalla mezzanotte di domenica sera, la Championship Week può regalare le giuste emozioni per prepararci al meglio al grande evento.
    Partono infatti in queste ore tutti i Tornei di Conference più importanti: la Big East entra ora nel vivo nonostante UConn e West Virginia ci abbiano già regalato un po’ di sana aria marzolina, stessa cosa nella Big12, mentre oggi esordiscono anche Big Ten, ACC, SEC e Mountain West, che durante l’anno si è giustamente meritata il suo nome tra le migliori.
    Non si lotta solo per portare a casa il titolo ma anche per conquistarsi od aggiustare il seed in vista della March Madness, che ancora regala dei buchi che appunto verranno pienati alla Selection Sunday, dove verranno emessi il nome delle 68 fortunate.
  •  

  • Ps: la Selection Sunday verrà analizzata in diretta dal programma di Radio Play.it Delta House. Collegamento dalle 23:30, non potete mancare!
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Feb 092012
 

La gioia dei Blue Devils dopo il buzzer di Rivers

  • Gus Johnson è un commentatore americano particolarmente conosciuto per due particolarità: la grande verve e l’innata capacità di imbattersi nel suo lavoro nelle migliori partite di basket (ed anche football). E’ una sicurezza in questo campo.

    E la definizione di Instant Classic non è sua, ma l’ha usata talmente tante volte che possiamo parlare di comproprietario.

    Per Instant Classic si intende una partita che entra di diritto negli annali del gioco, e ieri possiamo dire che abbiamo assistito ad una partita del genere,.

    Il dualismo tra Duke e North Carolina parla da solo, una delle più belle rivalità dello sport americano, il continuo duello tra due atenei che distano a poco più di 10 miglia l’uno dall’altro, ma una partita di questa bellezza era tanto che non accadeva.

    Duke esce vincitrice dal Dean Smith Center dopo una vera e propria battaglia tra le due squadre e conclusasi solo al 40esimo minuto con una tripla allo scadere del debuttante più atteso, Austin Rivers, che non ha avuto certo paura di prendersi un tiro che da quelle parti vale quasi quanto un titolo. Farlo poi in casa dei Tar Heels ha un fascino tutto suo.

    I soldatini di Mike Krzyzewski son partiti subito in quarta cercando di mettere alle strette North Carolina con il tiro da fuori e con una forte difesa su Harrison Barnes, ma non riescono a limitare Tyler Zeller che quasi in solitaria costruisce il parziale per chiudere il primo tempo in vantaggio, il primo della gara, con ben 19 punti nella prima frazione di gioco.

    Da lì però poi per Zeller sarà una specie di incubo. La difesa dei Blue Devils si adegua sul lungo di Roy Williams aprendo però le maglie difensive alle scorribande di Harrison Barnes e Kendall Marshall che guidano la squadra sul +10 a 2 minuti dal termine della contesa.

    In quel momento qualcosa si accende per gli ospiti, che colpiscono da 3 prima con Tyler Thornton (innocuo offensivamente fino a quel momento) e di seguito con Seth Curry da distanza considerevole. UNC non reagisce e Ryan Kelly ricuce anche il meno 2, facendo partire il martirio di Zeller: sbaglia due liberi fondamentali, segna goffamente un clamoroso autocanestro su un airball di Kelly e nella difesa finale su Rivers gli lascia troppo spazio per il tiro che chiude i giochi.

    Dean Smith Center ovviamente ammutolito e Doc Rivers esaltato che festeggia la prodezza del figlio assieme a tutto il pubblico proveniente da Durham.

    Ve lo ridico: Instant Classic.

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Feb 082012
 

Altezza: 209 cm
Peso: 102 kg
Ruolo: PF/C
College: Kentucky
Classe: Freshman
Data di Nascita: 11/03/1993
Best Case Scenario: Kevin Garnett
Worst Case Scenario: Marcus Camby

 

Pro:

  • Lungo, atletico e dinamico, ha braccia lunghissime (7’4” di wingspan) e sa sfruttarle alla massima altezza
  • Difensore 5 stelle, capace di condizionare l’attacco avversario in più modi
  • Una presenza costante sotto canestro per intimidazione e efficacia a rimbalzo
  • Coordinato, sa mettere palla a terra e lo fa grande facilità
  • Gioca sempre ad alti livelli di intensità e aggressività agonistica
  • Upside sconfinato e non solo nel gioco interno

Contro:

  • Fisicamente troppo esile per combattere vicino a canestro in Nba
  • Pochissimi movimenti in post basso, dove non ama ricevere il pallone
  • Grezzo in molti aspetti del gioco offensivo, il jumper ha una buona meccanica ma manca di continuità
  • La scarsa fisicità rischia di esporlo a problemi di falli al piano di sopra

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