Apr 052013
 

060Altezza: 203 cm
Peso: 109 kg
Ruolo: SF/PF
College: UNLV
Classe: Freshman
Data di nascita: 14/05/1993
NBA Comparison: Rodney Rogers
Stats

 

Pro:

  • Dotato di un fisico molto sviluppato per la sua età, tonico e forte nella parte alta del corpo, con gambe potenti e rapide nello stesso tempo
  • Un moto perpetuo in campo, livello di intensità alto e grande presenza in tutte le parti del campo
  • Braccia lunghe, mani grande e forti e grandi istinti fanno di lui un ottimo rimbalzista sotto entrambi i tabelloni
  • Migliorato moltissimo in attacco, migliorando il tiro e la sicurezza in esso e usando bene le doti fisico-atletiche per battere qualsiasi tipo di difensore. Possibile matchup nightmare
  • Potenziale elevato, può progredire in tanti aspetti del gioco
  • Cattiveria agonistica impressionante, uno di quelli che attacca la gara con decisione e senza paura

Contro:

  • Ancora molto grezzo tecnicamente, quello che fa in campo è frutto di soli istinti
  • Soluzioni estemporanee in attacco, non uno molto adatto ad un gioco di squadra che prevede tanta circolazione di palla
  • E’ un tweener, ci si chiede se ha il fisico ed il gioco adatto per giocare stabilmente da 4, se dovrà tentare di diventare un 3 o essere un elemento che gioca entrambi i ruoli con limiti di minutaggio
  • Tanta energia, ma alle volte esagera e passa momenti di buio assoluto
  • Difensivamente ancora impalpabile nel lungo periodo

 

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Dec 112012
 

Brandon Paul, uno dei segreti della partenza sparata di illinois

THUMBS UP: MICHIGAN

Probabilmente neanche coach Beilein si sarebbe immaginato di aver per le mani una classe di freshman tra le più sottovalutate della nazione, con l’innamoramento verso Mitch McGary scemato sempre di più mano a manco che ci si avvicinava alla nuova stagione, con Glenn Robinson III più celebrato per essere il figlio di Big Dog che come giocatore di basket, con Nik Stauskas scambiato per un walk-on qualsiasi.

Ed invece proprio questi 3 sono il grande segreto della partenza dei Wolverines, a quota 9 vinte e 0 perse nel momento in cui scriviamo, dando grande profondità ad un roster che ne aveva un gran bisogno dopo aver perso Stu Douglass e Zack Novak.

Stauskas probabilmente è la sorpresa più limpida: 13.7 punti a partita con il 61% (sì, sessantuno) da 3. Perfetto killer da mettere accanto a Trey Burke, sempre in crescita costante per controllo e scelte di gioco, e Tim Hardaway Jr, che così gode di minori attenzioni aumentando la sua pericolosità offensiva.

Il calendario ora diventa agevole e non è difficile che arrivi alla grande sfida contro Ohio State (13 gennaio) con la casella delle sconfitte ancora immacolata.

 

THUMBS DOWN: WASHINGTON

Sì, sono andati via Tony Wroten e Terrence Ross che nell’ultimo anno sono stati quasi tutto il rendimento offensivo degli Huskies, ma in pochi avrebbero pensato che la squadra di Romar avrebbe sofferto così tanto sin dalle prime partite della stagione.

C’è poco da dire su CJ Wilcox, tornato dopo un anno ai box per infortunio, che si sta mettendo sulle spalle gran parte dell’attacco, ma Abdul Gaddy sembra ancora lontano dal confermare tutte le ottime cose che si dicevano su di lui ai tempi del recruit, e Aziz N’Diaye dietro è veramente troppo solo.

Le sconfitte contro Albany, Colorado State e Nevada parlano da sole.

 

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Apr 162012
 

Rodney Purvis e Shabazz Muhammad, co-MVP della manifestazione

Il Jordan Brand Classic è da ormai 11 anni la seconda vetrina più importante del panorama USA per i migliori talenti liceali, dopo il famoso Mc Donald’s All American Game. L’evento, sponsorizzato dal marchio di abbigliamento di “His Airness” Michael Jordan, ha coinvolto anche quest’anno tutti i migliori prospetti della nazione, impegnati in un match di esibizione che ha comunque riservato alcuni spunti di riflessione.

Il risultato finale ha visto prevalere la selezione della West Coast, guidata dal prossimo giocatore di UCLA Shabazz Muhammad, per 99-95 su quella dell’Est. Top scorer dell’incontro è stata la dinamica SG Rodney Purvis, il prossimo anno a North Carolina State, autore di 22 punti e di alcune giocate davvero spettacolari. A dividersi il titolo di MVP della manifestazione sono stati proprio Purvis e Muhammad (20 punti), con il secondo che nonostante il cospicuo bottino offensivo ha brillato meno che nelle precedenti occasioni (ricordiamo l’eccezionale prestazione all’Hoop Summit).

Anche per la prossima annata Calipari si è aggiudicato la classe migliore di tutto il lotto, Nerlens Noel ha infatti annunciato questa settimana il suo approdo a Lexington, dove con il suo atletismo e la sua intimidazione proverà a prendere il posto di Anthony Davis. Alex Poythress ha mostrato nella serata di Charlotte la completezza del suo repertorio offensivo (16 punti) e il mix di stazza e atletismo che lo rende davvero micidiale per ricoprire il ruolo di ala piccola. Archie Goodwin potrebbe infine essere all’altezza di sostituire Teague in cabina di regia, dove ha tutti i mezzi fisici (ma anche carenze analoghe in termini di playmaking) per ricoprire il ruolo, alla fine per lui una buona serata da 14 punti 4 assist e 4 rimbalzi. Se Kentucky riuscirà ad assicurarsi anche la PF Anthony Bennett (7 punti e 6 rimbalzi, Florida e Arizona le altre rivali principali), avremmo nuovamente la favorita per il titolo.

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Apr 092012
 

Record di punti per Shabazz Muhammad, ma non è bastato a Team USA

Nella notte tra sabato e domenica si è svolto il Nike Hoop Summit, la kermesse cestistica che mette di fronte i migliori giocatori liceali americani ed i migliori giovani  presi da tutto il mondo.

Nella solita cornice del Rose Garden di Portland le due squadre hanno dato vita ad una gara molto entusiasmante, soprattutto nei minuti finali, dove la selezione statunitense è riuscita a recuperare i 18 punti di svantaggio toccati nel terzo quarto per giocarsela ad armi pari nell’ultima frazione di gioco. La selezione guidata dal coach canadese Roy Rana alla fine ha però prevalso con il risultato di 84-75, sfruttando la maggior esperienza degli elementi a sua disposizione, già protagonisti nei loro campionati nazionali.

Ovviamente oltre alla partita erano di grande interesse anche le prestazioni dei singoli prospetti partecipanti, coinvolti in una sfida tra diversi stili, preparazioni ed esperienze cestistiche in una appuntamento a cui gli scout Nba danno molta importanza, basti pensare al salto fatto da Enes Kanter e Bismack Biyombo nelle ultime due edizioni.

Sicuramente il giocatore più interessante visto nei 40 minuti è lo stesso che alla fine è stato premiato con il premio di Mvp, sorprendendo tutti per il rapporto talento/età. La carta d’identità di Andrew Wiggins (SF) dice 1995, facendo di lui il giocatore più giovane in campo, ma non per questo è stato intimidito dalla competizione, finendo appunto con il premio di miglior giocatore dopo una prestazione da 20 punti e 7 rimbalzi in 33 minuti di utilizzo. Wiggins è veramente un gran talento, per niente timido (come dice anche il conto dei tiri, concluso con un 7/18) il 17enne canadese ha mostrato un gran repertorio offensivo fatto  di tiro da fuori, tiro dalla media, floater in corsa, spin move dentro l’area ed una gran capacità di distanziarsi dal difensore con movimenti repentini dal palleggio o conquistarsi facili falli. Ovviamente ha anche dei contro, come la troppa ingenuità in difesa ed una tunnel vision che lo porta ad ignorare i compagni, ma certamente il talento è di primissimo livello e la corsa al suo recruit (se ne parla tra due anni) sarà molto accesa.

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