Michele Talamazzi

Nato a Cremona nel giugno dell’82, giusto in tempo per vincere i Mondiali di Spagna, nonostante questa premessa scopre in un solo anno di scuola calcio di essere negato con la palla fra i piedi. Non che con l’arancia in mano lasci il segno, piuttosto avviene il contrario: dall’età di 8 anni, quindi, pratica e segue pallacanestro di ogni livello o quasi. Nel ’92 scocca la scintilla per la Benetton Treviso, nel ’94 quella per i Golden State Warriors, l’anno seguente tocca finalmente al mondo NCAA. Per quale squadra? UCLA, ovviamente, e con essa scatta anche la venerazione a vita per Mr. Toby Bailey, in onore del quale quando gioca veste il 12. Ancora a caccia della Laurea in Scienze della Comunicazione, dal 2001 collabora per il quotidiano La Provincia di Cremona, dal 2006 è giornalista pubblicista e inizia a seguire le sorti della Vanoli (dal 2009 anche per Gazzetta.it): il ritorno di una squadra di Cremona tra i ‘pro’ non fa altro che rafforzare la sua curiosità verso il mondo universitario americano, ritenendo la conoscenza dei collegiali che sbarcheranno in Europa tanto affascinante quanto quelli più fortunati che giocheranno in ‘The League’.

Jul 192012
 

 

Alen Omic

Prepelic ma non solo: il girone D di Domzale, nella prima fase degli Europei Under 20, hanno messo in mostra diversi talenti. Restando ai padroni di casa, il più interessante dopo la guardia di Maribor si è rivelato Alen Omic, settepiedi con skills interessantissime: il baricentro basso gli permette infatti una miglior agilità nei movimenti rispetto ai pariruolo, le mani enormi e morbide lo hanno reso pressoché immarcabile per Italia, Svezia e Lituania. Ha sfiorato i 20 di media tirando oltre il 62%, usando un buon semigancio e sfruttando soprattutto quanto creato dagli esterni sloveni: servito in movimento sul pick and roll è stato illegale. Che rimanga a Lasko dopo questi Europei è un’utopia.

Con lui, interessante tutta la batteria di lunghi, dal 4 tiratore del Geoplin Slovan Marko Pajic, che ha risolto il match con la Svezia e che ha fatto vedere di saper andare molto bene a rimbalzo d’attacco, ai più gregari Dimec (da Lasko) e Morina, scuola Olimpja Ljubjana.

Menzione anche per il piccolo play Luka Rupnik, che ha avuto la sua miglior partita contro l’Italia (13 e 5 assist), ma che in generale è piaciuto per come ha saputo tenere le redini di una squadra con tanta qualità: il regista del Geoplin è velocissimo ed ha ottimi istinti, specie da passatore, la taglia è il punto di domanda più grosso.

 

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Jul 182012
 

Klemen Prepelic è stato il grande protagonista della prima tre giorni di Europeo Under 20, o almeno di quella dei gruppi C e D di stanza a Domzale.

Che poi il piccolo paesino a nord di Ljubjana da 13mila cittadini (il primo dei quali, Toni Dragar, così califfo da offrirci da bere) e con l’unico ristorante pressoché chiuso alle dieci di sera, da un paio d’anni sarebbe anche la casa del talento di Maribor. Con l’Helios Prepelic ha assaggiato la Telemach League, il campionato sloveno, l’Eurochallenge e l’Adriatic League: a dargli definitivamente le chiavi della squadra è stato il santone della scuola slovena, Zmago Sagadin, tornato in panchina dopo un lungo anno sabbatico con il doppio incarico di allenare anche questa promettente Under 20.

Sagadin è anche il motivo per cui Prepelic, dopo aver bypassato l’idea forse un po’ avventata di dichiararsi al draft NBA, potrebbe anche rimandare lo sbarco oltreconfine nonostante gli estimatori non manchino: i rumors li mettono infatti ancora in coppia, una quindicina di chilometri più in là, pronti a rilanciare le sorti dell’Olimpja Ljubjana.

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Jun 082012
 

“Se guardo indietro al mio percorso verso la NBA, non posso che essere grato all’opportunità di mettermi in mostra che mi diede l’Eurocamp”. I playoff NBA di Serge Ibaka sono il miglior spot possibile, in questo momento, per l’Adidas Eurocamp, la grande rassegna europea pre-draft che da domenica a martedì compirà i suoi primi dieci anni di vita riunendo alla Ghirada i migliori prospetti del vecchio Continente, diretta quest’anno dall’ex Fortitudo Arturas Karnisovas, scout per gli Houston Rockets, e da Bill Bayno, assistente dei Minnesota Timbewolves.

Una vetrina sempre più sul futuro, se è vero che dei 56 giocatori chiamati al Draft dopo esser passati da Treviso solo 8 sono andati in lotteria, ma che sono ben 75 gli ex ‘eurocamper’ ad aver giocato in NBA, 20 nella stagione che sta per finire. L’Eurocamp è diventato una tappa obbligata per gli europei con ambizioni a stelle e strisce, e pur se le top pick spesso non hanno bisogno di mettersi in mostra, lo scorso anno Valanciunas, Vesely e Biyombo rappresentarono un picco di tre scelte in lotteria che non si verificava da cinque anni, quando il draft di Andrea Bargnani (dove però uno dei tre international era il senegalese Mouhamed Sene e l’altro, Sefolosha, venne scelto senza partecipare all’Eurocamp) chiuse un po’ l’Europa-mania esplosa a cavallo del nuovo millennio. Quest’anno il prospetto da osservare con maggior attenzione sarà il francese Evan Fournier, destinato a riportare i transalpini sul gradino più alto del podio due anni dopo Seraphin. L’esterno di Poitiers, completo offensivamente con i maggiori punti di domanda legati ad atletismo e velocità di base, è indiziato di una scelta tra la 20 e la 30, e dovrebbe essere l’unico europeo scelto al primo giro.

Con lui, all’Eurocamp ci sarà Tomas Satoransky, play atipico di Siviglia, forse l’unico altro europeo certo di una scelta: gli amatori lo mettono anche a fine primo giro, più verosimilmente verrà scelto al secondo. Dove tra gli europei che aspirano ad una scelta, all’Eurocamp, se ne vedranno un paio: il primo è lo spagnolo Josep Franch, play/guardia dai grandi istinti protagonista la scorsa estate nella Spagna Under 20 campione d’Europa e poi reduce da una buona stagione a Murcia: il suo è un ritorno all’Eurocamp dopo l’esperienza dell’anno scorso. L’altro è l’ala georgiana Tornike Shengelia, cui l’esperienza belga allo Spirou, con annessa visibilità in Eurolega, potrebbe fungere da ri-trampolino di lancio dopo un periodo in cui il suo nome sembrava dimenticato.

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Jun 012012
 

Il nostro percorso verso il Draft si sposta per un momento dai giocatori alle squadre Nba ed ai loro bisogni per la prossima stagione.

In questo pezzo valuteremo quali sono i pezzi mancanti di ogni franchigia e le possibili soluzioni da trovare nella profondità di questo Draft, che ad ogni posizione permette una bella gamma di scelta in tutti i ruoli e in varie caratteristiche.

Partiamo con la Eastern Conference.

 

Svanito Davis, i Bobcats si butteranno su un altro Wildcat come Michael Kidd-Gilchrist?

CHARLOTTE BOBCATS

Numero di scelta: 2, 31

Situazione roster: con BJ Mullens in rampa di lancio, Tyrus Thomas e Biyombo recente prima scelta, il reparto lunghi sembra discretamente coperto (Diop ha una player option). Davis l’avrebbero scelto a priori, magari provando a sacrificare Thomas, ma ora? Un need potrebbe essere in ala piccola, perché Maggette andrà in scadenza e può ancora essere appetibile per una trade.

Possibilità: i grandi trombati dalla Lottery, dopo aver probabilmente buttato in uno scantinato la maglia già pronta col nome di Anthony Davis, ora hanno un ampio ventaglio di scelta: Thomas Robinson è la scelta più sicura, Drummond sembra (troppo) rischiosa. Ma potrebbero anche scambiare Maggette, aggiungendo esperienza sotto, e andare con uno swingman tra Kidd-Gilchrist e Harrison Barnes. Un lungo di rotazione potrebbero pescarlo anche alla 31: tra i borderline a cavallo tra i due giri dovrebbero esserci Andrew Nicholson, Fab Melo e/o Festus Ezeli.

 

 

WASHINGTON WIZARDS

Numero di scelta: 3, 32, 46

Situazione roster: situazione salariale poco fluida nella capitale. Il nucleo è giovane, sotto contratto e con potenziali upside in ogni ruolo tranne in Nené. Ecco quindi che il need più grande potrebbe essere, tra gli esterni, un tiratore puro.

Possibilità: se si parla di tiratori puri, nessuno vale Bradley Beal in questo draft. L’ex Gator può essere una scelta azzardata perché nella top 3 ci sono altri talenti, ma forse è tra le più sicure. Però i rumors vogliono sul piede di partenza Blatche e Lewis, che potrebbero far spazio ad un Thomas Robinson. Al secondo giro si può aggiungere qualità alla panchina: se disponibili, alla 32 difficilmente si può passare su Draymond Green, John Jenkins e/o Doron Lamb.

 

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Oct 202011
 

Inizia con oggi la nuova sezione dei profili studiati dalla redazione di Draftology.
Un modo per rendere più comprensibile le qualità dei giocatori ampliando la descrizione con focus su quelle caratteristiche principali che normalmente vengono valutate per capire le potenzialità di questi prospetti.
I profili potranno essere aggiornati durante la stagione, mentre quelli già presenti verranno adeguati progressivamente.
Buona lettura!

Altezza: 194 cm
Peso: 93 kg
Ruolo: SG
Squadra: Florida
Classe: Freshman
Data Nascita: 28/06/1993
Best Case Scenario: Ray Allen
Worst Case Scenario: Eric Gordon/James Harden

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Sep 132011
 

Iniziamo il viaggio delle preview stagionali dalla conference dei campioni uscenti di UConn: nella Big East che perde i cinque migliori realizzatori (Marshon Brooks, Kemba Walker, Ben Hansbrough, Dwight Hardy e Austin Freeman) le novità più interessanti sono rappresentate dai lunghi: Andre Drummond, Rakeem Christmas e Khem Birch sono tre big men diversi per caratteristiche ma con un comune futuro roseo. Ma se si parla di recruiting, non si può tralasciare St. John’s, vincitrice per quantità con 6 freshman nei primi 100 prospetti della nazione.

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Jul 122011
 

Seconda parte del viaggo tra i miglior freshmen della prossima stagione NCAA, presentati dal capo allenatore delle selezioni Under 17 e Under 16 di USA Basketball. Dopo aver analizzato le caratteristiche di dodici fra i migliori esterni puri della recruiting class 2011, l’head coach della Mid-Prairie High School fa una panoramica sui nove “lunghi” più promettenti in uscita dal liceo. In questa lista abbiamo inserito anche i prospetti che ancora sono tweener tra i due ruoli di ala. Continue reading »

Jul 072011
 

Don Showalter è il capo allenatore della Mid-Prairie High School (Iowa), ma soprattutto della Nazionale USA Under 17 e Under 16. Una decina di giorni fa ha guidato quest’ultima alla medaglia d’oro ai FIBA Americas di categoria. Tutti i migliori talenti degli States, prima o poi, passano per le sue mani. In Italia per il Clinic Internazionale Giovanni Papini e per il Jam Camp, lo abbiamo incontrato a Pesaro per chiedergli un parere sui migliori prospetti della recruiting class 2011. In questa prima parte, gli esterni puri. Continue reading »

Jun 212011
 

Ci siamo. Mancano ormai poche ore al Draft 2011 e questo è l’ultimo update. Negli ultimi tre giorni s’è sentito ogni tipo di rumors, sono fioccate le smentite ed è arrivato qualche rifiuto ufficiale. Con la consapevolezza che il Draft è la ‘scienza inesatta’ per eccellenza, vi presentiamo l’ultima analisi pre-draft delle 14 chiamate di lotteria, aspettando fiduciosi i fuochi d’artificio di questa sera. Magari con qualche trade vera e propria, magari con qualche chiamata ad effetto. Il lockout ancora per qualche giorno può aspettare: la magia delle scelte, l’analizzare il contesto in cui gli idoli collegiali verranno catapultati in NBA, è impagabile. Buon Draft a tutti.

 

1. Cleveland Cavaliers

Quando scegli alla 1, il need conta davvero poco. Sei chiamato a prendere il miglior giocatore possibile, ora e in prospettiva. I Cavs sembrano aver deciso che a corrispondere a questo identikit sia Kyrie Irving: sin dai giorni seguenti la lottery il play da Duke è stata la consensus first pick. Ha vacillato un po’ perché col passare delle settimane Derrick Williams ha in parte stuzzicato le fantasie del proprietario Dan Gilbert, tant’è che Cleveland prima ha provato invano a scambiare la 4 con la 2 per scegliere entrambi, poi ha sondato il terreno per capire se avrebbe potuto trovare Irving ancora libero alla 4. Perché scegliere Williams con la 1 e Knight, secondo play del lotto, alla 4, è un’opzione che non li convince del tutto: i Cavaliers vogliono ripartire da Irving, che rimane la scelta più sicura e uno dei pochi papabili uomini franchigia di questo Draft, con un futuro da All-Star nonostante poco upside e un atletismo nella media. E chissà che l’ala protettiva di Baron Davis non sia l’ideale per togliergli un po’ di pressione.

Scelta più probabile: Kyrie Irving
Opzioni: Derrick Williams Continue reading »

May 292011
 

Dalla Draft Combine in poi, Derrick Williams è il giocatore che più ha fatto e sta facendo parlare di sé. Vuoi perché vale il pick numero 2 ma non è sicuro, per altri motivi (Minnesota), di essere scelto a quella chiamata, vuoi perché lui stesso ha scelto di mettere del sale sul suo draft.

“Non sono una power forward, voglio chiarirlo. Sono un’ala piccola che può giocare anche da quattro” e “Se Cleveland mi sceglierà, sceglierà il miglior giocatore del draft, il più pronto a giocare in NBA” sono solo un paio di stralci delle sue interviste, dove si è detto anche pronto (pur incalzato dalle domande a riguardo, va chiarito) a sostituire nell’immaginario collettivo dei tifosi dei Cavaliers tale LeBron James e concentrato sul voler vincere il Rookie of the Year il prossimo maggio. Continue reading »