Jan 052013
 
La grinta di Mason Plumlee, candidato principale al premio di POY nella Conference

La grinta di Mason Plumlee, candidato principale al premio di POY nella Conference

Inizia nel corso del weekend la schedule ACC, per l’ultima volta nella composizione a cui eravamo abituati a dal 2005, ma per la prima volta con un calendario che abbandona le canoniche 16 partite per prevederne 18: è arrivato così il momento di fare un primo bilancio, un’analisi di questa prima parte di stagione, per capire cosa ci possiamo aspettare.

 

LE FAVORITE

Rispetto a quanto ci eravamo detti ad inizio stagione le gerarchie sono un po’ cambiate: Duke sembra aver preso saldamente il comando, giocando uno tra i calendari più duri della nazione e compilando nonostante tutto un record che oggi dice 13-0. Merito di un gruppo esperto capitanato da un Mason Plumlee in lizza per vincere il premio di giocatore dell’anno, da un Quinn Cook capace di prendere possesso della posizione di point guard titolare ed essere leader vero. Il tutto con vittorie (convincenti) contro Louisville, Kentucky, Ohio State, VCU e Minnesota.

I favoriti di inizio stagione, NC State, hanno avuto qualche problema, rimediano 2 sconfitte (anche se contro squadre di tutto rispetto come Michigan e Oklahoma State, anche se contro quest’ultima i Wolfpack hanno fatto una figura magra) e non avendo ancora trovato risposta certa a molte domande. La prima e più importante di queste è quella su chi sia davvero leader in una squadra piena di talento ma che sia C.J. Leslie che Lorenzo Brown stentano a prendere per mano. Buonissime le prove offerte da T.J. Warren che ha messo in ombra il ben più pubblicizzato Rodney Purvis.

 

LE SORPRESE

Maryland è certamente la capofila di questa categoria: nessuno si sarebbe aspettato i Terps iniziare la stagione con un perentorio 12-1 e venendo da una striscia (tutt’ora aperta) di 12 vittorie. Il merito sta nello sviluppo di Alex Len (13 punti e 8 rimbalzi a partita per il sophmore) e nell’impatto di Dez Wells, transfer da Xavier che è potuto scendere in campo senza attendere il classico anno previsto dai regolamenti. Da segnalare, invero, che il record dei Terps è “drogato” da una serie di vittorie contro avversari non proprio di prima fascia (la miglior vittoria ad oggi è contro Stony Brook…), così le partite di conference ci diranno esattamente quali possono essere gli obiettivi di questa squadra.

Squadra sorpresa anche Virginia che è riuscita a vincere contro Tennessee ad inizio dicembre ed allo stesso tempo perdere malamente contro Old Dominion e Delaware. Capitanati da Joe Harris ed in attesa del miglior Jontel Evans (al momento bloccato da un infortunio al piede) i Cavaliers possono essere la vera sorpresa di questa stagione ed essere autori di qualche sgambetto eccellente.

 

IN CERCA D’IDENTITA’

Di questa categoria fanno parte, per motivi diversi, North Carolina e Miami.

I Tar Heels stanno vivendo una stagione da montagne russe: buone prestazioni seguite de debacle inaspettate: sono buoni esempi di questo andamento la sconfitta (davvero brutta) contro un Texas (anche quest’anno una tra le più grandi delusioni di tutto il panorama, ma è un altro discorso – n.d.r.) e la vittoria assai convincente contro una legittima top 15 come UNLV (senza Bullock per giunta). Se North Carolina riesce a mettere in campo sempre quel tipo di prestazione in difesa le premesse per far bene ci sono. Bene in questo frangente P.J. Hairston, efficace sia quando è partito in quintetto sia quando è uscito dalla panchina, rimandato James Michael McAdoo non propriamente a suo agio nel ruolo di leader e più incisivo se messo in condizione di agire senza dover crearsi un tiro partendo dal palleggio, cosa non sempre avvenuta.

Miami invece ha fin quì rispettato le attese con buone vittorie (Michigan State e UMass su tutte), guidate da un giocatore di esperienza come Durand Scott: la tegola che si è abbattuta sugli Hurricanes è il nuovo infortunio a Reggie Johnson che gli farà perdere 6-8 settimane. L’importanza del suo apporto è sintetizzata dal record di Miami da quando è fuori, 2-2, tra cui la sconfitta rovinosa contro Arizona. Tempi duri per Larranaga alla ricerca di un pass per il torneo.

 

GIOCATORE DELL’ANNO

Il miglior giocatore della miglior squadra credo sia un candidato naturale: Mason Plumlee sta giocando una stagione a livello altissimo: quasi 19 punti, 11 rimbalzi, 60% dal campo, quasi il 70% (!!!) ai liberi ed in più una presenza e leadership costante specie quando le situazioni lo hanno richiesto. Alzi la mano chi si aspettava…io ci speravo, ma aspettarmi una stagione a questo livello no!

Altro serio candidato è quel Erick Green, che sta predicando (in quel che poco che resta) a Virginia Tech. Secondo in tutta la nazione per punti a partita (24 abbondanti) è il fato di questi Hokis all’anno zero. I risultati di squadra non depongono in suo favore (perse tra l’altro 4 delle ultime 6), ma le prestazioni individuali (sempre sopra i 20 punti tranne nell’ultima uscita contro BYU) restano di livello.

 

FRESHMAN DELL’ANNO

Lotta a due anche qui: da un lato abbiamo Rasheed Sulaimon di Duke che si è preso da subito un posto in quintetto e non lo ha più lasciato. Da una buonissima intensità in difesa ed in attacco la sua capacità di trovare il canestro lo hanno reso subito protagonista. Nelle ultime partite è un po’ calato…qualcuno ha detto freshman wall?

Il secondo serio candidato è T.J. Warren di cui abbiamo già parlato bene sopra: secondo realizzato dei suoi (venendo dalla panchina!!) con 13 abbondanti a sera, tirando con un irreale 69% dal campo..quando i numeri non mentono! Deve certamente migliorare in altre aree, prima tra tutte le percentuali dalla lunetta, ma per uno che non era nemmeno il freshman più atteso della sua squadra non va male.

 

PREVISIONE

  1. Duke 16-2
  2. North Carolina 14-4
  3. North Carolina State 13-5
  4. Maryland 11-7
  5. Miami 10-8
  6. Virginia 10-8
  7. Florida State 9-9
  8. Georgia Tech 7-11
  9. Virginia Tech 6-12
  10. Clemson 5-13
  11. Boston College 4-14
  12. Wake Forest 3-15

 

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