Sep 242012
 

Josiah Tuner, da Arizona all’Ungheria. Prematuramente.

La stagione cestistica europea è alle porte dopo un estate in cui si sono visti trasferimenti ma anche arrivare molte facce nuove dall’altra parte dell’Oceano e precisamente dal mondo universitario, alle prese con la loro prima avventura professionistica.

In questo pezzo vogliamo vedere, nazione per nazione, quali sono i prospetti migliori tra i 224 rookies che hanno compiuto questo percorso, mentre nel corso della stagione cercheremo di dare periodicamente un aggiornamento con possibili new-entry, ma anche uscite.

 

ITALIA

Julian Mavunga e Ramone Moore (Biella): Artipaldi continua ad avere buon occhio per gli esordienti e quest’anno ha portato in Piemonte Mavunga, uno stretch-4 con le caratteristiche necessarie per essere un incubo da accoppiare difensivamente, e Moore, realizzatore versatile ed esplosivo che però necessita di troppi palloni per essere effettivo.

Jordan Taylor e Olek Czyz (Roma): nella capitale l’obiettivo sembra quello di riattirare le persone al palazzetto, ed i due rookie sembrano adatti alla situazione. Taylor deve però dimostrare di essere quel gran leader che era a Wisconsin, anche se avrà le spalle ben coperte.

Reggie Hamilton (Pesaro): uno scorer tutto pepe che rischia di essere un bianco/nero senza possibilità di sfumature. Personalità (forse troppa) e tiro da fuori per una piazza storica in cerca di rivalsa.

Erving Walker (Veroli): scendiamo di categoria dove però troviamo tanto giocatori interessanti che però potrebbero trovare nella serie inferiore un trampolino di lancio più che interessante. Walker è il principale di questi, ha giocato al college sempre ad alto livello e nonostante la stazza contenuta, il talento è tanto e gli attributi non mancano di certo.

Casper Ware (Casale Monferrato): altro nano malefico ma con grandi doti realizzative, soprattutto se ha la libertà per creare e per prendersi le sue iniziative. Basso ma fastidioso in difesa.

Alex Young (Capo d’Orlando): possibile crack per la categoria, dotato di un gran tiro e di un fisico che per il ruolo rischia di fare realmente la differenza, a patto che impari a concludere a canestro anche dopo i contatti.

Charlie Westbrook (Verona): potenzialmente il giocatore più emozionante della LegaDue assieme a JR Giddens di Brescia, ha feeling con il canestro ed in transizione è difficile da fermare, le uniche cose che destano dubbi sono gli infortuni ed un adattamento ad un gioco che non prevede solo lui in attacco.

Jesse Sanders e Eric Griffin (Jesi): nelle Marche si affidano ancora ad una coppia di rookie dopo McConnel-Brooks. Stesse caratteristiche dei predecessori, ma Sanders arriva da una piccola Conference e potrebbe pagare la differenza fisica.

 

SPAGNA

Robbie Hummell e Will Buford (Obraidoro): a livello di talento forse questa è la miglior coppia di rookie di tutta Europa ma purtroppo con qualche problema non sottovalutabile. Hummell, ala dall’elevato QI cestistico e dalla mano mortifera, sembra maledetto dagli infortuni che lo colpiscono con continuità (inizia la stagione con uno stop di 2 mesi), mentre Buford è una guardia-ala che potrebbe essere materiale da Nba, ma la sua applicazione e voglia ha sempre destato troppi dubbi.

Matt Gatens e Joe Ragland (Murcia): interessante la scelta di Murcia di puntare su due giocatori molto differenti per il backcourt. Soldatino dalla mano infallibile la guardia Gatens (ricorda molto Ryan Hoover), più impulsivo il play Ragland, che a Wichita State era la variabile impazzita di un sistema incredibilmente cerebrale.

Kyle Kuric (Estudiantes): esplosivo, buon tiratore dagli angoli e difensore sempre sottovalutato, Kuric arriva da Louisville per portare energia e duro lavoro (chiedere a Pitino per referenze) nel ruolo di guardia/ala in una squadra che cerca riscatto dopo la brutta stagione appena passata.

Olu Ashalou (Caceres): ala-centro possente e dinamico, leggermente più “vecchio” rispetto agli altri elencati (24 anni), ma con un gioco che ben potrebbe adattarsi tra i Pro. Carattere non semplice, attenzione.

Charles Abouo e Jamar Samuels (Huesca): coppia da tenere d’occhio in seconda divisione spagnola, Abouo è un cecchino di posizione che in difesa però si fa sentire e Samuels è un lungo molto attivo sotto i tabelloni ed ha margini di miglioramento importanti.

Nick Barbour (Ourense): classico giocatore da sottobosco Ncaa, High Point in questo caso. E’ abituato ad avere tutto l’attacco sulle spalle e quindi alcune scelte saranno discutibili, ma se si ambienta è una guardia realizzatrice con i fiocchi per la LEB Gold.

 

FRANCIA

Tim Abromaitis e Chace Stanback (ASVEL): due tiratori frontali tremendi per i due ruoli di ala. L’ala forte da Notre Dame viene da un brutto infortunio, ma sopperisce allo scarso atletismo con una grande facilità di gioco. Stanback parte in salita, trattato in malo modo dal presidente Tony Parker, sta a lui rispondere sul campo.

Marcus Denmon (Chalon): a proposito di Spurs, lui è stato scelto da loro al draft e arriva in terra transalpina per farsi le ossa. Leader offensivo perfetto per un gioco ad alti ritmi, spreca pochi palloni in attacco, soprattutto al tiro. Possibile protagonista.

Terrance Henry (Nantes): tweener che sembra molto adatto per il gioco europeo e soprattutto quello francese, può essere un mismatch continuo grazie ad atletismo e gioco frontale. In ProB, da seguire con attenzione.

 

TURCHIA

Xavier Gibson, Greg Mangano e Jordan Theodore (Antalya): il rischio di mettere assieme 3 giocatori alla prima esperienza professionistica è rischiosa, soprattutto se 3 di questi sono parte fondamentale del frontcourt. Bella integrazione di stili, con Mangano che il centrone tecnico che ben si adatta con l’elettrizzante Gibson, intimidatore importante e valido rimbalzista. Theodore nella sua ultima stagione a Seton Hall ha mostrato molta maturità in regia senza strafare.

Michael Glover (Hacettepe): animale d’area affamato di palloni a rimbalzo ed in attacco, dotato di un autonomia che pare illimitata per l’intensità che mette in campo. Undersized per il ruolo, ma un vero mastino.

 

ISRAELE

Rakim Sanders e Mitchell Watt (Galil Gilboa): il primo sembra essere fatto a pennello per l’Europa, 3/4 dal fisico scolpito che si fa sentire a rimbalzo con buona propensione anche nel gioco perimetrale, non a caso è in prestito dal Maccabi. Watt è un centro molto mobile ed affidabile in difesa, forse un po’ troppo soft a rimbalzo ma ha lunghe leve e fiducia nella sua mano sinistra.

Eli Holman (Hapoel Eliat): un grosso punto interrogativo, fisico e gioco interessanti per le dimensioni che si porta dietro (210 cm per 115 kg) ma presenza mentale e prestazioni a dir poco ondivaghe.

Zack Rosen (Hapoel Holon): giocatore di culto della Ivy League, conference conosciuta più per i meriti accademici che per quelli sportivi. Playmaker razzente dalle grandi intuizioni offensive, ma troppo leggero. Se regge fisicamente avrà molti sostenitori.

Kenny Gabriel (Maccabi Ashdod): i tifosi dell’Ashdod rischiano di divertirsi seriamente con questo natural dunker con spiccate doti intimidatorie. Se poi riesce a mantenere una continuità di rendimento accettabile ancora meglio. Affiancato da un altro rookie, Chris Allen da Iowa State.

 

GRECIA

Ashton Gibbs (Panionios): combo guard con spiccate doti realizzative, ha pagato molto l’ultima brutta stagione di Pittsburgh, altrimenti avrebbe un altro credito. Volume scorer che non disdegna il coinvolgimento dei compagni, può avere davanti una carriera europea scintillante.

J’Covan Brown (Rethymno): attributi notevoli e leadership offensiva in una guardia con istinti fantastici ma anche con grandi problemi nel mantenere il peso-forma. A livello realizzativo uno dei migliori ad aver attraversato l’Oceano.

James Nunnally (Kavala): braccio destro a UCSB dell’Orlando Johnson scelto da Indiana, Nunnally mette a disposizione della squadra punti ma anche un buon numero di rimbalzi e difesa. Glue-guy intrigante.

 

NEL RESTO D’EUROPA

Drew Gordon e Jorge Gutierrez (Partizan – Serbia): talento e grinta a disposizione di uno degli allenatori più capaci nel crescere giovani talenti, Dule Vujosevic. Gordon era uno dei migliori rimbalzisti della scorsa stagione, Gutierrez uno dei migliori difensori e leader, ed entrambi hanno buone armi anche in attacco. Materiale d’oro per il coach montenegrino.

Bradford Burgess (Leuven Bears): guardia-ala completa sotto tutti gli aspetti di gioco, sia offensivo che difensivo. Può creare dal palleggio ma anche muoversi senza palla, bravo sull’uomo ed in aiuto. Il giocatore che tanti allenatori vorrebbero.

Justin Hamilton (Cibona – Croazia): sfrutta a pieno il passaporto croato questo centro con mano delicatissima anche da 3 punti e con buoni movimenti spalle a canestro. Scelto da Miami nel draft di quest’anno, sembra troppo lento per la Nba quindi potrebbe costruirsi una buona carriera nel vecchio continente.

Malcolm Grant (Apoel Nicosia – Cipro): penetratore folle che sembra sprecato per un campionato mediocre come quello cipriota. Velocissimo e con grande controllo del corpo in corsa, troppe volte tende ad andare fuori giri se gli viene affidato troppo il pallone.

Kyle Weems (Bonn – Germania): in Germania danno molta fiducia ai rookie, anche provenienti da college di Div.II o NAIA, Weems è l’unico elemento di rilievo tra i tanti nomi. Combattente nato, versatile e sempre presente troppo i tabelloni, potrebbe essere il classico complemento perfetto per molte squadre nel ruolo di 4 e di 3.

Josiah Turner (Albacomp – Ungheria): il più talentuoso dl lotto, ma scappato dalla Ncaa dopo aver fallito ad Arizona e scappato in anticipo dalle grinfie di Larry Brown a SMU. Caso simil-Jennings, tanto che i due giocatori si assomigliano molto come stile, ma che come l’ex-romano non avrà vita facile con l’ambientamento in un altro mondo.

Yancy Gates (Pieno Zvaigzdes – Lituania): ala-centro dal corpo imponente nei suoi 205 centimetri per 131 chili che però ha sempre avuto fatica a sfruttare. Se accende la luce è ai limiti dell’immarcabilità nel ruolo, ma non lo fa spesso e troppe volte si lascia trascinare dagli eventi.

Drew Viney (Asseco Prokom – Polonia): siamo nella tipologia “4 mobile con ottimo tiro da 3” ma viene da un college piccolo e potrebbe patire giocatori più svelti e furbi. Il potenziale per migliorarlo c’è eccome.

 

Per la lista completa di tutti i rookies arrivati in Europa basta seguire il seguente link

  2 Responses to “Rookies alla conquista dell’Europa”

  1. [...] Mavunga, uno stretch-4 con le caratteristiche necessarie per essere un incubo da accoppiare … permalink Condividi la [...]

  2. complimenti per la conoscenza dei giocatori e di come lo descrivi efficacemente in poche righe. sono tanti anni che seguo NCAA e hig school oltre a ovviamente tutto il resto del basket, ho appena aperto un blog in inglese perchè,se ci levi l’insider di ESPN che però costa abbastanza, non riesco a trovare niente di interessante ed allora ho deciso di provarci io,anche se non ho tanto tempo e risorse da poterci dedicare(soprattutto le risorse)….sapresti dirmi qualche sito che magari non conosco sempre in inglese?ancora complimenti,detto da me che sono ipercritico valgono qualcosina in più….buona pure la link di secretrival, chissà se è italiano quel Mark Porcaro….ciao

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