Jun 052012
 

Uno dei ruoli più complicati in cui scegliere, considerando la continua evoluzione del gioco che tende a preferire atleti importanti o giocatori prettamente difensivi per equilibrare una sorta di inclinazione perimetrale.

In questo ruolo però si affaccia il giocatore che verrà scelto alla numero 1, anche se in futuro potrebbe evolvere come PF per aumentare la sua forza offensiva.

Andiamo a veder quali sono, assieme a lui, gli altri prospetti interessanti nel ruolo.

 

1. ANTHONY DAVIS (Kentucky)

No brainer alla 1, in qualsiasi categoria lo si voglia mettere.

Che si parli di impatto difensivo, futuribilità, prontezza, approccio sulla partita, fondamentali su cui poter lavorare ed efficacia complessiva, Davis appare sempre come uno dei migliori se non il migliore in molti casi.

Di lui si è parlato molto, ma con ragione visto che a livello nazionale ha vinto tutto quello che gli è passato sotto gli occhi compreso il titolo Ncaa, il primo di Calipari. Siamo di fronte ad un giocatore già molto maturo in campo, sempre presente e con grande convinzione di quello che fa, come dimostrano le quasi 5 stoppate ad allacciata comparata ai soli 2 falli di media, statistica agghiacciante.

Due sono i suoi difetti maggiori: fisico e gioco in post. Ma anche qui parliamo di due aspetti a cui può ovviare, soprattutto nel secondo, dove può lavorarci sopra grazier appunto i fondamentali definiti. Si rischia di partire da un Marcus Camby con solo potenzialità di miglioramento, ripetiamo: no brainer alla 1.

 

2. ANDRE DRUMMOND (Connecticut)

Anche qui le potenzialità sono veramente alte, ma rispetto a Davis qui si parte da una base ben più discutibile ed una testa ed un impegno tutto da valutare, soprattutto dopo un anno in cui non ha certo confermato le attese iniziali.

Drummond è un man-child con grandissime qualità fisico-atletiche composte da uno sviluppo muscolare già a buon punto per l’età, una grande esplosività nelle gambe ed una velocità di piedi che lo rende imprendibile tra i pari ruolo e non solo. A livello tecnico però l’incognita è elevata perché nonostante abbia dimostrato di saper assorbire nozioni, non sembra sempre molto presente con la testa, non riuscendo  usare questi insegnamenti nel migliore dei modi in partita.

Prenderlo significa sfidare una scommessa che può essere devastante se vinta, ma incredibilmente desolante se persa. Quante squadre possono permettersi un rischio del genere?

 

3. TYLER ZELLER (North Carolina)

Passiamo da un rischio totale ad uno un molto più controllato ma che potrebbe rivelarsi comunque un boomerang qualora non si capisca il ruolo e le capacità di cui Zeller, senior proveniente da North Carolina, dispone.

Lungo dalle misure perfette per giocare in Nba con i 7 piedi di altezza, buonissima preparazione tecnica e dalla grande intelligenza cestistica che gli permette di essere sempre nel posto giusto al momento giusto, in molti sono rimasti innamorati della sua ultima stagione chiusa con ottime cifre che però potrebbero nascondere alcune lacune che al piano di sopra potrebbero rivelarsi importanti.

Lacune come la mobilità di piedi che potrebbero metterlo in grossa difficoltà quando i ritmi si alzano o una forza fisica tale da non tenere corpi più sviluppati e robusti del suo, che pare di difficile miglioramento muscolare.

Assieme a Davis sembra uno dei più pronti al salto, ma rispetto alla primissima scelta futura necessita di molte attenzioni nell’inserimento tattico.

 

4. MEYERS LEONARD (Illinois)

Il biancone originario di Robinson, piccola cittadina facente parte dello stato che dà il nome all’università frequentata per due anni, è un giocatore che fa principalmente del potenziale il suo aspetto più intrigante.

Probabilmente non è uno di quei ragazzi che entrano al draft con tante speranze e poca sostanza che puntano tutto sulla prospettiva futura, ma sicuramente non è uno di quelli da poter catapultare subito in campo all’occorrenza, necessitando di qualche adeguamento per non bruciarlo sin da subito.

Un po’ come successo nella sua esperienza universitaria, dove ha passato un anno con pochissimi minuti in campo per poi venir fuori come una delle pochissime note positive della stagione dei Fightin’ Illini.

Abbiamo davanti un centro lungo, con grande apertura alare, atletico e dotato di etica lavorativa, giocatori del genere possono trovare estimatori anche prima della 20.

 

5. FAB MELO (Syracuse)

Al grido di“7 piedi non si insegnano”, il brasiliano cerca di entrare nei cuori dei GM per guadagnare un primo giro che dopo la sospensione da parte di Syracuse nel momento più importante della stagione rischia di essere messo in grossa discussione.

A dire la verità, probabilmente tale sospensione è stata anche la spinta definitiva che serviva a Melo per scegliere se chiudere o meno la carriera universitaria, ma ovviamente questo provvedimento, causato da una scarsa media scolastica (non la prima volta) mette dei grossi paletti sulla valutazione della mentalità del ragazzo, venuto fuori come grande intimidatore durante la stagione ed uno dei segreti dell’incredibile regular season degli Orangemen.

Si presenta comunque a questo draft con tanti ammiratori appunto per lo spessore difensivo che potrebbe dare nell’immediato senza chiedergli troppi minuti o responsabilità offensive che lo troverebbero impreparato.

 

6. FESTUS EZELI (Vanderbilt)

Altro international (Nigeria) ed altro giocatore che potrebbe far comodo in tempi brevi senza per forza attirare riflettori sulla sua posizione di scelta. Ezeli è un giocatore che nei 4 anni a Vanderbilt ha fatto continui miglioramenti, arrivato al college all’ABC ed uscito con un differente spessore tecnico, anche se ancora grezzo.

Un giocatore che può allungare le rotazioni dei lunghi, grazie al fisico Nba-ready (211 centimetri per 116 chili ed una buona struttura muscolare) e al grande apporto atletico che gli permette di essere importante a rimbalzo e nella difesa del ferro, dove dispone di buon timing e scaltrezza in aiuto, anche se rimane troppo irruente e condizionabile dai falli.

Come detto in attacco può dare poco aiuto se non su palle sporche o su scarichi nei pressi del canestro, ma non sembra chiuso il suo processo di crescita cestistica quindi non è impensabile un ulteriore passo avanti anche su questo aspetto.

Occhio alla storia degli infortuni, un po’ troppo lunga per un giocatore con quel fisico.

 

7. KYLE O’QUINN (Norfolk State)

Alzi la mano chi non ha tifato per questo ragazzone nel primo turno del Torneo Ncaa, dove grazie ad una sua strepitosa prestazione (in perfetta linea con quanto fatto vedere per tutta la stagione) Norfolk State ha incredibilmente battuto la ben più quotata Missouri.

Da quel momento O’Quinn, in quell’immagine esultante e felice con un bimbo verso la telecamera, si è fatto un nome in tutta la nazione e non solo, guadagnando meritatamente la convocazione al Portsmouth Invitational, portandosi a casa anche il trofeo di MVP della manifestazione.

Una grande ascesa che potrebbe concludersi con la scelta al draft al secondo giro. Sì perché nonostante il gran periodo di forma, qualche dubbio su O’Quinn rimane, a cominciare dall’uso del corpo anche contro giocatori simili o la dimostrazione di essere efficace anche in contesti molto più competitivi della MEAC.

Una scommessa? Un rischio? Probabile, ma percorribile quando si parla di una seconda scelta.

 

SLEEPERS

Come detto nell’incipit dell’articolo, il ruolo di centro è sicuramente uno dei più delicati in Nba perché le caratteristiche dei prospetti in questo ruolo devono essere ben riconoscibili dalle squadre che vanno a sceglierli.

Ecco quindi che si aprono le possibilità anche per giocatori che sono un po’ avanti con l’età (27) a causa della partecipazione ad una missione in Iraq come Bernard James (Florida State) ma che possono essere subito utili per dare fisicità in area e blocchi granitici per gli esterni.

Oppure per lunghi atipici come Justin Hamilton (LSU) dotati di buona tecnica e mano frontale ma senza quella componente atletica che gli permette di essere una scelta sicura nei 60.

Poi ovviamente ci sono quei prospetti che grazie alla stazza ed alle braccia lunghe possono guadagnarsi un contratto come Robert Sacre (Gonzaga) che potrebbe capitalizzare al meglio la buona difesa su Jared Sullinger nell’ultimo Torneo NCAA.

Dall’Europa sono pochi i prospetti realmente interessanti, ma attenzione ai 220 centimetri di Dusan Cantekin (Mega Vizura), lungo ma coordinato e dotato di buon QI cestistico. L’Eurocamp di Treviso sarà sicuramente un banco di prova importante per il suo futuro.

  One Response to “Road To The Draft 2012: i centri”

  1. Cit: Quante squadre possono permettersi un rischio del genere? (Andre Drummond)
    Ovviamente i Bobcats!!! Scherzi a parte nella lottery lo metterei davanti solo a Marshall ed Henson.

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