May 312012
 

Quarto appuntamento con l’analisi ruolo per ruolo dei prospetti del prossimo Draft Nba.

Questa volta tocca alle alle power forward, i 4, ruolo che a livello di talento regala buone soluzioni anche se con le dovute controindicazioni. Le caratteristiche dei prospetti sono comunque molto varie e questo permette alle squadre che hanno il need in ala forte di scegliere tra varie possibilità.

Potevamo inserire anche la consensous #1 Anthony Davis, ma abbiamo deciso di valutare l’ultimo ruolo da lui occupato, ovvero quello di centro.

 

1. THOMAS ROBINSON (Kansas)

La (triste) storia della sua vita ormai è conosciuta ai più, quest’anno Robinson ha dimostrato che di interessante non ha solo quella vicenda, ma anche un talento ed una forza in campo tale da renderlo uno dei migliori giocatori della stagione collegiale.

Ha portato i suoi Jayhawks alla finale da vero e proprio leader, ha mostrato di saper fare il passo avanti necessario nel momento in cui i gemelli Morris hanno lasciato il campus di Lawrence verso la NBA ed è esploso come iuno dei migliori prospetti, spinto dalla grande grinta e dai grandi miglioramenti tecnici fatti.

Quello che attira di Robinson è sicuramente la personalità con cui gioca, un combattente sotto le plance, un vero e proprio trascinatore che sa abbinare forza fisica, il solido atletismo e buona conoscenza dei fondamentali, e quest’ultima caratteristica le rende anche malleabile per una crescita futura.

Probabilmente dovrà lavorare sull’adattamento del suo gioco in Nba, ma quello che non manca è sicuramente la voglia di lavorare e migliorarsi.

 

2. JARED SULLINGER (Ohio State)

Dopo aver rinunciato ad entrare nel Draft 2011 per provare a crescere ulteriormente in quel di Columbus, Sullinger si presenta quest’anno con alcune ottime notizie sul suo stato di forma e sulla sua crescita come giocatore.

La scorsa estate ha lavorato moltissimo sul suo fisico, dimagrendo e sostituendo il grasso con una muscolatura più definita che gli ha tolto volume ma che ha allungato sensibilmente l’autonomia in campo e ha permesso di poter migliorare la già buona mobilità e velocità di piedi.

In più, al gran gioco in post basso suo marchio di fabbrica, ha cercato di curare al meglio tocco e impostazione di tiro anche da un range più largo dell’area per essere pronto ad una Lega in cui potrebbe soffrire e non poco un atletismo sotto la media e una fisicità sicuramente maggiore a quanto abituato.

Ragazzo maturo e dai fondamentali marcatissimi (rari in un prospetto del genere), potrebbe essere una buon fit sin da subito se calato nel contesto giusto che gli permetta un adattamento graduale

 

3. PERRY JONES III (Baylor)

Se ne facciamo una questione di talento puro, versatilità e potenziale, probabilmente Perry potrebbe tranquillamente esser messo in cima ad ogni preferenza, non solo nel ruolo ma a livello globale. Non è facile infatti trovare un giocatore vicino ai 7 piedi con quelle movenze, quel ball-handling sicuro ed avanzato, quella versatilità e quell’atletismo.

E allora come mai non c’è in cima alle preferenze? Domanda legittima e risposta abbastanza semplice vedendolo giocare anche solo un paio di volte. Il suo approccio alla gara è sempre molto soft, non per una qualche superbia sulle sue capacità ma per una bontà d’animo che lo fa sembrare un agnellino. Ed in un mondo di lupi pronti a sbranare all’istante non sembra certo il benvenuto.

Però il talento e le skills sono veramente da stropicciarsi gli occhi ed è per questo che noi, fiduciosi, lo mettiamo al terzo posto del ranking delle PF. Anche se qui c’è la grande possibilità che si stia parlando di una possibile SF.

 

4. JOHN HENSON (North Carolina)

Ecco, se con Perry Jones si deve valutare il potenziale ed il talento, con Henson invece si punta sulla concretezza e sull’apporto difensivo che rischia di essere letale fin dal primo minuto in Nba, nonostante un fisico difficile da posizionare in un ruolo Nba.

Il grande dubbio su Henson infatti riguarda il odo in cui sviluppare e la posizione che andrà a coprire una volta che verrà scelto nel Draft.

Un’apertura alare ed una comprensione difensiva che fa comodo molto vicino a canestro, dove riesce ad essere un vero e proprio finisher nella sua metàcampo sfruttando intimidazione e fiuto a rimbalzo, ma troppo longilineo per le sportellate che si scambiano i giocatori nell’area verniciata.

Al momento comunque è un 4, anche perché in attacco non porta grande gioco perimetrale (quasi nullo) e dietro, come detto, è importante, soprattutto se si affianca ad un giocatore dalle lacune difensive importanti. Candidato ad essere uno dei più pronti per un impatto immediato.

 

5. ROYCE WHITE (Iowa State)

Torniamo per un attimo alla questione Perry Jones, perché qui siamo ad una situazione simile a quella del prodotto di Baylor, anche se qui il carattere ha un peso specifico veramente importante.

Anche White infatti è padrone di un talento cristallino di primissimo livello, anche qui possibilmente adattabile anche al ruolo di 3 sfruttando un arsenale tecnico impensabile per un solo giocatore, basti pensare che ad Iowa State giocava 5 ruoli alternando attimi da playmaker dalla grande visione di gioco ad altri dove giocava in post con una naturalezza impressionante.

Il carattere, appunto. White è stato fermo per due anni dopo esser stato cacciato da Minnesota per motivi comportamentali (furtarelli), soffre di gravi disturbi e non riesce a controllare l’ansia, anche se ultimamente si sta curando nel migliore dei modi.

Se una squadra riesce a tenerlo lontano dai guai rischia di trovare un incredibile crack nella seconda parte del primo giro, ma l’ostacolo da superare è di quelli importanti.

 

6. ARNETT MOULTRIE (Mississippi State)

Altro giocatore che potrebbe essere utile fin dalle prime partite, grazie a centimetri, atletismo e gioco frontale, è Arnett Moultrie, anche se pure qui abbiamo qualche problema con la struttura fisica per fronteggiare frontline più fisiche.

Moultrie dopo aver passato un anno a lavorare esclusivamente su sè stesso a causa della stagione di stop a seguito del transfer da UTEP a Mississippi State, ha mostrato tutto il risultato di questo lavoro nella sua unica stagione dei Bulldogs, non facile dal punto di vista della squadra ma molto positiva a livello personale.

Una stagione in costante doppia-doppia mostrando aspetti di gioco interessanti nella traslazione per il piano di sopra e la possibilità di poter dare una mano in più modi.

E occhio che sa adattarsi anche ai compagni più difficili, basti pensare che negli anni collegiali ha condiviso la frontline con personaggini quali Derrick Caracter e Renardo Sidney.

 

7. ANDREW NICHOLSON (St.Bonaventure)

Non poteva mancare anche in questo caso il prospetto cresciuto nelle mid-major, nonostante la Atlantic-10 sia una Conference borderline in questo caso, ed in questo ruolo quello con le maggiori possibilità di essere scelto più in alto è Andrew Nicholson.

Il canadese abbina una buona fase realizzativa fatta di jumper dalla media e lunga distanza ed un buon gioco in post ad una presenza difensiva importante dal punto di vista dell’intimidazione, e questo fa di lui una buon aggiunta per chi è alla ricerca di un lungo che dia spessore sia dentro che fuori dall’area.

Le controindicazioni però parlano di un giocatore con la struttura fisica ancora troppo esile e di una carenza di atletismo ed esplosività che alla lunga potrebbero rivelarsi importanti.

Rimane comunque un prospetto da tenere in considerazione a fine primo giro o addirittura al secondo, candidandosi a possibile steal.

 

SLEEPERS

Il primo ad essere candidato tra le possibili sorprese nel ruolo potrebbe essere Kevin Jones (West Virginia), power forward che punta su grinta e grande cattiveria agonistica per colpire una squadra Nba nel secondo giro. Un po’ undersize, ma chi l’ha visto giocare si è innamorato della sua dedizione in campo.

Ha finito la sua carriera collegiale anche Drew Gordon (UNLV) fisicato ed atletico rimbalzista dei Runnin’ Rebels che potrebbe essere un buona aggiunta nella rotazione di una squadra Nba, grazie a centimetri e muscoli Nba-ready.

Nel panorama europeo invece interessa e non poco il turco Furkan Aldemir (Galatasaray), che all’Eurocamp di Treviso si giocherà le sue carte per essere tra i 60 nomi chiamati la notte del 28 giugno.

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