Feb 162012
 

Una sconfitta propedeutica per Murray State?

  • Sono finite le imbattute, infatti giovedì scorso si è chiusa anche la striscia di vittorie di Murray State, l’unica squadra che non aveva ancora subito una sconfitta in questa stagione.
    A chiudere la favola dei Racers ci ha pensato Tennessee State violando il CFSB Center di Murray e proseguendo la sua striscia di successi consecutivi a quota 6. Non sorprende quindi più di tanto la L, visto che arriva dalla squadra più in forma e sicuamente la più pericolosa tra quelle della Ohio Valley.
    Per i ragazzi di Prohm, alla prima sconfitta in carriera, pochi drammi visto che comunque hanno scritto un pezzo di storia importante portando la squadra alla posizione più alta nel ranking AP e alla miglior partenza di sempre nella storia dell’ateneo e della Ohio Valley Conference.
    E soprattutto si sono tolti un bel pò di pressione dalle spalle, e questo per il resto della stagione può essere un ottimo punto.
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  • La sconfitta di North Carolina nel derby contro Duke ha lasciato un pò di strascichi nel campus di Chapel Hill. Non è bastata la bella ed importante vittoria contro Virginia, il buzzer di Austin Rivers (tra l’altro, chissà come l’ha presa il cognato, Dexter Strickland) è diventato indelebile per i tifosi del Carolina blue, e ciò si è riscontrato su Tyler Zeller, preso un pò di mira da supporters e non.
    Roy Williams in un’intervista ha cercato di smorzare i toni scherzando sul fatto che il centro aveva paventato l’idea di suicidarsi e che se nel caso l’avesse fatto, lui l’avrebbe seguito. Burla dai contenuti forti che però non è piaciuta a molti perchè tratta un argomento serio.
    Personalmente invito a leggere il pezzo di Gary Parrish della CBS, che esprime nel migliore dei modi il mio pensiero e l’esagerazione della overreaction.
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  • La settimana per UNC si è fatta difficile anche per la morte della loro mascotte, Rameses, la 18esima bighorn sheep della storia dei Tar Heels, deceduta per cause naturali all’indomani della sfida contro i Blue Devils.
    Chissà che il colpo di grazia non gliel’abbia dato proprio la tripla di Rivers…
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    Draymond Green, super-leader di Michigan State

  • Si sta delineando un gran finale nella Big Ten Conference.
    La vittoria di Michigan State a Columbus contro Ohio State ha portato un grande equilibrio nelle prime posizioni ed accorciato in maniera assai intrigante la classifica.
    Anche se i Buckeyes rimangono primi grazie ad una vittoria in più rispetto alla squadra di Tom Izzo, la quota delle sconfitte arriva a 3, ovvero alla pari proprio con loro. Dietro, rispettivamente con una partita ed una partita e mezzo di distanza si trovano Wisconsin e Michigan, squadre non staranno certo a guardare prima di marzo.
    Gli Spartans sono sicuramente gli avversari che più fanno paura ad Ohio State, vista la sconfitta nella prima sfida tra le due squadre e soprattutto considerando quanto siano rinati dalle ceneri della squadra scorsa. Perso Kalin Lucas, Izzo ha costruito la squadra intorno a Draymond Green ed il ragazzone di Saginaw gli sta dando ragione con la miglior statistica e una grande leadership, tanto da venir inserito nella watch-list per il titolo di POY.
    Wisconsin invece sta risalendo ed ora è tornata ad essere un pericolo come lo scorso anno. Partita male con qualche sconfitta di troppo al Kohl Center, solitamente fortezza ai limiti dell’inespugnabile, sono tornati forti con il solito Jordan Taylor al comando, anche lui ripresosi da un periodo decisamente, e seguendo sempre il loro credo di pallacanestro ai 35 secondi e difesa a zona per 40 minuti hanno ottenuto 6 vittorie consecutive per rimettersi pienamente in carreggiata.
    Anche Michigan non va sottovalutata nonostante le sue prove non siano proprio un inno alla continuità. Hanno sempre alternato grandi vittorie a sconfitte terribili, come dimostrano l debacle contro Iowa dopo il successo con Wisconsin, o quella con Arkansas (fuori schedule ma rilevante) dopo la vittoria con Michigan State. A differenza delle altre perà ha un calendario agevole, visto che gli Wolverines dovranno giocare solo con Ohio State in casa tra quelle più in alto di loro, ma appunto non sono certo la squadra più affidabile della Conference.
    E poi occhio anche a quando arriveranno a fare il Torneo di Conference perchè dietro, a partire da Indiana fino ad arrivare a Northwestern, non ce n’è una facile da battere in partita secca.
    Insomma ci aspetta un mese scoppiettante nella Big Ten.
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    Shaka Smart, sempre al comando di VCU

  • Tra quelle minori invece occhio a quello che sta succedendo nella Colonial, conference non sempre celebrata come dovuto, ma che rischia di avere quasi sicuramente 3 bid per il Torneo Ncaa con la possibilità di arrivare fino a 4.
    Niente di sorprendente, il trio composto da Drexel, George Mason e Virginia Commonwealth procedono come treni e dietro anche Old Dominion non sta certo sfigurando.
    I Dragons sono totalmente cambiati nel momento in cui è tornato Chris Fouch ed ora sono in striscia vincente da 14 partite con uno strepitoso record di 19-1 dal ritorno della guardia, George Mason non ha risentito invece la partenza di Jay Larranaga destinazione Miami (FL) ed ha trovato Paul Hewitt ben caricato dall’esperienza da capoallenatore della selezione USA U19, mentre a VCU coach Shaka Smart è riuscito a rinsavire una squadra che ha perso molti elementi importanti di quella reduce dalla grande cavalcata alle Final Four dell’anno passato.
    Sarebbe un bel colpo ottenere più inviti di altre Big Conference che stanno vivendo un momento non esaltante (ogni riferimento alla Pac12 è puramente casuale)
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  • Visto che siamo entrati nell’argomento riguardante le Conference, facciamo il punto della situazione su come dovrebbero cambiare nei prossimi anni.
    Syracuse e Pittsburgh, già destinate alla ACC, potrebbero trasferirsi prima della stagione 2013/2014 come preventivato, facendolo già il prossimo anno.
    Anche West Virginia trasloca e passa alla Big12, anche loro già dal prossimo anno.
    Al posto loro la Big East accoglie Memphis e Boise State ed apre le porte anche a UCF, Houston e SMU.
    Di contro la Conference-USA pensa ad una fusione con la Mountain West per cercare di far fronte a tutte queste partenze per creare una nuova divisione con un nuovo nome.
    Occhio quindi a quello che potrebbe succedere nei prossimi giorni perchè la situazione potrebbe cambiare ancora una volta.
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    Mike Brey, pilota della grande stagione di Notre Dame

  • Inizia a delinearsi anche la corsa per il titolo di Coach Of The Year.
    Solitamente per questo premio si aspetta di vedere come va la propria squadra all’interno dei tornei che precedono la March Madness, ma sarebbe un peccato valutare l’operato di un allenatore da un win-or-go-home game.
    Può essere infatti questo il grosso pericolo che corre Mike Brey, fautore della grande stagione di Notre Dame, rischia nella corsa per tale titolo, dopo aver portato i Fightin’ Irish in cima alla Big East nonostante un roster non esaltante.
    Dietro di lui scalpitano Frank Haith di Missouri e l’eterno Tom Izzo di Michigan State, ma anche la coppia Boeheim-Calipari e soprattutto Steve Fischer, che sta portando una rinnovatissima San Diego State ad un Torneo che ad inizio anno sembrava un miraggio.
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  • Alcuni consigli di visione per il weekend in arrivo.
    Sabato è ovviamente interessante per quanto detto sopra la sfda tra Ohio State e Michigan, mentre NewMexico-UNLV promette scintille dopo che i Lobos hanno vinto contro San Diego State.; da non perdere neanche Saint Mary’s in casa di Murray State e Connecticut che ospita Marquette.
    Domenica Syracuse a casa dell’ammazzagrandi Rutgers e mercoledì Mike Brey cerca di far fare il passo grande a Notre Dame (appena entrata nel ranking) contro West Virginia.
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    Nerlens Noel, niente McDonald's per lui, ma tanti college interessati

  • Sono stati annunciati i nomi del McDonald’s All-American, l’annuale evento che raggruppa i migliori liceali della nazione, che si svolgerà il 28 marzo allo United Center di Chicago.
    Gli osservati speciali della serata saranno sicuramente coloro che al momento non avranno ancora deciso quale università frequentare l’anno seguente, e tra questi potrebbe spiccare Shabazz Muhammad, il recruit numero 1 di questa classe.
    L’altro interessante è Tony Parker, centrone indeciso tra UCLA, Kentucky, Duke, Ohio State e Kansas, e pure il compagno di squadra di Amedeo della Valle, Anthony Bennett, godrà di molte attenzioni.
    Non ci sarà invece Nerlens Noel, aggiuntosi nelle ultime settimane al quadro dei recruiting, ma già piazzato altissimo e da qualcuno già messo al pari di Muhammad.
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  • Dalle serie minori due piccole magie.
    La prima viene dalla Division III ed è un canestro no look di Aaron Zimmerman del Wabash College, mentre la seconda è opera della guardia di Cal State Bernandino (Division II) Kwame Alexander, che si guadagna una nomination per la dunk of the year.
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  • I tifosi americani, soprattutto quelli del College Basketball, sono sempre originali.
    Ma questo tifoso credo sia stato immortalato nella foto dell’anno!

 

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