Altezza: 197 cm
Peso: 85 kg
Ruolo: SG
College: Connecticut
Classe: Sophomore
Data Nascita: 30/05/1992
Best Case Scenario: More athletic Rip Hamilton
Worst Case Scenario: Kerry Kittles

 

Pro:

  • Attaccante versatile, capace di segnare in più modi, veloce e atletico.
  • Tiratore continuo e fluido bravo a mettersi in ritmo in ogni situazione
  • Rapace delle linee di passaggio. Sfrutta le braccia molto lunghe ed ottimi istinti
  • Decisivo quando conta con ottime scelte di gioco e fiducia nei mezzi
  • Gioco senza palla
  • Ampi margini di miglioramento

Contro:

  • Struttura fisica esile che non gli permette di avventurarsi troppo nell’area avversaria
  • Difficoltà nel coinvolgere il resto della squadra
  • Difensore rivedibile lontano dalla palla
  • Leadership?

 

Intro
Dopo un anno da tirocinante accanto a Kemba Walker, in cui il suo contributo da gregario è stato fondamentale per la vittoria finale di Connecticut, Lamb è esploso in questa stagione mostrando qualità solo accennate nella stagione passata. Messosi in risalto già ai Mondiali U19 come principale terminale offensivo della squadra americana, dopo pochissimo tempo si è preso lo stesso ruolo anche negli Huskies e ciò non è passato inosservato agli scout che ora ne fanno un pezzo pregiato in vista di giugno.

Atletismo
Atleta di ottimo livello, rapido, veloce e verticale. Non ha una grande esplosività ma riesce a prendere un grande slancio con 1,2 passi di impostazione del salto. Corre il campo sfruttando a pieno le lunghe falcate che gli sono utili anche nei primi passi, dove riesce a creare la distanza dal difensore nella combinazione lunghezza passo – velocità. Non un problema per la Nba.

Corpo
Fin troppo esile. Già a livello collegiale patisce i contatti all’interno dell’area ed è per questo che è molto restio a cercare avventure nei dintorni del ferro, nonostante abbia tutte le qualità necessarie per arrivarci. Le braccia incredibilmente lunghe (215 cm di apertura) sono dei fattori soprattutto sulle linee di passaggio e in fase di tiro, ma anche in penetrazione.

Tiro
Uno degli aspetti più interessanti del suo gioco. Ha lavorato molto sulla fluidità della meccanica e sui tempi di rilascio e il risultato è più che positivo. Come detto in precedenza, le lunghe leve e l’estensione di queste lo rendono difficilmente stoppabile, ma anche la velocità di esecuzione lo aiuta. La fiducia nel proprio tiro, abbinata al gran gioco senza palla e alla varietà di soluzioni (ha un raggio di tiro esteso, ma sa usare anche il mid-range game) lo rende un realizzatore continuo, anche se alle volte tende ad affidarsi troppo alle conclusioni dalla lunga distanza anche in situazioni non ottimali.

Ball Handling
Riprendendo il discorso appena lasciato, il ball-handling di Lamb è molto completo e quando decide di attaccare il canestro può servirsi di un repertorio fatto di crossover, hesitation e cambi veloci di direzione, ma la tendenza ad accontentarsi del tiro causa discontinuità e insicurezza nel palleggio. Deve cercare di mettere di più palla a terra, anche perché con il primo passo che si ritrova e la buona capacità di concludere vicino al ferro, potrebbe aumentare la sua pericolosità offensiva.

Passaggio
Ecco che iniziano a comparire le due facce di Lamb. Lo scorso anno, con un ruolo completamente differente rispetto a quello odierno, il ragazzo di Norcross era un passatore attento, niente di eccezionale, ma aspettava il movimento dei compagni per servirli nel migliore dei modi, soprattutto in post. Nella “nuova versione” invece il fondamentale è trattato con meno attenzione, usato più per liberarsi della pressione del difensore che per reale utilità nei confronti della squadra.

Rimbalzo
Usando le lunghe braccia, l’atletismo e un grande istinto per il pallone, Lamb nel ruolo è un rimbalzista molto sottovalutato ma incisivo, soprattutto offensivamente partendo dalle seconde linee.

Difesa
Altro argomento del doppio Lamb con un solo punto d’unione, il gioco tra le linee di passaggio, dove usa tutto il suo arsenale descritto anche nel paragrafo sopra. Per il resto, nella scorsa stagione si è visto un’applicazione difensiva superlativa soprattutto sull’uomo, mentre ora il più delle volte pare deconcentrato, senza interesse. Neo in comune: la difesa lontano dalla palla, dove si fa ingolosire troppe volte dai tentativi di rubare palla.

IQ/Attitudine
Anche qui va fatta la distinzione, perché da secondo/terzo violino Jeremy è un giocatore che sfrutta pienamente il cervello, usando la sua versatilità per essere il perfetto complemento di quello che è il vero fulcro dell’attacco; sui due lati del campo. Da primo violino sa prendersi le responsabilità ed è incredibilmente clutch per decisioni e conclusioni, ma sembra scarseggiare di leadership non riuscendo a guidare la squadra con lui.

Potenziale
Elevato. Stiamo parlando di un ragazzo che sul campo saprebbe fare tutto lasciando intravedere margini di crescita più che importanti, come in difesa e nel puntare il ferro. Non gli manca l’applicazione e l’etica, ma la concentrazione che fa trapelare in campo non è un buon segnale.

Considerazione finale
Versatile, capace di ricoprire più ruoli a livello sia tecnico che tattico e con un potenziale che potrebbe portarlo ad essere un protagonista in futuro a livello Nba. L’atteggiamento però non è dei più positivi e potrebbe servire l’intervento di una figura motivatrice all’interno della sua carriera, giusto per non farlo diventare l’ennesima stellina persa in un vagone di ego. Intanto, sembra uno dei più pronti per la Nba, facendo leva appunto sull’esperienza da attore non protagonista avuto nel suo anno da freshman.

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