Nov 072011
 

Altezza: 195 cm
Peso: 90 kg
Ruolo: PG/SG
Squadra: Duke
Classe: Freshman
Data Nascita: 01/08/1992
Best Case Scenario: Brandon Roy/OJ Mayo (con più testa)
Worst Case Scenario: OJ Mayo

 

Pro

  • Range illimitato, con la stessa facilità realizzativa.
  • Attaccante completo, in grado di realizzare in tutte le maniere.
  • Rapidità naturale oltre la media che gli permette di essere un buon difensore d’anticipo, sopratutto quando motivato;
  • E’ il giocatore che vorreste nella vostra squadra quando la palla scotta: brutto vizio di segnare i tiri decisivi.

Contro

  • Selezione di tiro e alcune letture ancora da migliorare
  • Atleta buono, ma non uno di quelli che “saltano fuori dalla palestra”.
  • Difesa ancora sospetta, soprattutto in un contesto di gioco strutturato.
  • Da migliorare l’uso della mano sinistra.

 

Intro
Austin Rivers dal punto di vista offensivo è con ogni probabilità il giocatore più completo e letale di tutta la classe 2011. Talento purissimo, è in grado di trovare il canestro in qualsiasi situazione. Offensivamente, se incanalto in un sistema che ne sfrutti queste qualità potrebbe già farsi valere al piano di sopra. Cresciuto fin da piccolo con la palla in mano grazie a papà Doc, rischia di diventare il giocatore più forte della famiglia.

Atletismo
Austin è capace di attaccare il canestro senza troppi problemi; non un’atleta di primissimo ordine, ma nemmeno da sottovalutare: insomma non parteciperà mai ad un dunk contest, ma la rapidità con cui si muove (specie verso canestro) è roba d’elite..

Corpo
Non particolarmente definito a livello fisico, dovrà passare qualche ora in palestra prima di essere pronto per l’NBA (sopratutto per permettergli di assorbire al meglio i contatti): occhio però a non pensare di fargliene passare troppo di tempo, si rischia di rallentare notevolemnte la sua azione e portargli via una delle sue armi migliori, la velocità di esecuzione.

Tiro
Stilisticamente non perfetto, ma tremendamente efficace: capacità di tirare senza alcun problema dalla media, lunga e lunghissima distanza. Non un tiratore puro, ma capace di crearsi da solo lo spazio per arrivare alla conclusione. Capace di essere letale anche dalla media distanza, sempre che riesca a non farsi tentare troppo dal tiro dalla lunga. Spesso sottovalutata la capacità di sfruttare il pick and roll e clutchness che ricorda quella dei grandi.

Ball Handling
Cross over mortifero, usato come arma letale a cui ancora nessuno ha trovato rimedio credibile; a ciò si accompagna un primo passo di altissimo livello che gli permette di crearsi lo spazio sufficiente sia per raggiungere il ferro che per effettuare comodo arresto e tiro. Da migliorare l’utilizzo della mano sinistra, con cui è in grado di gestire la palla, ma con cui non è altrettanto efficace quando si tratta di raggiungere il canestro.

Passaggio
E’ l’aspetto forse più sottovalutato del gioco di Austin: questo perchè fino ad ora la qualità (scarsa) di chi giocava con lui lo ha costretto a prendersi praticamente tutte le responsabilità in fase offensiva. Il ragazzo possiede visione di gioco e ha dimostrato nelle rappresentative USA di poter creare gioco anche per i compagni. La sua crescita in questo fondamentala e più in generale nel coinvolgimento dei compagni nel gioco a partire da questo livello sarà significativa anche per il suo futuro pro.

Rimbalzo
Certamente le carambole non sono il suo punto forte, ma per la stazza ed il ruolo si difende discretamente, sopratutto se a livello di testa è ben motivato.

Difesa
A prima vista l’aspetto in cui deve migliorare di più; quì la questione non è tanto di predisposizione/voglia, quanto di abitudine. Fino ad ora Austin faceva la differenza esclusivamente nella metà campo offensiva, ora le cose cambiano: una delle prima sfide da affrontare (sotto la tutela di Coach K) è quello di diventare un giocatore decisivo anche in difesa: le mani veloci e lo scatto nel breve lo rendono molto reattivo, quella che deve cambiare è l’attitudine. Coach K ha già sottolineato che il ragazzo deve imparare che il piacere del gioco è anche quello di difendere (e annullare) il proprio avversario diretto: quando capirà questo sarà un’arma letale anche nella sua metà campo.

IQ/Attitudine
L’intelligenza cestistica c’è: chi ha avuto modo di vedere le partite del tour estivo di Duke e le prime amichevoli stagionali avrà già notato la differenza nello stile di gioco e nella tendenza a forzare via via sempre di meno. Austin infatti si sta inserendo in un constesto che non gli chiede di segnare ad ogni possesso ed in cui per rendere al meglio deve far sì che il suo gioco diventi più essenziale. E’ stato riportato inoltre più volte come il ragazzo sia stato avvistato più volte a notte fonde ancora al Cameron Indoor…

Potenziale
Può essere una stella al college e un ottimo giocatore a livello pro. Come detto, le capacità offensive sono sotto gli occhi di tutti, se sarà in grado di incanalare questo talento per tutta la partita a favore della squadra sarà difficilmente fermabile da qualsiasi difesa.
Se tutto va per il meglio tra dieci anni (come giocatore) ci si chiederà “Doc chi? Il padre di Austin?”

Considerazioni finali
Per fare un paragone allo stato attuale Rivers non è pronto quanto lo era Irving un anno fa; questo non vuol dire che a fine stagione la sua crescita non lo porti ad essere altrettanto decisivo (e speriamo abbia più fortuna a livello di infortuni).

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