May 132011
 

L’8 maggio si è chiuso il termine per gli underclassmen (ovvero i giocatori che non hanno ancora portato a termine i 4 anni di college) ed europei nati dopo il 1989 con una lista di 57 giocatori che tentano anticipatamente il salto verso la Nba.

Un numero molto minore rispetto agli 81 che si sono dichiarati lo scorso anno di questi tempi ma lo spauracchio del lockout ha inciso molto su queste decisioni e molti giocatori tra cui anche prospetti quotati molto in alto hanno preferito aspettare un ulteriore anno prima di tentare la carriera Pro.

In vista della Draft Lottery del 17 maggio, dove la situazione dei pick inizierà un pò a chiarirsi, guardiamo chi ha fatto la scelta giusta nel tentare l’avventura quest’anno e chi invece poteva agire diversamente.

 

OK la scelta è giusta

 
GLI INTERNATIONALS
Non c’è miglior momento per loro per dichiararsi per il draft. Con le defezioni di cui abbiamo parlato prima si are la strada per ragazzi che in casi normali avrebbero visto difficilmente il primo giro, per questo non devono sorprendere le scelte di Biyombo, Motiejunas, Valanciunas, Vesely, Bertans e compagnia bella.
Anche perchè a loro se ci sarà o no il lockout cambia poco, visto che possono tranquillamente passare il momento di pausa in Europa.

 

KYRIE IRVING (G – Duke – Fr) e DERRICK WILLIAMS (F – Arizona – So)
A meno di sconvolgimenti importanti o di lottery birichina, qui abbiamo di fronte le due prossime primissime scelte di questo draft.
Scelta no brainer, non credo ci sia da aggiungere molto.

 

KAHWI LEONARD (F – San Diego State – So)
Il ragazzo da san Diego State viene da una stagione fantastica dal punto di vista mediatico. Protagonista assoluto assieme a Jimmer Fredette della Mountain West, si è messo in luce per l’incredibile capacità di entrare in più aspetti del gioco risultando decisivo per le sorti della propria squadra.
Gli scout lo adorano ma rischia comunque di rimanere troppo sottobanco.
Assolutamente da tenere d’occhio.

 

TOBIAS HARRIS (F – Tennessee – Fr)
Caso alquanto strano, perché se aveva lasciato qualche dubbio la prima volta che ha dichiarato di voler testare le acque, al momento della scelta di rimanere nel draft nessuno ha avuto niente da ridire.
Il motivo è semplice, le squadre Nba si sono subito interessate al ragazzo per le qualità di collante nei due ruoli di ala e per il potenziale che potrebbe portarlo a ricoprire un ruolo più importante in futuro.
Bravissimo lui a cavalcare l’onda.

 

JOSH SELBY (G – Kansas – Fr)
Una delle più grandi delusioni della stagione collegiale.
Arrivato a Kansas con aspettative maggiori rispetto ad altri freshman che poi hanno disputato una stagione nettamente migliore della sua (tra cui anche Kyrie Irving), il talento di Baltimore ha fatto storcere il naso a molti.
8 punti per gara con il 37% complessivo sono veramente pochi per un recruit 5 stelle, ma più che le cifre, ha deluso il suo atteggiamento in campo, distaccato dal resto dei Jayhawks e completamente fuori squadra.
Un altro anno a Lawrence non sarebbe servito a niente, fa quindi bene a provare la carta Nba fin da subito, contando anche sul grande potenzale che si porta dietro.

 

REGGIE JACKSON (G – Boston College – Jr)
Nome abbastanza nuovo su questi schermi e salito alla ribalta grazie alla grande stagione disputata a Boston College sotto Steve Donahue, vero artefice dei progressi di questo ragazzo.
Rispetto all’anno passato infatti, Jackson è progredito sensibilmente incrementando notevolmente le statistiche e giocando con molta più responsabilità in campo, anche nel ruolo di playmaker, ruolo che non sembrava suo sino a due anni fa.
Non c’è momento migliore per capitalizzare questi miglioramenti.

 

 

Qualche dubbio su…

 
DeANDRE LIGGINS (G/F – Kentucky – Jr)
Liggins è venuto fuori grazie al grande Torneo disputato da lui e dagli Wildcats, dove in tanti si sono accorti di come riesca ad essere duttile in varie fasi del gioco, grazie alla sua efficacia difensiva su guardie ed ali piccole e la capacità di farsi trovare sempre pronto anche sull’altro fronte con un buon tiro da dietro l’arco usato per punire gli adattamenti sui compagni più forti offensivamente.
La decisione di passare Pro può essere una scelta giusta, ma anche rischiosa per come possa inghiottirlo in un draft dove i 3 sono molti e con tanto potenziale a disposizione. Comunque vale una chiamata al secondo giro.

 

TERRENCE JONES (F – Kentucky – Fr)
Compagno di squadra di Liggins nell’ultimo anno compiendo però la scelta opposta, ovvero rimanere un ulteriore anno a Lexington sotto coach Calipari.
Decisione che ha sorpreso, visto che comunque Jones rimaneva uno dei prospetti con più talento in questo draft, ma che può essere in qualche modo comprensibile viste come sono precipitate le sue quotazioni.
Dopo le prime partite stagionali infatti Terrence era visto come una lock top5 per poi arrivare in questi giorni dove era proiettato addirittura ai piedi della lottery.
Il prossimo anno tornerà nella NCAA per giocare ad alti livelli, chi sa che non riesca a tornare in alto in un draft probabilmente molto più talentuoso.

 

DARIUS MORRIS (G – Michigan – So)
Playmaker con grandi intuizioni ed istinti molto interessanti, ma che pecca ancora di ingenuità e solidità. Non sono certo aspetti che puoi corroborare al college soprattutto se la squadra pende dalle tue prestazioni, però magari Michigan il prossimo anno poteva ambire a giocare con molte più aspettative rispetto alla stagione appena passata e di certo non avrebbe fatto male a Darius.
Comunque ha solo seguito la scia convincendosi delle belle parole spese dagli scout, per questo la rende una scelta accettabile.

 

 

Grande errore

 
CORY JOSEPH (G – Texas – Fr)
Viene da una stagione in cui ha mostrato di essere incredibilmente clutch e… stop.
Per carità, il potenziale anche qui è elevato, ma fisicamente al momento rischia di sopperire con qualsiasi pariruolo nella Nba e tecnicamnte è ancora tutto da rifinire, dato che il suo gioco propende ancora sulla first shooting gurd, cosa che non si può permettere al piano di sopra.
L’arrivo di Mick Kabongo a Texas magari ha scombinato i suoi piani, ma la decisione è veramente troppo affrettata.

 

JEREME RICHMOND (F – Illinois – Fr)
Anche qui siamo di fronte ad un freshman che ha preso una scelta troppo frettolosa, solo che qui non c’è stato il momento dell’indecisione, al momento di scegliere cosa fare ha preso la strada del draft cercandosi subito un agente.
Mossa alquanto rischiosa per una SF che sa fare bene tante cose ma nessuna in modo completo, rendendolo una sorta di nè carne nè pesce per la Nba.
Probabilmente il rapporto col coach Bruce Weber lo ha spinto in questa via, ma comunque rimane incomprensibile.

 

JEREMY GREEN (G – Stanford – Jr)
Seriamente: perchè?
Guardie sottodimensionate con grandi doti balistiche ce ne sono in gran numero nella Nba e questo non ha niente di più rispetto alle altre e viene da una stagione più che normale.
In più si è precluso l’opportunità di giocare nella nuova Pac12 con un po’ più di attenzione addosso, cosa che avrebbe aiutato non poco il suo draft stock.

 

HARRISON BARNES (F – UNC – Fr) e JARED SULLINGER (F – Ohio State – Fr)
Scelte che fanno felici gli appassionati Ncaa come il sottoscritto, considerando che la prossima stagione rischia di essere bellissima, e i tifosi delle due università, ma che però non li aiuta certo nel loro cammino futuro.
Per quanto riguarda Barnes, sappiamo bene quali sono i credi tecnico-tattici di Roy Williams e quali tipologie di giocatore riescono a crescere con lui, e il ragazzo dall’Iowa non è uno di questi. La crescita avuta nel finale della stagione era più uno sbloccamento psicologico che un miglioramento delle sue capacità.
Sullinger invece difficilmente verrà impiegato in un ruolo differente rispetto a quello visto sinora, e questo non aiuta certo la sua crescita tenendo presente che per la Nba dovrà forzatamente allargare il suo gioco.
Il prossimo anno sicuramente saranno in cima alla lista tra i prospetti da scegliere, ma difficilmente si presenteranno con caratteristiche differenti.

 

  One Response to “Underclassmen – Dubbi e certezze”

  1. voglio dire la mia solo su Corey Joseph: l’analisi fatta mi sembra corretta, anche se l’arrivo di Kabongo gli era noto almeno dal novembre scorso. A quanto ho avuto modo di sentire sembra gli sia stata promessa una scelta, magari all’inizio del secondo giro….

 Leave a Reply

(required)

(required)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>