Oct 242010
 

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Ci siamo.

Lasciamo da parte lo sdeng più amaro di tutte le underdog stories del College Basket, tra poco più di due settimane si riparte.

E come non anticipare la stagione con un bel ranking sull’anno che verrà, sport preferito di appassionati come me che a fine anno vogliono vedersi rinfacciate ogni cosa appena scritta?

Scherzi a parte, qui di seguito trovate una classificazione delle migliori 25 squadre alla partenza del prossimo campionato e visto che il blog si chiama pur sempre Draftology, sotto ogni squadra ho messo quali prospetti seguire per un futuro al piano di sopra. Ovviamente il tutto sotto il mio personalissimo ( e sindacabilissimo) pensiero.

Enjoy it!
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1. Duke

I Blue Devils tornano più forti di prima.

I campioni in carica sono riusciti non solo a mantenere il solito livello di competitività, ma sono riusciti a dare ancora più profondità. Perso Scheyer in regia, sarà il promettente freshman Kyrie Irving a dettare i ritmi, ed a coprirgli le spalle ci sono due sicurezze come Kyle Singler (candidatissimo al Wooden) e Nolan Smith.

Sotto canestro spazio ai fratelli Plumlee attesi al salto di qualità e dalla panchina ancora qualità con Seth Curry (fratello del Curry di GSW), Andre Dawkins e Josh Hairston. Inoltre in panchina non dimentichiamoci che c’è sempre un polacco dal nome impronunciabile che due o tre cosine sul gioco le sa…

NBA’s eyes on: Kyrie Irving, Kyle Singler, Nolan Smith, Mason Plumlee. Tutta gente da primo giro.
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2. Michigan State

Lo scorso anno sono stati messi in ginocchio dall’infortunio che ha costretto Kalin Lucas, vera e propria essenza del modus operandi di Tom Izzo, a saltare il Torneo Ncaa. Kalin però è ritornato e con lui il blocco della squadra che lo scorso anno ha raggiunto ugualmente le Final Four meno Raymar Morgan e Chris Allen (cacciato dal coach italoamericano), assenze di rilievo ma che non cambiano le aspettative della squadra.

Sarà importante vedere come evolveranno Dreymond Green e Derrick Nix in vernice, fondamentali per la corsa al taglio della retina.

Una cosa è certa però, i ragazzi sanno come vuole giocare lo zio Tom, e questo li mette in primissima fila

NBA’s eyes on: Durrell Summers e Kalin Lucas se a posto fisicamente.

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3. Kansas State

Si punta su due fronti: Frank Martin e Jacob Pullen.

Il primo credo che abbai poco bisogno di presentazioni, è uno dei coach che sa sfruttare al meglio il materiale a suo disposizione, portando sul parquet una squadra che a livello di intensità ha veramente pochissimi uguali, capace di portare cambiamenti tattici all’interno dei 40 minuti tali da cambiare le inerzie delle partite da un momento all’altro.

L’altro è il leader designato, dotato di barba d’ordinanza. Prima opzione e guida dell’attacco e difensore in missione sul miglior giocatore avversario. A tempo perso è anche uno dei migliori giocatori del lotto.

I due sono contornati da gregari interessanti come gli utilissimi Curtis Kelly e Jamar Samuels, aiutati dall’innesto di Fred Asprilla, juco transfer di cui si parla un gran bene.

Se tutto gira come deve, è il loro anno e sono seriamente intenzionati a finire la stagione agli inizi di aprile.

Possibilmente un lunedì.

Con vittoria compresa, s’intende.

NBA’s eyes on: Jacob Pullen

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4. Pittsburgh

Anche qui abbiamo un allenatore con la A maiuscola, capace di portare la squadra ad alte vette nonostante manchino big player o almeno giocatori di livello. Jamie Dixon infatti punta innanzitutto sul gruppo, responsabilizzando ogni giocatore in maniera eccellente.

Come detto nessun talento da primo giro Nba, ma tanta sostanza in veri reparti, come Ashton Gibbs alla realizzazione e McGhee a fare legna sotto canestro. Ma il vero ago della bilancia è Brad Wanamaker, tuttofare determinante per i successi dei Panthers, intangibles’ master, capace di rivoltare o vincere una partita con rotazioni difensive, palloni sporcati e canestri riesumati dalla spazzatura.

Anche qui, come con Michigan State, abbaimo il ritorno in blocco del gruppo dello scorso anno e sono quasi tutti senior.

Occhio a sottovalutarli.

NBA’s eyes on: nessuno in particolare, qui possono pescare benissimo le squadre europee.
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5. Ohio State

Squadra di complicata previsione a causa della partenza, sanguinosa, di Evan Turner, factotum e linfa vitale dell’ultima versione dei Buckeyes.

Bel mix di esperienza (collegiale, si capisce) e new wave. Lighty e Diebler saranno la costante necessaria per la buona riuscita della stagione, ma gli occhi sono tutti puntati sul freshman Jared Sullinger, forse il più efficace tra i primo anno che si affacceranno al panorama collegiale quest’anno.

Una vera e propria scommessa metterli così in alto, ma d’altronde cosa c’è di scontato nel campionato Ncaa?

NBA’s eyes on: Jared Sullinger, corpo da bodybuilder e piedi da ballerina

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6. Villanova

Sto per creare una bella linea di separazione: secondo me la fine della carriera scolastica di Reynolds sarà un toccasana per il gioco di Jay Wright e degli Wildcats. Verissimo che Scottie era un closer, però il più delle volte tendeva a concentrare il gioco un po’ troppo su di sé e questo non giovava alla squadra.

Ora invece non c’è un accentratore, o almeno Corey Fisher può prendere il posto che era del giocatore attualmente a Veroli ma senza minare la fluidità dell’attacco di Villanova, e il gruppo anche qui potrebbe fare la sua parte in maniera fondamentale.

Backcourt veloce e mobile con l’innesto di Wayns e frontcourt solido con Pena e Yarou, in una bella unione tra sostanza ed imprevedibilità incorporata nel marchio di fabbrica di zona, la mentalità difensiva.

NBA’s eyes on: Corey Fisher se mantiene le promesse.
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7. Florida

La stessa squadra dello scorso anno, in pochissime parole. E che bella squadra.

Già ben organizzata grazie alla gestione oculata di Billy Donovan, i Gators si ritrovano ai nastri di partenza con una formazione completissima in ogni reparto.

Il pacchetto lunghi composto da Tyus e Macklin è stato rimpolpato con l’arrivo di Patric Young, freshman che porta difesa e fisicità; a completare il frontcourt Chandler Parsons assicura difesa, versatilità e QI, complemento perfetto per il gioco di Kenny Boynton, dal quale ci si aspetta il solito apporto realizzativo; chiude il quintetto Erving Walker, necessario con il suo tiro per punire le attenzioni difensive sugli altri, mentre dal pino non bisogna sottovalutare l’apporto di Casey Prather ed Erik Murphy.

Squadra profonda quindi ma che deve far fronte a grossi problemi di discontinuità e l’uscita al primo turno dello scorso anno è la prova evidente di questa grossa lacuna, così come il poco appeal con i finali di partita nonostante Parsons sia un clutch player d’elite.

NBA’s eyes on: Patric Young, ma per il futuro.
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8. Kansas

Bill Self è stato chiarissimo: questa non vuole e non deve essere una stagione di ricostruzione.

Ed in effetti è difficile dargli contro perchè talento ne ha e, come al solito, il roster è profondissimo pronto ad ogni minima evenienza, tranne che si chiami Ali Faroukmanesh…

Dovrebbe essere l’anno della consacrazione di Marcus Morris e quello dell’esplosione del gemello Markieff, dell’atteso Josh Selby, che probabilmente partirà con qualche partita di ritardo a causa dei noti problemi accademici, e di Tyshawn Taylor, alla ricerca di un minimo di continuità. Il rovescio della medaglia si ha a pensare al fatto che non ci son più Aldrich e Collins a togliere le castagne dal fuoco.

Ma Bill Self non è uno sprovveduto e lavora molto bene anche sull’aspetto mentale dei giocatori, quindi non è difficile che questi continuino a rimanere in alto.

Iraniani permettendo, ovviamente.

NBA’s eyes on: Marcus Morris, Josh Selby
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9. North Carolina

Anno zero per Roy Williams dopo la disastrosa stagione appena passata, tra infortuni, incomprensioni e giocatori che non hanno dimostrato quanto promesso.

La promessa annuale però stavolta ha delle sembianze confortanti, in un sinuosissimo corpo di 203 centimetri che pallacanestro talento da ogni poro. Ovviamente stiamo parlando di Harrison Barnes, catapultato sin dallo scorso anno alla numero uno dei mock riguardanti il draft del 2011.

Su di lui si affidano tutte le speranze dei Tar Heels, non solo a livello cestistico ma anche a quello mentale, sperando che la sua “aura” possa permettere a giocatori come Henson, Zeller e Drew di giostrarsi con più tranquillità.

Rimane comunque un salto nel buoi perchè la squadra ha tanto talento quanta poca esperienza e questo potrebbe essere un grosso problema.

Ancora una volta.

NBA’s eyes on: Harrison Barnes ovviamente, John Henson
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10. Memphis

Intrigante, non trovo miglior aggettivo per definire questi Tigers.

Il ciclone post-Calipari è finalmente passato così da poter ripartire al meglio senza pressioni o magagne insolute, ed il giovane ma preparatissimo Josh Pastner ha potuto dimostrare di aver raccolto al meglio gli insegnamenti del suo predecessore sul recruiting, portando in Tennesse due ottimi (quanto rischiosi sotto il profilo caratteriale) prospetti come il play Joe Jackson e lo swingman Will Barton.

Roster profondo, dotata di talento (con i due freshman sopracitati) e ben aiutata dalla poliedricità e dal sacrificio di Will Witherspoon e dalla presenza in vernice di Will Coleman.

Pastner ha un bel giocattolino nelle mani.

NBA’s eyes on: Will Barton, Will Witherspoon

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11. Kentucky

Si parla di Calipari e spuntano le corna.

Anche il coach italoamericano non è rimasto fermo quest’estate ed ha costruito la solita high profile team, portando in dote recruit di primissimo livello con il play Brandon Knight (cucito dal sarto per guidare la Dribble Drive Motion), l’atletico Terrence Jones ed Enes Kanter.

Piccolo problema. Quest’ultimo sembra aver seri problemi di eleggibilità a causa del passato oneroso con il Fenerbache e, visto che si considera come professionismo, non potrebbe giocare in questa stagione.

“Non potrebbe”, appunto. Perchè il nostro John ovviamente dovrebbe scamparla anche stavolta e The Turkish Terror (uno che rischia seriamente di spostare gli equilibri del campionato) pagherebbe solo con un po’ di partite saltate.

La squadra dello scorso anno comunque non ha niente a che vedere con questa, quindi ci sarà bisogno del lavoro di Calipari sul parquet e non solo dietro la scrivania.

NBA’s eyes on: Brandon Knight, Terrence Jones

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12. Baylor

Il prospetto Nba più interessante dopo Barnes lo hanno loro.

Perry Jones infatti è un giocatore del tipo WannaBeGarnett -preciso che parlo di potenziale, prima che mi venga spalato del materiale organico sulla mia persona ed il mio modo di veder pallacanestro-, un quasi settepiedi che mette palla a terra tranquillamente, tira con la velocità di una guardia e salta in modalità kiss the rim. Se riesce a superare i grossi problemi di concentrazione ci saranno tanti occhi puntati sul Texas, soprattutto se pensiamo che in squadra si trova LaceDarius Dunn che, superati i problemi giudizari, si candida per essere una delle migliori play-combo-guardie del panorama. Quincy Acy è invece l’anello di congiunzione, difesa, fisicità e lavoro sporco a servizio della squadra.

NBA’s eyes on: Perry Jones in alto, LaceDarius Dunn da metà primo giro in su

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13. Gonzaga

La fine della carriera scolastica della mente, Matt Bouldin, dovrebbe tagliare le gambe ai Bulldogs, ma alla fine “le braccia” possono comunque fare una discreta figura. Le braccia in questione sono Elias Harris, Steve Gray e Robert Sacre. Il tedesco soprattutto è quello che dovrà trainare la carretta perchè un giocatore del genere crea matchup in ogni versione lo si usi, sia fronte a canestro che vicino al ferro, grazie all’ottima preparazione sui fondamentali, al fisico da PF nei piedi di una SG.

Few ha declinato ancora una volta le offerte dai grandi college. Il titolo della WCC non dovrebbe toglierglielo nessuno quest’anno, sperando di fare molta strada anche a marzo.

NBA’s eyes on: Elias Harris
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14. Illinois

La Big Ten quest’anno è territorio molto ostico e non ci si deve stupire se a fine anno ci sarà qualche sorpresa.

Una di queste potrebbero essere appunto i Fightin’ Illini di Weber, anche in questo caso tornati in gruppo dalla scorsa stagione con l’interessante aggiunta di Jereme Richardson, recruit che porterà punti fondamentali alla causa.

I giocatori fondamentali saranno per forza di cose i senior Demetri McCamey, Mike Tisdale, e Mike Davis, i quali dovranno essere le guide di una squadra giovane che punta a sorprendere sperando però di limitare i vuoti dello scorso anno, visto che sono andati a vincere benissimo partite importanti contro Wisconsin e Michigan State per poi andare a perdere con college non irresistibili come Utah e Bradley.

Serve continuità, anche perchè di potenziale qui ce n’è molto.

NBA’s eyes on: Demetri McCamey, sinistramente simile a Deron Williams

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15. Syracuse

Johnson se n’è andato, ma quello che peserà di più saranno le partenze di Rautins e Onuaku, giocatori insostituibili per cuore, voglia, grinta e leadership.

Boeheim comunque non si è messo a piangere sul latto versato ma anzi si è dato da fare ed ha costruito una squadra non competitiva come quella dello scorso anno ma comunque ben assortita.

Al centro della famosissima ed asfissiante 2-3 ci sarà il freshman Fabricio Melo, grezzissimo centro settepiedato ma con braccia lunghe ed etica lavorativa, mentre alla guida della squadra ci sarà la solita staffetta complementare tra Triche e Jardine, Kris Joseph dovrà essere invece il nuovo tuttofare offensivo, sperando che continui a mostrare i miglioramenti già visti durante il corso della stagione scorsa.

Tutto dipende da quest’ultimo ed il coach, alla 35esima stagione alla guida degli Orange (45esima se contiamo anche gli anni da giocatore ed assistente), punta moltissimo su di lui.

NBA’s eyes on: Kris Joseph e Fab Melo, ma quest’ultimo in prospettiva futura

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16. Washington

Anche qui non è facile rimpiazzare un giocatore fondamentale come Quincy Pondexter, soprattutto dopo lo scorso torneo in cui ha tenuto alto il nome non solo degli Huskies ma anche un po’ di tutta la Pac10, reduce da un’annata abbastanza disastrosa.

Lorenzo Romar però è fiducioso dei ragazzi a sua disposizione perchè, a parte la nuova ala degli Hornets, gli altri sono tornati e guidati dal piccolo peperino Isiah Thomas partono come favoriti per il titolo di Conference.

Guardando il roster capiamo anche il perchè visto l’ottimo backcourt completato dal mastino Overton e da Abdul Gaddy, sorretto sottocanestro dal britannico Bryan-Amaning e dal nuovo innesto Aziz Ndiaye che porta intimidazione e difesa.

NBA’s eyes on: Abdul Gaddy, ci si aspetta un bel campionato da lui.

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17. Georgia

Bella scommessa.

Sorretti dalla coppia esplosiva formata da Trey Thompkins e Travis Leslie, i Bulldogs potrebbero essere dei rivali ostici sia nella SEC che nel proseguimento della stagione.

Thompkins inoltre punta in alto, sia a livello collegiale che sul fronte draft dove tanti scout iniziano a mettergli le luci addosso. A mettere il mattone poi ci sarà anche Marcus Thronton, giocatore molto sottovalutato tra i rookie ma che potrebbe già dire la sua quest’anno formando un’ottima coppia interna con Trey.

Squadra potenzialmente divertente, ed occhio a Travis Leslie, SportsCenter’s player se ce n’è uno.

NBA’s eyes on: Trey Thompkins, appunto.
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18. Missouri

Il segreto qui è in panchina ed ha nome e cognome.

Mike Anderson è ricercato continuamente dai top college, ammaliati dal suo modo di far giocare le sue squadre in maniera aggressiva e soffocante, mettendo sempre in grossa difficoltà gli avversari che vedono 5 giocatori in campo che si muovono come palline da flipper senza mai fermarsi.

Prospetti interessanti ce ne sono, come Kim English e Mark Denmon, ma la filosofia di Anderson vuole tutti sullo stesso piano in modo da non creare favoritismi sullo svilupparsi delle azioni.

Sempre competitivi, quest’anno con qualcosa in più.

NBA’s eyes on: Kim English

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19. Butler

Gordon Hayward ha fatto il grande salto, inevitabile dopo la grandissima stagione trascorsa conclusasi a pochi millimetri dal titolo nazionale, in una cavalcata che ha appassionato tutta America nella classica favola dell’underdog.

Stavolta però non partiranno sotto i radar e capitanati dal giovane coach Brad Stevens, fresco reduce dalla firma su un contratto che lo lega ai Bulldogs per altre 12(!) stagioni, proveranno a ripetere quanto di buono visto nell’ultimo torneo con la base della solidissima difesa che porterà a tante partite a basso punteggio per spezzare il ritmo dei rivali.

Non sopravvalutate l’addio di Hayward, questo è un gruppo forte cementato ancora di più dalle Final4 passate.

E Shelvin Mack cerca un posto nel prossimo draft.

NBA’s eyes on: vedi poco sopra
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20. Temple

Tornano 4/5 del quintetto dello scorso anno che ha raggiunto le 29 vittorie nella Atlantic10, ma soprattutto tra questi ci sono i 2 più attesi che condizioneranno sicuramente la stagione degli Owls.

Lavoy Allen a livello collegiale per doti fisico-atletiche è letale, giocatore da doppia doppia sicura non appariscente ma che nell’economia della partita tendi a sentire, e Juan Fernandez invece è il genio e sregolatezza capace di inventare punti ed assist dalla regia; saranno coadiuvati da Ramon Moore, ma la panchina non è lunghissima, anzi.

La Atlantic10 quest’anno è piena di talento, ma questi ne hanno più degli altri.

NBA’s eyes on: Lavoy Allen, che ne aveva innamorati tanto prima di togliersi dalle liste dell’ultimo draft

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21. BYU

Prossimi al trasloco nella WCC, cercheranno di dare il giusto saluto alla Mountain West, a maggior ragione dopo la beffa targata New Mexico subita 9 mesi or sono.

I Cougars hanno perso un elemento importante come Tavernari, ma Fredette è più carico che mai, lanciato tra le primissime file come giocatore dell’anno e voglioso di successi. Jackson Emery al solito si prenderà carico della parte difensiva, mentre si aspettano segnali confortanti dal sopho Brandon Davis per puntellare l’area verniciata.

Corti anche loro, ma Jimmer è uno che può farti vincere le partite da solo.

Per info, chiedere ai Gators.

NBA’s eyes on: Jimmer Fredette
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22. Georgetown

Con Monroe non se ne va solo la presenza essenziale sotto le plance, ma anche il giocatore che mascherava i grossi problemi di playmaking della squadra, vista la “allegria” di Chris Wright nello scegliere i modi ed i ritmi con cui giocare.

Le spalle di Austin Freeman si dovranno fare più larghe di quello che sono, molte delle aspettative degli Hoyas passano da lui e sicuramente, as usaul, non si tirerà indietro.

A dargli una mano ci saranno Wright come detto, sperando sulla sua vena realizzativa, e Jason Clark, giocatore stampo Georgetown come negli ultimi anni ne sono usciti Jeff Green e DaJuan Summers. Il freshman Nate Lubick agirà sotto canestro, ma il vuoto lasciato da Monroe rischia di essere enorme.

NBA’s eyes on: Jason Clark, con gli altri due che alzano l’antenna oltreoceano

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23. Florida State

Sarà forse per l’addio a Solomon Alabi, ma a vista di molti i Seminoles rischiano di partire molto sottovalutati.

Il roster infatti è molto valido e coperto sotto tutti i punti di vista. In attacco spazio alle capacità realizzative di Michael Snaer e di Chris Singleton, aiutati dal tiro da fuori di Loucks e Dulkys, dalla regia di Derwin Kitchen, e dai centimetri di Xavier Gibson, il quale prenderà il posto di Alabi.

Attenzione a Singleton perchè oltre ad essere un discreto realizzatore è un difensore di ottimo livello per versatilità e e sacrificio.

NBA’s eyes on: Chris Singleton

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24. San Diego State

Altra pepita nascosta della Mountain West, con all’interno una più luccicante delle altre, ovvero Kahwi Leonard.

L’ascesa dell’ala degli Aztecs da gennaio è stata incredibile, ed il suo anno da sophomore deve seguire la linea tracciata dall’inizio dell’anno solare.

A dargli man forte, la coppia di lunghi formata da Malcom Thomas e Billy White garantisce esperienza e solidità mentre il tiro da fuori di DJ Gray e del transfer da Santa Clara Jimmy Rahon permetterà di allargare il raggio d’azione.

La MWC si dimostra ogni volta come patria di squadre molto intriganti

NBA’s eyes on: Kahwi Leonard

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25. Purdue

Dal paradiso al purgatorio per colpa di un infortunio, il solito che già 7 mesi fa aveva messo in ginocchio – è proprio il caso di dirlo – tutte le speranze di vittoria finale.

Il 2010 non verrà sicuramente ricordato come gioioso da parte di Robbie Hummel, vittima di entrambi i casi appena elencati. Sfortunatissimo, solito ginocchio, solito infortunio, ancora una volta done for the season, stavolta senza neanche passare dal via.

Potrà tornare il prossimo anno per la sua stagione da senior, ma probabilmente non con le stesse ambizioni che aveva fino a qualche giorno fa, visto che JaJuan Johnson ed E’Twan Moore sono all’ultima corsa nella giostra Boilermakers.

NBA’s eyes on: JaJuan Johnson, lungo filiforme che corre il campo come una guardia.

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  One Response to “Preseason Ranking 2010/2011”

  1. Avevo scritto un maxicommento, per poi accorgermi di non poterlo postare per problemi tecnici. Accontantati di un “Forza Tar Heels!” per ora.

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